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venerdì 30 settembre 2016

CANCRO LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA E IL CAMBIO DI PARADIGMA




Marcello Pamio – 16 settembre 2016
A livello globale sta succedendo qualcosa di molto particolare: le più importanti riviste scientifiche accreditate (quelle col più alto Impact Factor, fattore d’impatto), stanno pubblicando studi e ricerche che minano alla base l’attuale paradigma.
La verità come si sa è figlia del tempo e stiamo assistendo ad un grande, strutturale e dirompente cambiamento scientifico. Il vecchio verrà spazzato via dal nuovo, che ci piaccia o no.
Gli accanimenti vergognosi che si stanno scatenando su tutti quei medici che in Scienza e Coscienza seguono le volontà dei propri assistiti e tralasciano i diktat delle industrie del farmaco vengono sistematicamente tacciati di ciarlataneria e pesantemente minacciati; gli attacchi mediatici dei media mainstream sulle persone che decidono di intraprendere altre strade aldilà della mortiferia chemio indicano esattamente questo.
Le persone stanno prendendo sempre più coscienza su vari fronti: i rischi delle vaccinazioni pediatriche, i grossissimi pericoli di chemio e radio, l’importanza di uno stile di vita sano in primis l’alimentazione, e questo sta facendo tremare il terreno sotto i piedi dell’Industria della malattia, che non guadagna se le persone rimangono sane!
Ricordiamo sempre che il pericolo più grande per il Sistema è il risveglio delle coscienze.
Gli studi qui sotto elencati rappresentano solo una piccolissima parte della mole di lavoro che è stata pubblicata ufficialmente.
Contributo della chemioterapia alla sopravvivenza a 5 anni
Clinical Oncology, dicembre 2004
Nel 2004 una delle più prestigiose riviste di oncologia del mondo, Clinical Oncology pubblica a firma di Grame Morgan (professore di radiologia al Royal North Shore Hospital di Sidney), Robyn Ward (professore oncologo dell’University of New South Wales) e Michael Barton (radiologo e membro del Collaboration for Cancer Outcome Research and Evaluation del Liverpool Health Service d Sidney), un imponente studio osservazionale della durata di ben 14 anni su 227.874 pazienti (72.903 australiani e 154.971 americani) sui 22 tipi di tumori più diffusi.
Il titolo è il “Contributo della chemioterapia citotossica alla sopravvivenza a 5 anni dei tumori in adulti”.
Quando i dati erano incerti gli autori hanno deliberatamente stimato in eccesso i benefici della chemioterapia. Nonostante questo lo studio ha concluso che la chemioterapia non contribuisce più del 2% alla sopravvivenza (Australia 2,3%, Stati Uniti 2,1%).
Molti medici continuano a pensare ottimisticamente che la chemioterapia citotossica possa aumentare significativamente la sopravvivenza dal cancro”, scrivono nell’introduzione gli autori.
“In realtà - continua il professor Grame Morgan - malgrado l’uso di nuove e costosissime combinazioni di cocktails chimici… non c’è stato alcun beneficio nell’uso di nuovi protocolli”.
La domanda che sorgere spontanea è: se la chemioterapia citotossica contribuisce nella sopravvivenza a 5 anni per un misero 2%, cos’è accaduto al rimanente 98% delle persone? Sono morti prematuramente? Sono morti per cancro o per la chemio?
Stimare la sovradiagnosi di tumore al seno negli screening
British Medical Journal, 9 luglio 2009
Il BJM pubblica una revisione sistematica a firma di Peter Gøtzsche il direttore del Cochrane Center di Copenhagen sullo screening mammografico.
Lo scopo era quello di stimare l’entità delle diagnosi di tumori innocui (in situ) che non provocano non solo la morte del paziente ma che non danno alcun sintomo, nei programmi di screening di massa.
La meta-analisi che ha revisionato i dati di Regno Unito, Canada, Australia, Svezia e Norvegia, ha stimato una sovradiagnosi del 52%.
Quindi la conclusione dei ricercatori è che “l'aumento di incidenza di cancro al seno è strettamente connessa con l'introduzione degli screening”.
Della serie: più screening facciamo e più tumori trovano.
Ma di quali tumori stiamo parlando? Piccoli tumori in situ che non creano nessun problema alla salute, possono rimanere nel seno per tutta la vita o addirittura venir riassorbiti, oppure si tratta di un cancro pericoloso? La diagnosi precoce non fa alcuna distinzione.
Per fortuna “1 su 3 dei tumori al seno rilevati è sovradiagnosi”, cioè non rappresenta un problema per la salute…
I trattamenti chemioterapici nel cancro alla prostata inducono chemio-resistenza
Nature, 5 agosto 2012
La rivista con uno dei più alti Impact Factor (Fattore di impatto) al mondo pubblica uno studio dal titolo: “Treatment-induced damage to the tumor microenvironment promotes prostate cancer therapy resistance through WNT16B” .
Questo studio evidenzia che la chemioterapia usata per combattere il cancro in realtà può stimolare nelle cellule sane circostanti la secrezione di una proteina (WNT16B) che sostiene la crescita e rende 'immune' il tumore a ulteriori trattamenti.
Analizzando gli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata, sono state scoperte "evidenti danni nel Dna" nelle cellule sane intorno all'area colpita dal cancro. Queste ultime producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali.
La scoperta che "l'aumento della WNT16B...interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, più importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali...era del tutto inattesa", ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle nello stato di Washington.
"I nostri risultati - hanno spiegato i ricercatori - indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita 'cinetica' del cancro", e questo ha trovato conferma anche nei tumori al seno e alle ovaie.
In pratica questo studio dimostra che la chemioterapia è in grado di “rafforzare la crescita del cancro”.
La mammografia non salva la vita
British Medical Journal, 11 febbraio 2014
Il BJM pubblica uno studio canadese eseguito su 90.000 donne durato 25 anni per verificare se la mammografia è in grado di salvare vite umane.
Questo studio afferma innanzitutto che “la mammografia non salva la vita”, e che “almeno per 1 paziente su 5 la diagnosi di tumore è sbagliata”.
La diagnosi precoce, cioè la mammografia, al contrario di quello che si aspettavano i medici, al confronto della semplice palpazione, non riduce la mortalità, anzi porterebbe a sovrastimare e quindi a sovradiagnosticare spingendo a cure invasive e tossiche assolutamente non necessarie.
Metà della ricerca medica è falsa!
The Lancet, 11 aprile 2015
"Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, potrebbe essere semplicemente falsa. Le problematiche sono molteplici: studi con campioni di piccole dimensioni, effetti molto piccoli, analisi esplorative non valide e palesi conflitti di interesse, insieme a un'ossessione per il perseguimento di tendenze (mode) di dubbia importanza. La scienza ha preso una piega verso il buio”. Così scrive Richard Horton, caporedattore del Lancet.
Il dottor Horton ha recentemente dichiarato che moltissime delle ricerche pubblicate sono, nella migliore delle ipotesi, inaffidabili, se non completamente false.
Quindi le cosiddette riviste mediche credibili stanno sempre più perdendo credibilità agli occhi degli esperti, e perfino dei collaboratori delle riviste stesse.
La colpa è di molti attori in gioco: da una parte i redattori delle riviste che aiutano ed incoraggiano i peggiori comportamenti, dall’altra c’è una enorme quantità di ricerca spazzatura che fa comodo alle lobbies per sostenere le teorie ufficiali e andare contro al nuovo che si sta facendo breccia nella scienza. 
Errori medici la terza causa di morte negli Stati Uniti d’America
Medical Journal, 16 maggio 2016
Un recentissimo studio pubblicato dal British Medical Journal ha dell’incredibile: l’errore medico non è incluso nei certificati medici e nelle statistiche riguardanti le cause di morte.
Un report del 2004 riguardante i decessi di pazienti ricoverati negli ospedali riferita alla popolazione con assistenza sanitaria stimò che 575.000 decessi sono stati causati da errori medici tra il 2000 e il 2002.
Se tale media venisse applicata a tutte le ammissioni registrate negli ospedali statunitensi nel 2013 il numero delle morti diventerebbe più di 400.000 all’anno!
Questo studio dimostra che le morti per cause iatrogene sono molto sottostimate e quindi gli errori medici sono una delle prime tre cause di morte (le altre sono cancro, malattie cardiovascolari) a livello mondiale.
Dal 50 al 90% dei tumori alla tiroide sono sovradiagnosi
New England Journal of Medicine, 18 agosto 2016
Una ricerca sul cancro alla tiroide arriva dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) di Lione e dall’Istituto Nazionale Tumori CRO di Aviano.
Lo studio - assai poco pubblicizzato - è stato pubblicato sul NEJM.
La diagnosi di tumori alla tiroide negli ultimi 20 anni ha visto una impennata del 200%, ma - precisano gli esperti che hanno firmato lo studio – non si tratta di una epidemia.
I casi sono in crescita ma si tratta di sovradiagnosi.
Una quota elevatissima che varia tra il 50 e il 90% è infatti sovradiagnosi!
Si tratta di carcinomi in situ del tutto innocui che non creano nessun problema alla salute e soprattutto non vanno assolutamente curati, non necessitano di alcun trattamento.
Gli studiosi hanno usato nella loro analisi i dati dei registri tumori di 12 Paesi: Australia, Danimarca, Inghilterra, Finlandia, Francia, Italia, Giappone, Norvegia, Corea, Scozia, Svezia e Stati Uniti. «Paesi come Usa, Italia e Francia hanno tassi maggiori di sovradiagnosi dovuti all’introduzione e all’ampia diffusione, dagli anni Ottanta in poi, dell’ecografia - spiega Salvatore Vaccarella, autore principale dello studio. E lo stesso è avvenuto recentemente nella Repubblica Coreana, dove il carcinoma tiroideo è diventato il cancro più frequente nel sesso femminile, ma nel 90% dei casi identificati tra il 2003 e il 2007 si tratta di sovradiagnosi».
Questo studio dimostra inequivocabilmente che più esami diagnostici si eseguono e più aumenta il numero delle diagnosi di tumore. Questo discorso non è valido solo per la tiroide ma per qualsiasi altro organo: seno, prostata, intestino, polmone, ecc.
Sapere questo è di vitale importanza perché la stragrande maggioranza dei casi di diagnosi di tumore si tratta di sovradiagnosi, cioè di situazioni innocue per la salute, ma il paziente e il medico ovviamente non lo sanno. Cosa fare allora? 
La chemio uccide oltre il 50% dei paziente entro un mese dalla cura
Lancet Oncology, settembre 2016
Il famoso Lancet Oncology se ne esce con uno studio estremamente interessante che lancia un allarme sulla nocività della chemio.
Il trattamento principe del cancro è imputato di uccidere oltre il 50% dei pazienti entro il primo mese dall’inizio della cura.
Lo studio ha preso in considerazione 23.000 donne e 10.000 uomini con carcinoma polmonare. Di questi 9.634 sono stati sottoposti a chemio nel 2014 ed entro 30 giorni ne sono morti 1.383
L'indagine ha rilevato che in Inghilterra circa l’8,4% dei pazienti con cancro del polmone e il 2,4% di quelli con tumore al seno sono deceduti entro un mese dall’avvio del trattamento. Ma in alcuni ospedali il tasso di mortalità per chemioterapia contro il carcinoma polmonare è risultato addirittura del 50,9%.
Se un paziente muore nelle prime settimane dall’inizio della cura non è stato certo il cancro ad ucciderlo, e se quindi non è stata la malattia è stata la “cura”…
Fine del paradigma
Secondo lo storico e filosofo della scienza Thomas Samuel Kuhn le rivoluzioni scientifiche segnano i diversi momenti della storia della scienza.
La prevalenza di un dato paradigma segna una fase di “scienza normale” e in questa fase il paradigma dominante non viene mai messo in discussione.
In questa fase i protocolli e le cure ufficiali non si toccano.
Quando invece sorgono quelle che lui chiamava “anomalie” (noi le possiamo identificarle con studi ufficiali che vanno in direzione contraria a quella della visione odierna, e anche con l’aumento delle persone che prendono coscienza in ambito salutistico e terapeutico) si formano delle situazioni di crisi.
L’accumulo di queste ‘anomalie’ sfociano in una vera e propria “rivoluzione scientifica” contraddistinta dall’adozione di un nuovo paradigma.
Tale adozione di fatto istituisce una nuova comunità scientifica, ed è forse quello che stiamo vedendo accadere nella nostra società… 

UN PENSIERO DI AIVANHOV


Risultati immagini per IMMAGINI BLOGGER NATURA MERAVIGLIOSA


« Nell’Antico Testamento, Mikhaël è l’arcangelo che, a capo delle armate celesti, riporta tutte le vittorie; e nel Nuovo Testamento, nell’Apocalisse in particolare, è lui che alla fine dei tempi abbatterà il drago.
È detto anche che quando Mosè morì, il diavolo volle impadronirsi del suo corpo, e fu l’arcangelo Mikhaël che gli si oppose per strapparglielo. Numerosi dipinti e icone rappresentano l’arcangelo con una bilancia in mano, nell’atto di pesare, dopo la loro morte, le azioni degli umani: su un piatto si accumulano le buone azioni, sull’altro quelle cattive. Nel frattempo il diavolo è là, pronto a trascinare l’uomo nel suo regno infernale, ed è furioso, digrigna i denti, vedendo Mikhaël aggiungere sul piatto un’ultima buona azione che farà pendere la bilancia dalla parte del bene e della salvezza.
La festa di san Michele si situa nel segno della Bilancia, all'inizio dell’autunno. L’autunno è la stagione dei raccolti: si raccolgono i frutti, si gettano quelli guasti e si conservano quelli sani. Gesù diceva che gli uomini si riconoscono dai loro frutti. In un certo senso si può vedere in ogni raccolto una forma di giudizio. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov 





UN RACCONTO CHE ISPIRA



Il sarto distratto

C’era una volta, a meno di mille chilometri da qui, un sarto vedovo che viveva con la figlia piccola. Pur essendo un bravissimo artigiano, era una persona che non faceva attenzione ad alcune cose.
Usciva quindi in strada con gli stessi abiti vecchi, tutti sdruciti, che usava tutto il giorno in casa.
Le persone commentavano: “Un uomo che va vestito così male non può essere un professionista competente. Quel sarto non dev’essere bravo”.
I commenti si diffusero, e nessuno ordinò più nulla al sarto, che diventò povero. Un giorno la figlia gli disse: “Papà, non abbiamo quasi niente da mangiare. Devi fare qualcosa, altrimenti moriremo di fame”.
Il sarto andò in soffitta, dove da molto tempo conservava cose che riteneva inutili. Rimestando tra le pile impolverate, scoprì che c’erano anche oggetti di valore. Non ricordava neanche più quando li aveva messi lì o perché. Mise un po’ di quegli oggetti in un carretto e andò a venderli al mercato cittadino. Con il denaro guadagnato comprò cibi deliziosi per sé e per la figlia.
Sulla strada del ritorno verso casa vide appeso alla porta di un negozio un tessuto magnifico, come non ne aveva mai visti. Era ricamato con fili di ogni colore dell’arcobaleno a formare varie figure. C’erano anche disegni ornamentali con fili d’oro e d’argento intrecciati che brillavano alla luce del sole. Il sarto, meravigliato, decise di comprare quel tessuto con il denaro che gli era avanzato.
Non appena arrivò a casa stese il tessuto sul tavolo, pensò un po’ e poi tagliò e cucì uno splendido mantello che arrivava quasi fino a terra.
Quando uscì con quel mantello, le persone lo circondarono e gli chiesero: “Dove hai comprato questo mantello? In Oriente, nell’isola di Giava?”
“No”, risposte il sarto. “L’ho fatto io”.
“Anche noi vogliamo un mantello bello come questo”.
E gli portarono dei tessuti, facendo la fila alla porta di casa sua. Erano talmente tante persone e lui confezionò così tanti mantelli che finì per diventare ricco.
Ma era una persona che non faceva attenzione ad alcune cose. Non si toglieva mai il mantello: lo indossava sempre, anche quando cuciva, preparava da mangiare o curava il giardino.
Trascorse molto tempo. Il mantello divenne vecchio e logoro. Le persone, vedendo il sarto girare per strada così malvestito, iniziarono a pensare che non dovesse essere un buon professionista e smisero di commissionargli degli abiti. E lui tornò ad essere povero.
Un giorno, non avendo niente da fare, il sarto si mise a osservare il mantello e scoprì che c’era ancora un pezzo di tessuto che non era rovinato. Mise il mantello sul tavolo, tagliò le parti logore, aprì le cuciture, pensò un po’ e confezionò una bella giacca.
Quando uscì con la giacca, le persone gli chiesero: “Dove hai comprato questa giacca? In Australia, al Polo Nord?”
“No, l’ho fatta io”.
E arrivarono talmente tanti ordini per confezionare delle giacche che il sarto divenne nuovamente ricco.
Ma era sempre un uomo che non faceva attenzione ad alcune cose. Andava a qualsiasi tipo di commemorazione – matrimoni, Battesimi, funerali, feste di compleanno – indossando quella giacca.
Trascorse molto tempo, e la giacca divenne piena di buchi e di macchie. Nessuno gli commissionava più niente. Divenne povero. Vedendo che la giacca aveva ancora un pezzo di tessuto buono, il sarto ne fece un gilet così bello che tutti per strada gli chiedevano: “Dove hai comprato questo gilet? In Afghanistan? Nella Terra del Fuoco?”
“No, l’ho fatto io”, rispondeva lui.
E con tanti ordini per confezionare gilet il sarto divenne ricco. Ma, non so se ve l’ho già detto, era una persona che non faceva attenzione ad alcune cose. Non si toglieva mai il gilet, neanche per fare il bagno.
Trascorse molto tempo, e il gilet era ormai in pessime condizioni. Di nuovo povero, il sarto prese un piccolo pezzo del gilet che era ancora perfetto e sapete cosa ne fece? Un papillon. Ma non era un papillon qualsiasi. Era così bello e e brillava talmente che tutti ne volevano uno simile.
Dopo aver lavorato molto tornò ad essere ricco, ma non si toglieva il cravattino neanche per dormire.
Passò molto tempo e il papillon divenne corto, malridotto e irriconoscibile. Il sarto ridiventò povero, visto che nessuno gli ordinava più niente (non preoccupatevi, sto arrivando alla fine).
Il sarto scoprì nel papillon un pezzetto di tessuto che poteva ancora servire a qualcosa, e ne fece uno splendido bottone, bello rotondo, che cucì sui suoi vestiti vecchi, proprio sul petto. Nessuno notava gli stracci che indossava; il bottone era talmente brillante e magnifico che tutti volevano bottoni come quello. E ne fece talmente tanti da diventare ricco.
Ma continuava ad essere quella persona che non faceva attenzione ad alcune cose. E divenne povero.
Disfece il bottone e restò ancora un pezzetto di tessuto che conservava intatte alcune parti dei fili dorati e argentati, inframmezzati con tutti i colori dell’arcobaleno, che brillavano intensamente.
Cosa fece il sarto con quel minuscolo pezzo avanzato dal tessuto magnifico?
* * *

Chi mi ha raccontato questa storia mi ha detto che ciascuno di noi deve inventare quello che ha fatto il sarto con quel pezzettino prezioso.
Ci sono molti modi per raccontare la storia di questo sarto.
È a causa sua e del suo bottone che questo racconto è sempre stato riferito e continuerà ad essere raccontato per sempre, giorno e notte, in qualsiasi luogo del mondo in cui ci sia gente.
Perché ci saranno sempre persone che non prestano attenzione ad alcune cose, ed esisteranno sempre cose che mantengono il proprio splendore in un posto sempre minore e più profondo.
(autore ignoto)
[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]



       

giovedì 29 settembre 2016

BUON GIOVEDI' CON RIFLESSIONE DI GABRY





Oggi si sente sempre dire "facciamo sesso" anche nei film, tra i giovani e quelli che giovani non sono più.
Facciamo sesso....che brutte parole per indicare qualcosa che, prima, designava "fare l'amore".
Ma "fare l'amore" indica un legame tra due persone, significa donarsi l'un l'altra, un atto bellissimo e pregno di sentimenti ed emozioni. Fare sesso, invece, trasforma la donna in un contenitore dove l'uomo scarica la sua energia sessuale solo per provare piacere fine a sè stesso e poi....ognuno per la sua strada.
Mah... non sono al passo con i tempi.
Gabry.
p.s. chi può capire capisca che cosa provoca alla donna essere un contenitore di elementi impuri.


mercoledì 28 settembre 2016

PENSIERO DI AIVANHOV



« A causa del suo grande potere di assorbimento, l'acqua, circolando sulla terra e nell'atmosfera, si carica di impurità. Tuttavia la natura ha previsto determinati processi per la sua purificazione. Tali processi sono di due tipi. Con il primo, l'acqua si infiltra nel terreno: lì, nell'oscurità, attraversa diversi strati, e al suo passaggio abbandona le sue impurità; a poco a poco ridiventa limpida e chiara, e un giorno scaturisce dalla terra come acqua di sorgente. Il secondo processo è quello dell'evaporazione: riscaldata dai raggi del sole, l'acqua si innalza nell'atmosfera e, diventando vapore, si purifica. Più tardi ricadrà sulla terra sotto forma di rugiada e di pioggia, e porterà la vita alla vegetazione e a tutte le creature.
Anche per gli esseri umani esistono due metodi di purificazione. Se essi conducono una vita spenta, prosaica, passionale, dovranno purificarsi sprofondando nel terreno dove saranno sottoposti a forti pressioni; ciò significa che passeranno attraverso varie prove e sofferenze. Gli spiritualisti, invece, scelgono coscientemente il secondo metodo: sanno che esponendosi ai raggi dello spirito diverranno leggeri, si innalzeranno e si impregneranno delle particelle più luminose che li purificheranno e li santificheranno. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov

martedì 27 settembre 2016

IMMAGINI CON FRASI




































































































NIRVANA - LITHIUM

 


DAI GHIACCHI DELL'ANTARTIDE EMERGONO PIRAMIDI

Buonasera a tutti. Questa notizia, rinvenuta su un sito, mi ha fatto saltare sulla sedia perchè sono anni che sostengo che l'Antartide nasconde segreti pre-glaciazione.
Ma volevo essere certa della notizia ed allora ho cercato su Google ed ho trovato dei video di Voiager che ne parlano, ma non mi bastava ancora ed ho trovato altri video di notiziari RAI in cui viene data la notizia. Vi incollo il sito così potete controllare:
http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-363db49b-0750-44a0-ba84-2c94c3bf109c-tg2.html


In Antartide, a causa dello scioglimento dei ghiacci, sono state scoperte da un team di scienziati statunitensi ed europei, tre antiche piramidi.

Due sono state scoperte nell’entroterra, a circa 16 chilometri dalla costa, mentre la terza si trova proprio in prossimità della costa. Le prime informazioni riguardo a queste piramidi, sono apparse sui media occidentali lo scorso anno.

Alcune immagini sono state pubblicate, e sembrano comprovare che questo continente di ghiaccio, una volta fosse abbastanza caldo da ospitare una civiltà avanzata in grado di costruire monumenti grandi dimensioni.
Finora se ne sa comunque molto poco, perché la squadra di ricercatori continua a mantenere il silenzio sulla scoperta. Le uniche informazioni affidabili fornite dagli scienziati, riguardano la possibilità di una nuova spedizione per approfondire e determinare con certezza, se le strutture piramidali siano veramente di origine artificiale. Purtroppo non sono ancora stati resi noti i dettagli sulla tempistica della spedizione.

Se i ricercatori saranno in grado di dimostrare che queste piramidi sono effettivamente strutture costruite dall’uomo, la scoperta potrebbe determinare una vera e propria revisione della storia dell’umanità, come non è mai successo in precedenza. Nel frattempo, di recente, sempre in Antartide sono state fatte alcune strane e interessanti scoperte. Nel 2009, ad esempio, alcuni scienziati del clima hanno trovato delle particelle di polline di palma, rivelando che una volta in questi luoghi, crescevano piante di questo genere e che la temperatura estiva doveva raggiungere almeno i 20/21 gradi.

E’ possibile che l’Antartide, in un recente passato, fosse dunque abbastanza caldo da poter ospitare una civiltà avanzata in grado di costruire piramidi, e verosimilmente anche altre strutture analoghe, e che molte di queste giacciano ancora sepolte sotto il ghiaccio? Sappiamo ormai che cambiamenti climatici anche molto repentini si sono verificati nella storia. Ad esempio, in Egitto, le analisi del livello di erosione procurato dall’acqua sulla Sfinge, hanno messo in evidenza una storia di cambiamenti climatici (da clima tropicale a clima desertico), avvenuti in poche migliaia di anni, e permesso agli studiosi di retrodatare l’età del monumento, che avrebbe dunque più di 10.000 anni. Quindi se il clima in Egitto è cambiato così rapidamente, è possibile che anche quello antartico sia cambiato radicalmente, nell’arco di poche migliaia di anni.
Secondo la “teoria di correlazione” di Robert Bauval e Adrian Gilbert, la costruzione delle piramidi di Giza avrebbe avuto luogo in un periodo precedente al 12.500 avanti Cristo. Inoltre le tre principali piramidi della necropoli di Giza, sarebbero allineate con le tre stelle della costellazione di Orione e tale correlazione sarebbe stata intenzionalmente perseguita dai costruttori delle piramidi.



Il riferimento a questa data (12.500 avanti Cristo), è significativa anche per “Graham Hancock”, dal momento che tale datazione coincide con il momento preciso in cui, una precedente civiltà avanzata, avrebbe visto il proprio declino a causa di un gigantesco cataclisma. Nel suo libro intitolato “Impronte degli Dei”, Graham Hancock parla di tracce che porterebbero a concludere che strutture a forma di piramide siano state costruite in tutte le culture del mondo, e che questi monumenti contengano tutti simili ed evidenti configurazioni astronomiche.
Attraverso l’analisi di antichi monumenti appartenenti a svariate culture – come la Grande Sfinge d’Egitto, i misteriosi templi di Tiahuanaco, le gigantesche linee di Nazca in Perù, le enormi piramidi del Sole e della Luna in Messico – e il confronto di questi con i miti e le leggende universali e con lo studio accurato delle antiche mappe di questi luoghi, lo studioso ha potuto ipotizzare l’esistenza di una grande antica civiltà, dotata di intelligenza superiore, di tecnologie sofisticate e conoscenza scientifica avanzata, la cui “impronta”, sarebbe però stata spazzata via completamente, da un disastro globale di enormi proporzioni.


 Ogni cultura ha adorato i loro re come divinità, mentre le religioni erano tutte rivolte alla ricerca dell’immortalità dell’anima e i sacerdoti erano spesso astronomi, in grado di prevedere i movimenti celesti. Questa grande comune unità culturale suggerisce che la civiltà umana non nasca improvvisamente dal nulla, ma sia stata, per così dire, “aiutata” da esseri dotati di conoscenze tecnologiche e culturali avanzate e ne abbia subito l’imprinting. La prova principale a sostegno di questa teoria, riguarda la datazione dell’espansione dell’agricoltura nel mondo. Si è scoperto infatti che l’agricoltura è nata contemporaneamente in almeno sei grandi aree del mondo, senza alcuna relazione apparente tra loro: Centro e Sud America, Mezzaluna Fertile, Africa centrale, Cina orientale e Sud Est Asiatico.



lunedì 26 settembre 2016

L'UOMO UNICO RESPONSABILE




L’essere umano non ha risolto nessuno dei suoi problemi psicologici, le questioni  sono diventate così complesse. Sembra che fin dai tempi più antichi della sua storia egli ne abbia portato il peso. Noi ce li stiamo ancora portando dietro: problemi di  governo, di religione, di rapporto, di violenza, di guerre; e poi il problema dell’inquinamento della terra. Ma rimarranno tutti insolubili fintanto che ci funzionerà solo una parte del cervello, fintanto che saremo programmati per essere americani, inglesi, francesi e così via, fintanto che saremo cattolici, induisti, musulmani. Sembra che siamo completamente ignari di quanto sia condizionata e programmata questa piccola area del cervello. Ciò conferisce a questa programmazione un senso di sicurezza illusorio, una struttura verbale contro i barbari. Ma l’unico barbaro è l’uomo; lui solo è la causa di tutta la corruzione e di tutti gli orrori del mondo. È lui il solo e unico responsabile di quanto gli sta accadendo intorno.

tratto da "Andare incontro alla vita"  Jiddu Krishnamurti




sabato 24 settembre 2016

IMMAGINI AFORISMI E CITAZIONI CON FRASE A PARTE

 
Devi avere un sogno per svegliarti la mattina.
Billy Wilder 



          


 

Non c’è nostalgia più dolorosa di quella delle cose
che non sono mai state.
Fernando Pessoa 



  


Tu sei il tuo solo e più grande maestro, perché solo tu sai cos'è il meglio per te stesso.... 
(Ramtha) 





L'autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore."
(Albert Camus) 






Incredibile come la natura sa stupire, allo sfiorire dei fiori estivi, 
ne nascono di nuovi, sono le foglie d’autunno.
Stephen Littleword 






Non affannarti a cercare di farti
comprendere da chiunque,
solo chi ha un’anima uguale alla tua, 
ti comprenderà 
(.M.I.) 




Guarda le tue strade . Lascia quella dove hai raccolto 
solo polvere e prendi quella dove sbocciano i fiori 
[Clod] 





Questo non è solo "un altro giorno".
Questo è il tuo primo giorno
e il tuo ultimo.
Il tuo solo giorno. J.F. 






Chi ha un perchè per vivere , può sopportare tutti i come ... 
 [Nietzsche]




 
La sofferenza è necessaria nella misura in cui
ti fa rendere conto di ciò che non è necessario.
Non sono le situazioni a farti infelice.
Possono procurarti dolore fisico, ma non ti fanno infelice,
i tuoi pensieri ti fanno infelice. Le tue interpretazioni,
le storie che racconti a te stesso, ti fanno infelice.
(Eckhart Tolle )
 



      
La felicità non arriva automaticamente,
non è una grazia che una sorte benevola
può riversare su di noi e un rovescio di fortuna può toglierci.
Dipende solo da noi. Non si diventa felici in una notte,
ma dopo un lavoro paziente, portato avanti di giorno in giorno.
Il benessere si costruisce con la fatica e il tempo.
Per diventare felici, è se stessi che bisogna saper cambiare.
Tratto da "Il gusto di essere felici" di Matthieu Ricard, Sergio Orrao 



 
Se non Sottometti il nemico interiore, la tua rabbia,
più nemici vinci nel mondo, più ne arriveranno.
Chiama a raccolta le forze della gentilezza amorevole e della compassione,
e sottometti la mente: questa è la pratica del bodhisattva.
(Tokmé Zongpo)
tratto dal libro "Un Buddha entra in un bar" Lodro Rinzler Pag. 10  




Con il metodo del respiro consapevole,
il metodo della camminata consapevole,
il metodo dell’abbraccio della rabbia,
quello dell’osservazione profonda della natura
delle nostre percezioni e quello dell’osservazione
profonda dell’altro ci rendiamo conto
che anche lui soffre e ha bisogno di aiuto.
Thich Nhat Hanh 




Quando cambi il modo di guardare le cose,
le cose che guardi cambiano.
(Lao-Tzu)  
 


post scorrevoli