RIFLETTENDO PAUSA CAFFE'


RIFLESSIONI SULL'AMICIZIA
 NON SEI QUI PER CASO...LO SAI ?

BUONGIORNO AI LETTORI DEL BLOG CON "PASSIONE"
LETTERINA A BABBO NATALE
​LASCIATI ANDARE
SOTTO PRESSIONE
AMARCORD
CARMINETTO ROSSO E IL LUPO ALFREDO
SOGNO O SON DESTA?
LE RIFLESSIONI SERALI DI GABRY
UNA GIORNATA SENZA TEMPO



 


Caro Babbo Natale, quest'anno che sta passando è stato un anno difficile per la mia salute e io sono stanca di tutte le frasi ad effetto che non vogliono dire nulla, di cuoricini e di lezioncine new-age fatte da chi di dolore non sa nulla, per sua fortuna. E proprio perchè sono fortunate non dovrebbero rompere con la loro sapienza chi, invece, col dolore combatte duramente ogni giorno, aggrappata con le unghie e con i denti alla vita perchè vuole vivere, vuole amare, vuole vedere nascere e tramontare il sole. E il dolore ti fa conoscere parti di te che neanche sapevi di avere, alcune belle altre meno, faccia della stessa medaglia. Sono stanca di sentir parlare di catastrofi, di scenari lugubri, di Rokfeller & Co., di politici e di ladri. Non mi interessa, io voglio vivere e voglio parlare di vita, di bontà, di persone che ti fanno un sorriso e ti tendono una mano, perchè c'è ancora tanto bene a questo mondo, ma, chissà perchè, non si parla mai di questo, non si riportano le notizie di gesti buoni, non vendono, perchè la gente è affamata di nero, di omicidi, di scandali, di puttane, scusa "escort" e di puttanieri. Ma esistono ancora le brave ragazze, non tutte sognano di fare le veline e i ragazzi studiano e non pensano a fare i tronisti. C'è ancora chi mi apre una porta per passare in carrozzina anche se altri me la sbattono sul muso. Il mondo non è mai tutto bianco o tutto nero, è quello che è, è quello che noi siamo e come ci comportiamo.
Allora Babbo Natale portami un po' di pazienza per sopportare la malattia, donami un po' più di speranza di vedere anche il prossimo Natale, dammi la saggezza di comprendere dove sbaglio e il coraggio di rimediare ai miei errori e fammi incontrare dei medici che mi diano qualche speranza in più.
Tua Gabry Fogli.









LASCIATI ANDARE...
Lasciati andare, vivi con più leggerezza, prenditi meno sul serio e scherza di più. Gli antichi insegnavano il "Ricordo di se"​ cioè, durante la giornata, riportare l'attenzione su ciò che stiamo facendo per far vivere la mente nell'attimo presente. Se lo fate vi accorgerete che è difficile mantenere l'attenzione sul momento presente perchè la mente comunque scappa, ripensa a ieri, progetta il domani, mischia le immagini e fa affiorare ricordi, il tutto contemporaneamente e così l'unico momento che non viviamo con consapevolezza è proprio l'attimo presente. Eppure essere presenti a sè stessi è una grande vittoria: significa vivere consapevolmente
Avete mai pensato di mettervi a dieta dai pensieri negativi? Eh, lo so, è dura, come mettersi a dieta con il cibo, ma certamente tutto il nostro organismo reagirà bene se lo disintossichiamo da tutte le negatività, invidie, dissapori, litigi, critiche. Apriamo la porta alla positività che non è fare del buonismo, ma osservare con nuovi occhi, ascoltare con nuove orecchie, assaporare e gustare con nuovi sensi.
Forza, provate a osservare il mondo da una prospettiva diversa, più allegra, e, passando, benedicete tutto e tutti dentro di voi. Chissà...magari scoprite che qualcuno vi sorride...perchè è sulla vostra stessa lunghezza d'onda....Gabry






SOTTO PRESSIONE
​Siamo tutti sotto pressione. Ogni giorno riceviamo continui impulsi su come "dobbiamo" essere e spesso i genitori sono succubi di queste imposizioni e crescono i loro figli come la maggioranza ritiene che sia giusto crescerli. 


Un bambino grasso è un bambino che quasi certamente verrà preso in giro dai suoi compagni, verrà deriso, così come una bambina dai denti storti, o povera, e quindi vestita miseramente. 


I bambini sono crudeli perchè ancora non hanno elaborato le regole di comportamento sociale e dicono ciò che pensano e ciò che sentono ripetere in casa, dagli adulti. 


Sono crudeli quando ti prendono in giro per gioco, quando ti tengono lontano perchè così gli hanno insegnato i genitori. 


Ognuno di noi è come è, l'aspetto fisico non ci rende migliori nè peggiori ed è importante riuscire a trovare l'autostima dentro di noi. 


Vali per ciò che sei  e non per ciò che sembri. 


Ricordalo sempre.
Gabry





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AMARCORD
​ Da bambina la nonna mi raccontava le fiabe. E parlava con mamma di cose che io non comprendevo. 
Ricordo una volta che vidi mamma allacciarsi il reggicalze in camera dove c'era anche papà...ne fui sconvolta...avrò avuto 9 0 10 anni, ma talmente non si parlava in casa davanti ai bambini di sesso o altre cose intime che quel gesto naturale venne da me interpretato come strano, avulso a tutto il contesto che conoscevo e piansi, da sola, in camera mia fino a che mi trovò mia nonna in lacrime. Mi domandò preoccupatissima che cosa fosse successo ed io le corsi incontro abbracciandola e dicendole "nonna, è terribile ! Mamma ha fatto vedere le gambe a papa'". Nonna mi abbracciò con tanto affetto e mi strinse al cuore e ricordo che mi disse che mamma non aveva fatto nulla di male, era sposata con papà e quello era il gesto naturale e pratico di chi deve far star su un paio di calze. Quindi, anche se papà aveva visto le sue gambe non c'era nulla di sbagliato in questo, in fin dei conti erano sposati e dormivano insieme. Solo in quel momento realizzai, per la prima volta, questo fatto. Lo avevo visto, certo, lo sapevo, ma compresi che in quel "dormire insieme" c'era qualcosa di più che dormire solamente...in fin dei conti erano in pigiama e camicia da notte !
A pensarci oggi provo tanta tenerezza per quella bambina che non conosceva ancora alcuni aspetti della vita, ma era curiosa e frettolosa di crescere, ma non trovava nessuno a cui rivolgere domande "scottanti" tranne che all' amica del cuore che stava come me a zero di educazione sessuale e mi ricordo che dibattemmo per mesi su cosa fosse il "letto nuziale", che forma avesse, se lo vendevano, se era un letto o un oggetto chiamato così per sviare altre ipotesi.
Quella bambina ogni tanto riappare, a volte sul filo di qualche ricordo che mi riporta indietro nel tempo. Non so se fosse bene o male, era così, tutto era una novità e incuriosiva, ma non riuscivamo a trovare il bandolo della matassa. Se ne incaricò la Vita stessa qualche anno più avanti, ormai adolescente e all'epoca della mia prima "mensilità" quando apparve il ciclo per la prima volta ed io pensai che stavo morendo.
Bhe, in realtà sono morta, si, sono morta alla fanciullezza, all'essere​ bambina, ma, come in ogni ciclo di passaggio, la bambina lasciò il posto alla giovincella e attraversò una riva di cui non tornò mai più indietro....
Gabry 



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 CARMINETTO ROSSO E IL LUPO  ALFREDO


Questa è una favola per adulti, di quelle terribili che i bambini non devono leggere altrimenti si spaventano.
C’era una volta, tanto, tanto, tantissimo tempo fa (l’altro ieri) una bambinetta di 50 anni, un vero fiorellino, che si chiamava Carminetto, Carminetto Rosso perché portava sempre delle calze antiscivolo rosse con i pallini verdi, ma se sto a scrivere tutte le volte così ci va troppo tempo. Quindi, per comodità, la chiameremo Carminetto Rosso.
Carminetto Rosso tutti i giorni doveva farsi la barba perché, come tutte le brave bambine della sua età, stava per svilupparsi in una splendida donna barbuta in attesa di un trapianto di capelli ed un’intervento per ripristinare ciò che la natura gli aveva tolto, due cosine rotonde che non servono per giocare a palla.
Ma non sapeva dove rivolgersi per l’intervento, e sconsolata stava seduta sulla punta (spianata) di una grande roccia (15 cm da terra) da cui rischiava di farsi male cadendo.
Passò da quelle parti lupo Alfredo, un furbacchione di quelli travestiti da agnello, pelo lucido pieno di gel effetto “bagnato” coda alla vaccinara, ah no, scusate, quella è un’altra cosa, coda con treccioline tipo “rasta”, maglietta con scritto “NON FUMO IO” per non inquinare l’ambiente, dieta perfettamente calibrata secondo scala nutrizionale, con un buon apporto di proteine fornite dalla carne perché i fagioli gli procuravano un certo effetto, tipo bombardiere, e poi il gas gli dilatava lo stomaco piatto dove vedevi ben scolpiuti i muscoli a effetto “coniglio” o era tartaruga??? Bhe, non importa…
Lupo Alfredo era specializzato nel trovare il “pollo” da incastrare per la giornata e mentre si aggirava con fare innocente
​cercando la vittima, ecco apparire dinanzi alle sue pupille Carminetto Rosso con le sue calze antiscivolo rosse con i pallini verdi che  stava lì piangendo disperata su una roccia aguzza (piatta).

C
he succede bella bambina” domando Lupo Alfredo “Hihihihi, ueeeeè, ueeeeeeè” piangeva disperato Carminetto Rosso, “tutto il mondo mi sta crollando addosso”. “Eiiii”, fece lupo Alfredo imitando Fonzie “Ma che sarà mai di così grave? Ti ha lasciato il fidanzato?” “No ueeeeeueeeeeee” continuava a singhiozzare disperato Carminetto “Nessuno mi può aiutare, nemmeno tu”  ma Lupastro Alfredo disse, pensando al dosaggio proteico giornaliero e riconoscendo di aver trovato il pollo “Ti sbagli, giovinetta con le guancie d’uva passa…posso fare molto per te, più di quanto tu immagini.
“E cosa puoi fare per me?” chiese con vocione speranzoso Carminetto Rosso “Posso donarti un libro in cui è spiegato accuratamente come si fa a diventare un VERO UOMO, uno di quelli che INGANNANO I SUOI SIMILI, UN UOMO CHE TRADISCE IN MODO VIGLIACCO, INSOMMA, TUTTO Ci
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SPORCO E IMPURO NELLA VITA” Allora Carminetto Rosso alzò lentamente il viso e volse i suoi occhioni con le palpebre pendule verso il lupastro mentitore, ed un sorriso iniziò a illuminare le rughe del suo volto, scoprendo una dentiera a 32 carati e un sospiro salì sulle sue labbra incorniciate dalla barba che già iniziava a spuntare, come fiorellini in un prato.
“Tu….veramente tu…mi puoi aiutare??
​ ​
E
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come? E in che modo?” Immediatamente il sorriso del lupastro Alfredo divenne sornione e accattivante
​ ​
mentre nei suoi occhi la pupilla diventava verticale come quella dei rettili ed i canini iniziavano a gocciolare saliva pregustando l’apporto proteico della giornata… “Mio caro Carminuccio, essendo io un povero lupastro malato” (e intanto s’ingobbiva nascondendo il coniglio, pardon, la tartaruga) ed avendo già provato tutto nella vita, ti propongo un patto” E intanto nere nubi si addensavano sul suo capo, delle nubi nere terribili a forma di fragola, ghiacciolo, palla, cono gelato ecc. ecc. mentre continuava con il tono suadente di un venditore della “Falletto”  Se noi due diventiamo amici e tu mi dai un aiuto come si fa tra di noi, io ricambierò la tua amicizia donandoti il LIBRO DELLE OMBRE, IL LIBRO PERFETTO per ottenere tutto ciò che vuoi dall’ASL e dalla Commissione Medica di Verifica ed anche dall’INPS” . Non solo, so che nel tuo cuore tu ti senti un Carminetto in tutti i sensi, palline comprese, e nel LIBRO DELLE OMBRE troverai le pozioni magiche per trasformarti in un uomo di circo cinquant’anni, senza capelli, con gli occhiali, insomma, una cosa pietosa, ma se questo è il tuo desiderio….”
Carminetto non stava più nella pelle, iniziò a volteggiare come un matto e la gonnellina si apriva a cerchione di bicicletta mostrando le gambe con dei pelazzi neri  che si annodavano tra loro formando dei ciuffi d’erba. Le braccia roteavano accompagnando il corpo nella danza della felicità e dalle ascelle spuntavano altri peli a forma di siepe sempreverde con al centro un Pino della Transilvania con Vampiro compreso mentre olezzo di sudore saliva ad effluvi arrivando in spirali voluttuose al naso che si beava di tanta delicatezza.
“Dimmi lupastro Alfredo, dimmi ti prego, vorresti mandarmi il libro per aiutarmi a diventare Carminuzzo invece di Carminetto, il co…one perfetto?
Lupastro sorrise sardonicamente (non so che significa ma ci sta bene) mentre una parte delle labba si aprivano in un torbido sorriso, ma non gli riuscì subito l’impresa, non è mica facile, provateci voi….Gli occhi divennero due fessure ed i canini continuavano a perdere saliva che cadendo a terra si stava trasformando in una pozza di fango.

​​“Carminetto mio, non solo ti darò il libro in dono, ma ti fornirò anche di un bel portapillole ove tenere gli ormoni per la tua trasformazione completa con tanto di suoneria così non ti dimenticherai di assumerli all’ora esatta….” E l’orologio del campanile batteva le 24….no, non batteva niente perché il campanaro era già andato a letto e poi i vicino protestavano sempre per i sobbalzi che facevano nel proprio letto. Così un grillo iniziò a grillare per 24 volte…le ciarliere cicale tacqueto immediatamente, mentre le nubi nere sopra il capo di Lupastro Alfredo si scazzottavano tra di loro perché più di tante non ci stavano…
“ALLORA FACCIAMO COSI’” disse Carminetto “ho una amica carissima, strega Lella, la strega più bella del reame, talmente bella che le sedie si rompono al suo solo apparire, i pavimenti tremano al  passaggio della carrozzina Reale con cui la spinge Guidetto il Paggetto, che ha un’ernia inguinale che ormai tocca per terra a forza di spingere Strega Lella, la strega più bella. Dovrai inviare un libro ed un portapillole anche a lei che ha diversi contenziosi con le sigle citate prima e nessuno le vuole più parlare perché ha un caratterino un po’ tanto birichino. Ovviamente ti pagherò il dovuto” terminò Carminetto. Ma il Lupastro, che continuava a perdere bave dai canini e intanto iniziava a sprofondare nelle sabbie mobili da lui create, disse: “Nooooooooooooooooooooooooo, MAI,,,,,,,tu aiuti me a vendere il mio libro delle Ombre ed a pubblicizzarlo nel bosco incantato ed io ne regalerò una copia a te ed una a Strega Lella, la strega più bella, comprensivi dei portapillole". 
Poi, mentre la bava continuava a sgorgare sempre più viscida, disse; “ Sai,….in effetti…adesso che ci penso……i portapillole io li pago, e pure tanto…ma a te li do a prezzo di puro realizzo, quanto li ho pagati io, cioè solooooooooo € 50,00 e mi occupo personalmente di spedire il tutto a te ed a strega Lella…soloooo….ci sarebbero anche le spese di spedizione, sai,,,anche quelle sono molto costose, quindi…fai tu, dammi quel che puoi……” ed assunse l’aria di quello che non ha più nulla, ma che possiede solo una cose che, guarda caso, intere
s
sa a te…..E così fece…. Dopo qualche giorno Carminuccio e strega Lella si videro recapitare il libro ed il portapillole…sapete come finì la storia?? Lo volete sapere davvero?
Il portapillole portava su una scritta in oro. “Servizio per i pazienti offerto da NOVARTIS” cioè non costava nulla, era un regalo delle case farmaceutiche e così, il furbo Lupastro Alfredo riuscì a vendere due libri, ne incassò il corrispettivo, dichiarando che l’importo pagato era per il portapillole e non per il libro. Peccato che il portapillole era gratis.
Anche per quel giorno aveva trovato di che mangiare ingannando il buon Carminetto che è proprio un angioletto e strega Lella che è come una sorella.
Ma i due, scoperto l’arcano, e sentendosi buggerati,  si sono coalizzati e dato vita a una storiella perché, nonostante Lupastro Alfredo, la Vita è bella.
Ah…dimenticavo…ogni riferimento a persone, fatti e luoghi è puramente casuale e non voluto. Se qualcuno si riconosce intanto si lavi la coscienza e poi cambi aria altrimenti……ci arrabbiamo…..
Dimenticavo una seconda volta....Lupastro Alfredo sta inguaiato nelle sabbie mobili che ha costruito da solo con la sua avidità.


Gabry Fogli






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 SOGNO O SON DESTA?

Passeggiavo in riva al mare...erano passati anni...ma il ricordo era ancora vivido come non mai. Potevo sentire il frastuono prodotto dalle onde che s'infrangevano sulla riva, udire l'odore di salsedine   portato dal vento   che, dispettoso, mi sconpigliava i capelli gettandoli avanti e indietro  e alzando leggermente la sabbia....l'odore del mare...inconfondibile...lo puoi amare o odiare, ma non ti lascia indifferente... lo respiravo a pieni polmoni prima e poi sempre più lievemente, sempre più dolcemente, sempre più tranquillamente....la sabbia....ne prendo una manciata...ne percepisco i granelli fini fini e mi scivola dal pugno, un pugno che non riesce più a chiudersi in questa realtà, ma che funziona benissimo nell'altra.
Osservo e soppeso la sabbia finissima che mi scivola via e mi alzo. Cammino fino alla riva ed entro con i piedi nell'acqua. Mi giro...osservo le impronte che i miei piedi hanno lasciato sulla sabbia...ne osservo la forma, la profondità, il colore più chiaro della sabbia in superficie e quello più scuro della sabbia bagnata che c'è sotto, nascosto da quel primo strato di velo d'oro...oro....il vento alza in nuvolette l'oro della sabbia che brilla al sole e qualche granello bianco abbagliante....mi avvolge in una spirale che sale e scende a seconda di come muovo le mani...sto sognando, lòo so, ne sono consapevole, ma sono così felice...nel mio sogno sono eterea, leggiadra e lunghissimi capelli biondi ondulati danzano nell'aria. Mi tocco il corpo e scopro di essere nuda, vestita solo dei miei capelli, ma non c'è nessuno, sono sola...sola...no...in realtà non sono sola...sento una presenza e mi volto di scatto....non vedo nulla, ma sento...sento due braccia che mi circondano le spalle e sento il suo corpo appoggiato al mio. In lontananza una campanella suona mossa dalla brezza, insistentemente, continuamente...e tutti questi suoni ed aromi mi scivolano sulla pelle che si tende come un arco...la campanella continua inesorabile il suo ticchettio e un altro suono si ode salire dal mare...come un canto....un canto di sirene....e chiama....e chiama...Gabry...Gabry...GABRYYY...
accidenti, queste non sono sirene, questo è mio marito che mi sveglia con il caffè e di "sirenaico" non ha proprio nulla, specialmente al mattino quando è da poco che si è alzato dal letto. Esco dal mio involtino di coperte in cui mi avvolgo durante la notte sottraendole a lui che, disperato e infreddolito,  cerca di recuperarne una parte per coprirsi. Il profumo del caffè ha tutto d'un tratto preso il posto di quello del mare. Ora non sogno, son desta...passo una mano nei capelli per tentare di dargli una forma e sento un  oggetto avvolto intono ad una piccola ciocca...una conchiglia...ma allora....sogno....o son desta ?
Gabry. 




 LE RIFLESSIONI SERALI DI GABRY
Si parla molto di felicità  in questi tempi che stiamo attraversando...felicità...ma sappiamo cos'è? Quando siamo felici e perchè?   E' notte tarda ed a quest'ora, con la casa silenziosa, ​
​ penso e rifletto su certe definizioni. Ho inserito un CD di musica dolcissima e lo ascolto con le cuffie per non disturbare nessuno e questa melodia​
​ è molto particolare...ti sembra di galleggiare nello spazio, fluttuando...in un mare di calma, delicata tristezza...nel silenzio dell'Universo questa musica mi arpiona il cuore e gocce di sangue iniziano a scendere e volteggiano sospese nell'infinito. Io le osservo, spettatrice inerme che si libra sulle note di un pianoforte...ma chi mai suona un pianoforte nell'Universo? Le stelle si accendono una a una​
​ mentre passo disegnando una via, la via della felicità che è pervasa di tristezza assoluta.
Non mi comprendo in questo mare denso e fluttuante, come una rete che sostiene tutte le sfere dell'Universo. Sono felice o sono triste? O sono felicemente triste? Si può essere felici di essere tristi? Odo lo sciabordio dell'acqua e mi rendo conto che sono in riva al mare​
​ , da sola di fronte all'oceano. Quale? Non ha importanza...il mio cuore batte all'unisono con il cuore del mare e si spalanca una immensità d'acqua che alla luce argentea della luna pare nera....mi siedo sulla sabbia fredda mentre l'aria mi investe salendo dal mare e in un attimo realizzo che, in questo infinito presente, non sono felice....non sono nemmeno triste...sono....e basta...non ho bisogno di sapere altro.
Io sono con Dio, io sono Dio...appartengo a Lui, ma  Lui è in me e quindi è mè.
Comprendo che mi sto perdendo in filosofismi inutili. Io sono...e in questo io sono è racchiuso tutto.
Non ho bisogno d'altro. La felicità, la tristezza, la gioia, la rabbia sono stati dell'Essere, sfaccettature infinite del mio essere tutto ed essere niente.
E con questo in testa vado a dormire. Domani è un altro giorno.
Gabry Fogli




UNA GIORNATA SENZA TEMPO

Buonasera amici, sono esattamente le 23,23 ora che inizio a scrivere. I numeri hanno la loro importanza....questa giornata è scivolata via e io quasi non ho vissuto...no, ho avuto una notte agitata, un sonno interrotto da numerosi incubi. Verso le sette mi sono alzata e sono venuta sulla mia poltrona in salone. E' una bella poltrona di pelle color panna, di quelle che si allungano e si distendono e poi, quando ti devi alzare, si sollevano fino a metterti quasi in piedi. E' comodissima e, davanti a lei, ci sta il nostro mega televisore nero, sottile, sorretto da un carrello altrettanto nero.  Sono venuta sulla poltrona, ho preso la mia copertina di pile e, dopo aver acceso il televisore  e Sky mi sono stesa e riaddormentata tranquilla. Questa poltrona è come fosse il ventre materno in cui mi sento sicura, intorno ci sono i rumori e gli odori della casa, insomma, c'è la vita. Alle otto mio marito mi ha svegliata per la prima somministrazione di antidolorifici, del cortisone, del Lyrica e del protettore per lo stomaco, seguiti poi dalla prima iniezione di insulina del giorno. Il tempo di ingoiare una manciata di pastiglie e qualche secondo per l'iniezione e mi sono riaddormentata. Intanto gli antidolorifici entrano in circolo e mi fanno dormire ancora di più, ma va bene perchè così quando mi sveglio il dolore è sotto controllo. Ma il cortisone fa salire la glicemia e tutte le mattine, nonostante l'iniezione di insulina la glicemia sale tantissimo e mi provoca sonnolenza. Verso le dieci mio marito mi ha svegliata con un caffè fumante, ma sono come in coma...ho ingoiato il caffè e mi sono riaddormentata. Alle 13,30 mi sono svegliata, tanto non mangio più pranzo, non ho assolutamente fame, mio marito mi ha riportato un altro caffè, mi sono alzata per andare in bagno e lavarmi la faccia con l'acqua fredda per svegliarmi, ma non c'è nulla da fare. Ritorno sulla poltrona e mi riaddormento subito. Alle 15 suona la sveglia del cellulare per la seconda infornata di antidolorifici che ingoio con il bicchiere d'acqua, ma la mente è come se fosse liquida...si espande e sembra uscire dalla mia testa...le palpebre sono troppo pesanti e con quella sensazione di liquido nel cervello mi riaddormento sulla poltrona. Alle 16,30 mi sveglio, salto letteralmente come se avessi un gong interiore.
Sono sveglia, completamente sveglia, ma gli occhi non vogliono aprirsi. Risalgo sulla carrozzina e vado nuovamente in bagno a lavarmi la faccia e gli occhi. E' come fossero incollati...spruzzo acqua  fredda sperando che il contatto continui a tenermi sveglia e strofino le palpebre affinchè si aprano del tutto alla luce. Si sono fatte quasi le 17...rientro in sala e domando a mia figlia se ha inserito qualche pagina di immagini sul blog, ma mi rendo conto che ha fatto poco. Del resto non è un suo problema. Per me è una gioia occuparmi del blog, per gli altri è un impegno che ho preso io, non loro ed hanno ragione. Intanto sta terminando anche il pomeriggio e cosa ho vissuto di questa giornata?
E allora veniamo al punto...gli antidolorifici sono necessari, indispensabili per contenere il dolore, ma quanta vita mi perdo nel frattempo?
Non c'è risposta. L'uno deve andare d'accordo con l'altro, non c'è   altra via.
Alle otto ho preso gli ultimi della giornata e, prima di dormire, ho un'altra manciata di compresse e capsule varie e l'ultima insulina della giornata. Ho dimenticato che nel mezzo c'è stata quella delle 13 e quella prima di cena, il mio unico pasto della giornata.
Ogni giorno ho quattro fori nella pancia e tre nelle dita per misurare la glicemia.
Sette fori al giorno non sono tanto piacevoli.
Qui di piacevole non c'è nulla.
Ho nuovamente sonno e mi si chiudono gli occhi.
Gabry Fogli





BUONGIORNO AI LETTORI DEL BLOG CON "PASSIONE"
Eccomi qui, cari compagni di viaggio sulle strade della vita. 
Sono iscritta a tante newsletter di blog che si occupano di crescita personale e finanziaria per osservare come lavorano e quali insegnamenti propongono ai loro associati.
Premetto che se c'è una cosa che mi infastidisce  è quando enfatizzano alla massima potenza le informazioni che propinano, in verità molto simili e con toni roboanti che si propongono di farci guadagnare milioni di euro se solo "lo vogliamo". E  se non riusciamo nell'intento la colpa è nostra e solo nostra perchè non ci abbiamo creduto fermamente, oppure non abbiamo frequentato i corsi X o Y o tutti e due, o tre, o quattro..Se c'è qualcuno che diventa milionario è il venditore dei corsi, degli e-book, dei libri che spiegano accuratamente come, con semplici mosse, possiamo cambiare il nostro destino finanziario.
Ovviamente non è un giudizio di massa, alcuni, pochi per la verità, fanno questo lavoro con l'ingrediente principale che viene prima di tutto il resto: la passione per ciò che si fa.
Se "veramente" siamo appassionati come degli amanti con il nostro lavoro, i risultati non possono tardare ad arrivare. Vogliamo "amarlo", accarezzarlo, scoprire un po' alla volta i segreti che cela ai nostri occhi indagatori, trattarlo come un bimbo che deve crescere e che necessita di tutto il nostro amore e comprensione e pazienza. 
Ma se partiamo solo pensando a ciò che possiamo ricavarne siamo votati irrimediabilmente a soccombere. Ci promettono mari, monti e pure laghi, ma senza una vera passione le promesse finiscono nel cestino del "dopo" e del "poi". E del "mai"...
Dunque....vi possono proporre tecniche più o meno collaudate, una infinità di testi da leggere e studiare, ed acquistare chiaramente, ma prima di tutto dobbiamo trovare la nostra strada, quella che ci condurrà dove desideriamo, che sarà impervia, stretta, in salita e tutta curve, ma se non vi scoraggiate facilmente quella strada porta il vostro nome  inciso nella polvere e racconterà la vostra leggenda personale.
Le tecniche, per quanto avanzate, sono  un di più per fare meglio, ma non possono sostituire la passione. Senza di essa diventano delle scatole infiocchettate, bellissime a vedersi ma, quando le apri, scopri che sono vuote.
Anche un rapporto di coppia senza passione si spegne un po' alla volta, diventando routine quotidiana, sicura, ma noiosa, perchè manca del fuoco interiore.
Passione e Amore. Questa è la ricetta di base, quella da cui partire per qualsiasi lavoro che vogliamo fare. Poi arivano le tecniche per abbreviarci la strada, per insegnarci i "trucchi" del mestiere, ma questo è il "dopo".
Noi dobbiamo partire dalle fondamenta, dall'amore, e questo in ogni cosa che ci proponiamo di fare.
Gabry Fogli


 

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