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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi ...

domenica 31 dicembre 2017

BUON ANNO A TUTTI, MA PROPRIO A TUTTI




BUONA FINE E BUON PRINCIPIO

Anche quest'anno è giunto alla fine. Questa sera alzeremo i calici per salutare il nuovo anno che arriva e, con il brindisi, diamo il via alle nuove aspettative, agli impegni che intendiamo assumere, la dieta da iniziare, smettere di fumare ecc. ecc.

IMMAGINI PER AUGURARE BUON ANNO 2018




ECCO PERCHE' IL 31 DICEMBRE E' SAN SILVESTRO

in foto: Il santo (Silvestro I) e la festa (laica).
Con lo spumante  nella mano destra e con la pancia esausta nella sinistra, mentre siamo impegnati nel countdown di rito, una domanda potrebbe assalirci (ma anche no): perché quella tra il 31 dicembre e il 1 gennaio si chiama "Notte di San Silvestro"? Vi è una relazione tra la vita di questo papa e i

FRASI SIMPATICHE E DIVERTENTI PER AUGURARE BUON ANNO A TUTTI




Ti auguro un 2018 pieno di cose sconosciute e con una enorme curiosità per andarle a scoprire!

Che sia un 2018 a risparmio energetico, ricicla i buoni propositi dal 2017!

BUONA FINE E MIGLIOR PRINCIPIO




Buona sera a tutti. In questi giorni sono mancata perchè sono stata e sto male. Mio papà è morto pochi giorni prima di Natale e penso di avere avuto un crollo che ha coinvolto il mio fisico già provato. Al pranzo di Natale tutti erano a tavola, anche mamma, ma io sono stata in poltrona in preda

sabato 23 dicembre 2017

IMMAGINI BELLISSIME PER AUGURARE BUON NATALE





LE DODICI NOTTI SANTE DAL 26 DICEMBRE AL 6 GENNAIO

12 i segni zodiacali ... 12 gli apostoli, 12 i mesi...
e 12 le notti sante che cominciano il 26 Dicembre
La Notte del 25 Dicembre è la notte Santa della Luce Cristica, la notte in cui si festeggia la nascita di Gesù che rappresenta simbolicamente il ritorno del Sole Nascente in ognuno di noi.
Il 25 Dicembre è la notte dedicata a Cristo, alla quale seguiranno altre 12 notti sante, dedicate agli apostoli e discepoli. (Vi sono diversi testi ed ognuno assegna ad ogni posto un archetipo zodiacale diverso, pertanto non focalizzatevi troppo sull'apporto, quanto più sul significato biblico sul quale meditare.)


giovedì 21 dicembre 2017

SAN COUDENHOVE KALERGI E LA POST-DEMOCRAZIA

Tutti uniti in nome di San Coudenhove-Kalergi. Ciò che non vi dicono sulle segrete stanze della politica Italiana. Le elezioni politiche del 2018: una falsa partita a scacchi in cui il vincitore si sa già chi è: “L’Eurocrazia”.



Di Andrea Cometti

Capalbio, saldi di fine stagione

Come cantavano i Righeira negli anni ’80 “l’estate sta finendo” e le ferie, per chi ha avuto la possibilità di farle e ormai anche solo il coraggio, è già un ricordo. Capalbio, Jesolo e Rimini, stupri permettendo e “rompi balle” di vù cumprà si sono dimostrate comunque più sicure e gradite di Sharm El Sheick, della Tunisia o della stessa Barcellona. Il pienone in Italia c’è

FRASI BELLISSIME PER AUGURARE BUON NATALE CON UN MESSAGGIO

Buon Natale... incanto, meraviglia e stupore ti accompagnino per sempre... 
che tu possa avere un cuore pieno d'amore, occhi raggianti per sognare ed ali per volare! Auguriiiiiiiii



 Tanti auguri di Natale... che sia un Natale speciale e che faccia sognare. Ti auguro tante cose belle e brillanti più delle stelle. Tanti auguri di Natale!


FRASI PER AUGURARE BUON NATALE

 A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore, a chi saluta ancora con un bacio, a chi lavora molto e si diverte di più, a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori, a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse, a chi spegne il televisore per fare due chiacchiere, a chi è felice il doppio quando fa la metà, a chi si alza presto per aiutare un amico, a chi ha l'entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo, a chi vede nero solo quando è buio, a chi non aspetta il Natale per essere migliore... Auguri!



 Amore, pace e gioia: gli ingredienti per un Buon Natale che ti auguro di cuore.

mercoledì 20 dicembre 2017

SERIE DI VIDEO PER AUGURARE BUON NATALE






IMMAGINI PER DIRE BUONA SERA, TI STO PENSANDO...




IMMAGINI AFORISMI E CITAZIONI








IMMAGINI NATALIZIE




VIDEO DI SILVANA DE MARI - GLI ORCHI TRA NOI

      




I CONSIGLI DI GABRY

 

SQUILIBRIO SPIRITUALE ALL'INTERNO DELLA COPPIA



Quando una persona si trova in difficoltà all’interno della propria coppia, come può superare la situazione quando il coniuge si oppone fermamente al proprio cammino spirituale e all’insegnamento che voi diffondete? Grazie.
In una relazione, qualunque essa sia, è necessario che vi sia equilibrio.
Riguardo allo squilibrio di coppia quando uno dei due non sente l’energia spirituale, diremo che spetta alla persona più evoluta prendere per mano il proprio compagno o la propria compagna e cercare di condurlo con dolcezza e Amore verso ciò che lui o lei deve diventare.
Ci rendiamo conto che non è facile continuare a vivere in armonia all’interno della coppia quando uno dei due sente un desiderio spirituale non compreso dal proprio coniuge.
Una persona che cambia profondamente, che integra profondamente l’insegnamento che noi diffondiamo, che integra profondamente l’Amore, può cambiare totalmente il proprio ambiente, i propri famigliari. Accadono miracoli, potete esserne certi!
Non è la persona che non ha ancora questo risveglio spirituale a dover cambiare, spetta alla persona che ha cominciato a risvegliarsi spiritualmente trovare le parole e l’energia adatta per la persona non ancora risvegliata.
Non è facile rispondere a questa domanda perché ogni essere è diverso. Quella persona si crederà realmente sul cammino, realmente in un cammino spirituale, realmente nell’Amore, e nella sua relazione con l’altro non applicherà ciò che crede di essere, si chiuderà nella propria spiritualità. Invece di aprirsi all’altro, porrà un muro divisorio tra essa e colui che, in apparenza, non la comprende.
Per terminare diremo: ancora una volta, che l’Amore, quello vero, fa cadere ogni barriera. Gli esseri che non sono pronti ad aprirsi alla Saggezza e all’Amore sono ancora un poco addormentati, ma non è colpa loro. In loro vi è ancora della sofferenza! Quindi, molto dolcemente, dovete prenderli per mano e svegliarli senza costringerli. Ancora una volta, se mettete un faro davanti a chi dorme affinché possa svegliarsi non solo non aprirà gli occhi, ma sarà profondamente infastidito.
Una piccola luce e molto Amore basteranno per compiere dei miracoli".
 
Potete riprodurre questo testo e darne copie secondo le seguenti condizioni :
  • che non sia tagliato,
  • che non subisca nessuna modifica di contenuto,
  • che fate riferimento al nostro sito  http://ducielalaterre.org
  • che menzionate il nome di Monique Mathieu.
http://ducielalaterre.org/


I CONSIGLI DI GABRY

 

martedì 19 dicembre 2017

MAL-ATTIA O BEN-ATTIA?




Qualcuno starà sicuramente pensando:  ”Sei  impazzito?” .
“Come si può pensare, anche lontanamente,  di chiamare benattia  una malattia? Sapendo, oltretutto, quali sofferenze, a volte anche atroci,  ogni malattia porta spesso con se.”
Penserai : “solo un pazzo scatenato può pensare che la malattia non è una mal-edizione ma una ben-edizione”.
Oppure starai ancora pensando: “un medico, per giunta oncologo, che dice queste assurdità è pericoloso per se stesso e per gli altri, va, pertanto, rinchiuso in manicomio”.
Ti assicuro che non ho perso il lume della ragione.   Se avrai la pazienza di leggere tutto l’articolo, credo che capirai perchè non sono diventato folle. Anche se, a dire la verità, un pò di sana follia aiuta a vivere bene. Ma questo è un’altro discorso.
C’è una malattia strana e rara di origine genetica che si chiama “Analgesia congenita” che ti può aiutare a capire.
Si tratta di una malattia che è caratterizzata dall’assenza totale di dolore.  Forse starai pensando “ecco, finalmente, un essere umano che riesce a vivere senza dolore”.
Devo dirti che non è cosi bello vivere con l’assenza totale del dolore perchè questi pazienti, pur avendo solo questo “difetto”, non riescono a superare i dieci anni di età.
Si feriscono, sanguinano e non se ne accorgono. Si bruciano la mano e, magari, meravigliati, corrono dalla madre a far vedere il bel fenomeno del cambiamento di colore della loro mano.  Si morsicano la lingua e se la mangiano senza accorgersene etc.
Stà di fatto che questi bambini muoiono in età molto precoce, solo perchè sono  privi della capacità di provare dolore.
Il dolore, la sofferenza e la malattia sono un “dono” della natura. Ci dicono quando sbagliamo.
E’ come la spia del cruscotto della tua macchina che ti indica che c’è qualcosa che non va alla tua autovettura.
Se la spia del cruscotto della macchina ti indica che la temperatura dell’acqua è troppo elevata, che cosa fai?
Per continuare a camminare, cerchi di fulminare la lampadina accesa? Non credo. A meno che tu non voglia restare a piedi e ritrovarti con una macchina inservibile.
La cosa più saggia è capire il significato della lampadina accesa, ciò al fine di trovare la giusta soluzione.
Nulla succede per caso.
Devo francamente confessarti che penso che noi uomini abbiamo inventato la parola “caso” per coprire la nostra ignoranza in merito alle vere cause che determinano i fenomeni da noi definiti “casuali”.
Nessuna malattia e nessuna sofferenza nascono per caso. Ogni malattia è sempre la conseguenza di errori.
La malattia è come un navigatore satellitare che ti indica quando stai sbagliando strada. Sta, poi, a te, con la collaborazione del medico esperto, capire il messaggio, più o meno palese, che è insito nella tua malattia o nella tua sofferenza.
Non è un caso se la sofferenza rappresenta una grande maestra di vita.
La mia lunga attività di medico oncologo e di ricercatore, assolutamente libero ed indipendente dalle multinazionali del farmaco o da qualsiasi altro potente interesse economico organizzato, mi porta a sostenere con assoluta convinzione che qualsiasi malattia non è altro che una risposta perfettamente normale ad un ambiente patologico o ad uno stile di vita patologico, detto altrimenti  ”anormale”.
Ma l’ambiente patologico e lo stile di vita patologico sono la naturale conseguenza di uno spirito malato. Uno spirito malato è uno spirito caratterizzato da pensieri, convinzioni, valori, emozioni, sentimenti, stati d’animo patologici.
Togli la causa e l’effetto sparirà.
Ogni tua sofferenza rappresenta quindi un messaggio finalizzato a comunicarti che c’è qualcosa di errato nella tua vita.
Se è vero quanto ho sostenuto fino ad ora è facile capire che la prima e più alta forma di guarigione è e deve essere di tipo spirituale.
Mi piacerebbe sapere cosa pensi di questo modo rivoluzionario di vedere le malattie che è alla base della Medicina Olistica.
Forse quanto da me sostenuto avrà suscitato in te dei pensieri e delle sensazioni contrastanti. Ritengo che sia di estrema utilità che tu non ci privi delle tue riflessioni, dei tuoi pensieri, dei tuoi dubbi o delle tue esperienze. L’unione di punti di vista diversi rappresenta il miglior modo per far evolvere la conoscenza e per migliorare il nostro amato mondo.
Nessuno è cosi povero da non avere nulla da insegnare e nessuno è cosi ricco da non avere nulla da imparare.
Grazie di cuore per l’attenzione.
Buona Vita.



I CONSIGLI DI GABRY 


L'Amore è la Medicina più Potente
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LA PAURA DI INVECCHIARE, LA PRIMA SCHIAVITU'




Viktor Emil Frankl, psichiatra viennese sopravvissuto ai campi di concentramento, ci ha lasciato in eredità una piccola grande verità: l’uomo ha bisogno di un senso, di uno scopo nella vita. Senza di esso si ammala.
Quale senso dà l’uomo moderno a se stesso? Quale scopo indica alle nuove generazioni?
Nel libro Essere padre e madre oggi di autori vari, la dott. Maria Beatrice Toro descrive il fenomeno dei genitori “adultescenti”, adulti con comportamenti adolescenziali, affettuosi e accudenti con i loro figli, ma paralizzati nella loro incapacità di trasmettere narrazioni di senso sulla vita. Genitori fragili che possono avere grandi difficoltà ad entrare in sintonia con le esigenze dei figli e tendere a creare con essi relazioni complici piuttosto che educare.
Genitori che imitano i figli, che li inseguono nelle loro manie tecnologiche, che apprendono i gusti musicali dei giovanissimi. Adulti terrorizzati dall’idea di invecchiare, nel corpo certo, ma ancora di più dall’idea di essere considerati “ vecchio dentro” e “barboso”.
Una certa retorica appartenente alla cultura progressista e all’idea moderna di arte, molto evidente ad esempio  nel cinema, arte moderna per eccellenza, afferma che è bene affrontare temi seri ma con leggerezza, altrimenti sei noioso, non fai presa sul pubblico, “sei out”.
Peccato che leggerezza spesso significhi banalizzazione e incapacità di riflessione. Abbiamo scisso forma e sostanza. Abbiamo rinunciato all’intelletto.
Per inciso, chi non si riconosce in una cultura moderno-progressista troppo spesso finisce con il rispondere a questo imperativo creando opere fondamentalmente sentimentali o moralistiche, contribuendo secondo chi scrive all’attuale fallimento dell’arte moderna.
Viviamo nell’epoca del divertimento a tutti i costi.
E le nuove generazioni? Basta avere il coraggio di guardare con occhio critico alle varie “generazioni Erasmus” o ai “giovani snowflakes” d’oltre oceano per dover ammettere che vediamo giovani fragili come cristalli, imbevuti di politicamente corretto,  convinti di essere perfetti, con bassissima tolleranza alle frustrazioni, che pensano di potersi proteggere da tutte le cose cattive che ci sono nel mondo identificando e eliminando chi, secondo loro, incarna il male.
Giovani educati dal femmineo senza intromissione maschile. Fuori dalla realtà. Continuamente accuditi, quasi mai messi di fronte alle responsabilità delle loro azioni.
Gli inglesi li chiamano «genitori spazzaneve». Perché «ripuliscono ogni cosa davanti ai loro figli in modo che nulla possa andare loro storto e possa minacciare la loro autostima».
Gli uomini di oggi hanno enormi difficoltà a riconoscersi adulti, possiamo dire che manca una definizione dell’essere adulto in cui riconoscersi, se non al negativo. La giovinezza, età delle speranze e delle opportunità aperte, viene mitizzata e nessuno vorrebbe lasciarla.
Non è di oggi, 2017, il fenomeno, ma parte da lontano. Nel 2001 il film L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, film molto sopravvalutato, narrava di trentenni che faticavano a crescere e ad assumersi responsabilità, magari avevano  ottimi lavori, ma di crescere non ne volevano sapere. Già, un ottimo posto di lavoro, ma immaturi e irresponsabili nelle relazioni. Da decenni la televisione ci stordisce con serie TV sulle più disparate professioni dove i personaggi sono abili, ricchi e belli, magari potenti, ma hanno una vita personale e relazionale fallimentare.
Il bello è che in grande parte ci abbiamo creduto: quanti augurerebbero ai propri figli di trovare un compagno con cui attraversare la vita e quanti invece di fare carriera e conquistare una posizione sociale invidiabile e sicura? Quanti pensano che il fallimento di un matrimonio sia più tollerabile di un fallimento lavorativo?
Se una generazione ha retto a fatica con questa scissione, la prossima salterà. L’essere umano non funziona a compartimenti stagni e chi è immaturo e irresponsabile nelle relazioni e nella gestione delle emozioni prima o poi finirà per esserlo anche in altri ambiti.
Parola d’ordine: divertimento! Per potermi divertire devo avere denaro e possibilità che me lo consentono. Se non ho la posizione giusta, ho semplicemente fallito, non ho un posto in questo mondo.
Paura di invecchiare, paura del dolore, paura della morte, paura  della solitudine, del fallimento, di farsi carico dell’altro.
Le grandi distopie raccontate in romanzi e film narrano di tentativi dell’uomo di creare società perfette, organizzate nei minimi dettagli, ma che divengono inferni. Dove non c’è spazio per il dolore e la morte anche la vita si spegne e diviene una farsa.
Nel romanzo The Giver  di Lois Lowry viene descritto un tentativo di creare il paradiso sulla terra, un mondo perfetto dove ad ognuno è assegnato un posto utile e non ci sono discriminazioni, dove le persone non utili vengono “congedate” in un mitico altrove. Il protagonista scopre che congedare significa semplicemente eliminare con una iniezione e apprende con orrore che non è vero che il dolore e la morte sono stati sconfitti, sono stati soltanto banalizzati e resi legali (ogni riferimento alle attuali polemiche sul testamento biologico insito in questa citazione non è casuale).
The Giver è stato tradotto in trenta lingue.  Viene da chiedersi: cosa hanno pensato tutti gli esseri umani che lo hanno letto e poi magari hanno visto anche il film?
Del resto quando uscì L’ultimo bacio, schiere di allora trentenni uscivano dal cinema felici e contenti perché si erano riconosciuti nei personaggi;  peccato che quelli raccontati erano trentenni irresponsabili e incapaci di crescere. Ma bisogna parlare di cose serie con leggerezza e la leggerezza diventa banalità. Se lo dice il cinema che i trentenni non vogliono responsabilità, allora vuol dire che vado bene anche io.
Il tormentone che ha vinto quest’anno Sanremo, Occidentali’s karma, prende in giro gli occidentali che rifiutano la nostra tradizione e si rifugiano nelle tradizioni orientali credendole più facili, ma le rendono ridicole. Quanti di quelli che cantano ovunque questo motivetto sono proprio quelli in teoria presi in giro dal testo? Una delle parodie della canzone è Occidentali’s mamma dove si prendono in giro le madri moderne ossessionate dai selfie e dal non sembrare vecchie.
Eppure i genitori si adeguano ai gusti musicali dei figli che pendono dalle canzonette di Fedez, J-Ax o Rovazzi che prende in giro la mania di postare tutto sui social e in un siparietto di introduzione ad uno dei suoi video ha inserito un finto dialogo con un agente che lo invita a creare una canzone che piaccia anche alle mamme.  E le mamme vere si adeguano, cantano Tutto molto interessante e imitano il gesto sciocco che fanno continuamente i loro figli per copiare il mitico Rovazzi.
I rapper di oggi si definiscono “comunisti con il rolex”, fingono di essere ribelli, di criticare questa società, ma in realtà solo in questa società possono avere successo, al di fuori non esisterebbero.
Gli adulti dovrebbero essere coloro che hanno il coraggio di dire ai figli che si può anche ascoltare il motivetto alla moda per non essere diversi dai pari, ma quelli non sono un modello, ancora meno sono un modello di forza. Soprattutto sono solo una moda che poi passa. Passa sia perché la moda cambia e nel giro di un pugno di anni ci saranno altri idoli, sia perché è musica da ragazzini, poi si cresce e si guarda oltre;  non perché si sia diventati noiosi, ma perché un adulto dovrebbe sapere chi è e dove vuole andare e dovrebbe aver superato la fase di omologazione al gruppo, avere una personalità formata e forte, con tutte le differenze individuali. Soprattutto dovrebbe divertirsi in modo diverso da un adolescente e dovrebbe volerlo senza sforzo. Ma questa società siamo sicuri che lo permetta?
La paura di invecchiare è la prima schiavitù perché ci inchioda ai nostri istinti più bassi, ci impedisce di riconoscere la nostra vocazione, ci sbarra la strada verso la realizzazione piena come persona.
Soprattutto ci rende poco credibili agli occhi delle nuove generazioni. I giovani sono il futuro, frase banalissima ma vera, ma non sono perfetti, sono grezzi, pieni di energie e potenzialità, non formati e hanno bisogno di qualcuno che li sostenga nella ricerca di loro stessi. Quel qualcuno sono gli adulti, che sono diventati tali prima di loro.
Educare= ex-ducere, condurre, portare fuori
Se riconosco e rispondo alla mia vocazione, non avrò paura di compiere 40 e poi 50 anni, starò compiendo quello per cui sono chiamato, guarderò con un sorriso alla giovinezza passata e non temerò il futuro, perché non basta una vita per rispondere ad una vocazione, ma ne vale la pena.
La differenza la facciamo noi adulti, noi generazione di mezzo. Se abbiamo paura di invecchiare, se inseguiamo i giovani invece di indicare loro qualcosa di più grande, siamo ridicoli. E lasciamo soli i nostri figli.
I nostri figli sono pieni di amici. Hanno solo noi come padre e madre.
E il nostro primo compito è quello di aiutarli a trovare il loro senso per vivere.
Belinda Bruni Selis

Riferimenti:
Essere padre e madre oggi  T. Cantelmi, M.B. Toro, M. Scicchitano, E. Lambiase (2015)
The Giver  Lois Lowry  (Romanzo, 1993)
The Giver-Il mondo di Jonas di Phillip Noyce (film, 2014)
I genitori «spazzaneve», spianano la strada ai figli ma li danneggiano  Claudia Voltattorni (Corriere della sera, 30 novembre 2014)
La vita senza senso genera nevrosi  Roberto Marchesini (Notizie ProVita,  gennaio 2017)
L’ultimo bacio di Gabriele Muccino (film, 2001)
Occidentali’s karma  Francesco Gabbani  https://www.youtube.com/watch?v=-OnRxfhbHB4
Occidentali’ s karma (parodia) Occidentali ‘s mamma https://www.youtube.com/watch?v=Ie9_yAhRGxw
Tutto molto interessante  Fabio Rovazzi  https://www.youtube.com/watch?v=VmZjfnK0lLk

Silvana De Mari Community 


I CONSIGLI DI GABRY

 

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