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domenica 30 giugno 2013

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PENSIERO DI AIVAMHOV


"Considerate l’essere umano nel corso di tutta la sua esistenza.
Da bambino, è spinto a toccare tutto, a raccogliere e a portare
alla bocca anche ciò che potrebbe nuocergli, perché
l’infanzia è l’età del cuore, della prima operazione:
l'addizione. Da adolescente, il suo intelletto inizia a
manifestarsi e a rifiutare tutto ciò che gli è sgradito,
inutile o nocivo: egli sottrae. Da adulto, si lancia nella
moltiplicazione: la sua vita si popola di donne, di figli, di
succursali... insomma, di acquisizioni d'ogni genere. Infine,
giunto alla vecchiaia, pensa che ben presto partirà per
l’altro mondo e scrive il suo testamento per lasciare in
eredità i propri beni agli uni e agli altri: divide.
Così, l’essere umano inizia accumulando, poi scarta molte
cose. Tuttavia, per poter moltiplicare ciò che è buono, egli
deve seminarlo. E cosa deve seminare? I suoi buoni pensieri e i
suoi buoni sentimenti, per esempio. Sì, ecco la vera
moltiplicazione! E ciò che raccoglierà, potrà dividerlo, ossia
distribuirlo. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov





Far accettare il proprio sito o blog dai programmi di affiliazione: consigli utili

Guadagnare con un sito internet o un blog e monetizzare gli spazi pubblicitari è una delle ambizioni di chi si iscrive a piattaforme con programmi di revenue sharing come Tradedoubler e Zanox.
L’iscrizione è semplice e, dopo la verifica del sito, è possibile fare richiesta ai programmi di affiliazione. Si può iniziare a guadagnare fin da subito, grazie a creatività ed elementi grafici come banner, motori di ricerca, link testuali e codici sconto, ma prima di tutto è necessario far accettare il nostro sito o blog dai programmi che più ci interessano.


Ogni programma ha le sue strategie
E’ bene ricordare che dietro ad ogni programma di affiliazione vi è una realtà aziendale con strategie commerciali e di marketing ben precise, non solo online ma anche offline. Per essere accettato il nostro sito non dovrà veicolare contenuti offensivi, estremisti, che incitino alla violenza o che promuovano discriminazioni sociali. Tutto questo andrebbe infatti a danneggiare anche l’immagine dell’azienda titolare del programma.

La compatibilità dei contenuti
Le possibilità di venire accettati aumentano se il nostro sito ha un layout moderno e curato e se i contenuti risultano aggiornati e soprattutto compatibili. Meglio chiedere l’affiliazione a programmi realmente in linea con il nostro sito, oppure specificare le nostre motivazioni in fase di domanda. Se ad esempio il nostro sito parla di viaggi e vogliamo inserire una sezione dedicata a consigli per stipulare una polizza assicurativa prima della partenza, questo sarà valutato positivamente in fase di accettazione da parte di un programma di assicurazioni.
Non è necessario infatti avere un sito specialistico e monotematico per poter essere accettati, ma avere le idee chiare sul business che si vuole sviluppare.

Programma chiama programma
E’ importante distinguere fra siti già collaudati e siti di recente pubblicazione. Nel primo caso è bene ricordare che avere già creatività e programmi pubblicitari nel nostro spazio web è positivo per farsi accettare. Tuttavia la presenza di competitors potrebbe risultare anche sgradita o contraria alle restrizioni del programma.
Se il nostro sito invece è appena stato pubblicato un requisito a nostro favore potrebbe essere quello di proporlo solo successivamente all’inserimento di annunci AdSense. L’assenza di contenuti pubblicitari potrebbe infatti far intendere che il sito ha poco traffico e pochi contatti.

Recensire in fase di domanda? 
Se ci interessa un programma di affiliazione in particolare possiamo anche inserire in evidenza sulla home del nostro sito/blog una breve recensione relativa ai prodotti/servizi promossi da tale azienda. Questo potrebbe essere un punto a favore quando il merchant valuterà se accettare o meno il nostro sito. In caso di rifiuto il lavoro non sarà andato a vuoto, e sarà possibile modificare la recensione in favore di un’altra affiliazione, inoltre si tratta sempre di contenuti che, se originali, generano traffico.

Se non si viene subito accettati
L’accettazione ad un programma può richiedere alcuni giorni e, terminato il processo di valutazione, si riceve una risposta sia in caso affermativo che di rifiuto. Se un sito non viene subito accettato le ragioni possono essere legate al fatto che le richieste sono tante e il merchant non ha avuto ancora il tempo per visionarlo. L’accettazione non è infatti automatizzata.
In altri casi il programma potrebbe essere in fase di chiusura, oppure aver già raggiunto un numero di affiliati considerato sufficiente. Se in un determinato periodo le commissioni offerte sono più alte, il merchant potrebbe invece essere più selettivo con le nuove domande, perciò nell’attesa meglio aggiornare e curare il proprio sito.

Cosa fare se il sito viene rifiutato?
Le più importanti aziende che lavorano con i programmi di affiliazione hanno un’email di riferimento a cui scrivere per capire il motivo del rifiuto e stabilire un contatto con l’azienda. Il nostro sito ad esempio potrebbe essere stato non raggiungibile nel momento in cui il merchant lo ha controllato, da qui il rifiuto. Capire le ragioni della mancata accettazione permette di agire subito sul sito e migliorarlo. Inoltre paradossalmente alle volte si viene respinti su una piattaforma ma accettati su un’altra: questo può succedere nei casi in cui il programma si stia spostando di piattaforma e non accetti nuove iscrizioni.
I vantaggi di essere accettati dai programmi di affiliazioni non sono solo monetari, iniziando a pubblicare gli elementi grafici il guadagno è anche in termini di immagine. Il nostro sito appare anche agli occhi degli utenti che lo visitano più completo e interattivo, aggiornato, interessante e dinamico.

Autrice: Nadia Corona

 http://www.alverde.net/blog/far-accettare-il-proprio-sito-o-blog-dai-programmi-di-affiliazione-consigli-utili/1278/

2293001

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I 3 LIVELLI DI CONOSCENZA

I 3 livelli di conoscenza

Credenza, ragione, intuizione
Esistono tre diverse modalità di rapportarsi alla conoscenza, che corrispondono a tre diversi livelli di coscienza presenti nell’umanità.
La prima modalità è quella della CREDENZA, anche conosciuta come “fede cieca”. Secondo questa modalità la conoscenza è qualcosa di acquisibile dall’esterno sul piano mentale, per mezzo della trasmissione da parte di qualcuno che possiede già tale conoscenza. Ipse dixit è la formula che chiarifica ciò di cui stiamo parlando: un’autorità indiscussa – religiosa o accademica che sia – decide ciò che deve essere creduto e ciò che deve essere ignorato dalla massa. In questa fase evolutiva l’uomo del popolo si trova a un livello di coscienza tale per cui non è ancora in grado di farsi un’opinione propria sulle cose e demanda quindi all’esterno di sé la responsabilità del conoscere: “Ditemi voi – prelati o scienziati – in cosa devo credere, cosa esiste e cosa no, cosa fa bene alla mia salute e cosa la danneggia.”
La seconda modalità è quella della RAGIONE. Anche in questo caso la conoscenza risulta essere qualcosa di acquisibile sul piano mentale, ma invece che provenire dall’esterno è l’individuo stesso che indaga la realtà in maniera razionale fino a farsi un’idea propria. È il livello di coscienza dello scienziato, del filosofo, dell’indagatore in genere, colui che non si accontenta di quanto gli trasmettono scuola e religioni, ma si sforza di comprendere il mondo impegnandosi in un’analisi personale.
È la fase degli esperimenti scientifici e delle prove. Per giudicare se un’ipotesi è giusta oppure no, si compie un certo numero di esperimenti e a seconda del risultato ottenuto l’ipotesi viene verificata o meno. In un tribunale, per giudicare se una persona è colpevole di un determinato reato si raccolgono le prove e le testimonianze e in base a esse la persona viene giudicata colpevole o innocente. Questa è la fase della ragione.
Attualmente solo una piccola parte dell’umanità è già entrata in questa importante fase di evoluzione della coscienza, per quanto riguarda la maggioranza delle persone esse non si danno la pena di investigare la realtà, di comprendere personalmente come stanno le cose, ma preferiscono aderire alla conoscenza preconfezionata proveniente dai dogmi religiosi o dalla scienza ufficiale, in altre parole, la conoscenza che viene ufficializzata nelle aule scolastiche e dal tg delle ore 20:00. Se una scoperta scientifica o un fatto di cronaca vengono confermati dal tg sono reali, altrimenti sono solo ipotesi.
“Se i vaccini facessero male lo direbbero al tg.”
“Se le scie chimiche fossero un problema lo direbbero al tg.”
“Se questa storia degli extraterrestri fosse vera lo sapremmo dal tg.”
Questa modalità è ancora ascrivibile alla fase della CREDENZA e non a quella dell’analisi razionale, la quale richiede più impegno, più tempo a disposizione e più responsabilità – ad esempio, leggere molto e cercare fonti d’informazione alternative – in altre parole, richiede di comportarsi da indagatori attivi anziché ricettori passivi della verità. Che l’ipse dixit provenga da un sacerdote, da un testo scolastico o dal tg, per lo sviluppo della coscienza del singolo non c’è alcuna differenza, perché in ogni caso non c’è stata indagine ma solo accettazione passiva, ossia credenza.
Se siamo immersi nella credenza e guardiamo la tv, non possiamo guardarla in maniera critica, perché questa è una capacità che si acquisisce con l’uso della ragione; allora quella che è solo una rappresentazione del mondo diventa il mondo stesso.
Un numero ancora più esiguo di esseri umani è già in grado di accedere alla successiva modalità conoscitiva: l’INTUIZIONE. A dire il vero, la maggior parte di coloro che si trovano nelle due fasi precedenti nemmeno sa dell’esistenza di questa terza opzione e crede che il culmine delle possibilità conoscitive umane risieda nella razionalità.
Intuire significa comprendere immediatamente (=senza la mediazione della mente) se qualcosa è vero oppure no. L’intuizione è un istante di illuminazione al di fuori dello spazio-tempo, un istante di collegamento con la parte più profonda di noi che ci consente di accedere a una verità oggettiva. L’intuizione non è un fatto mentale, bensì animico, nel quale non si ha più bisogno di un supporto esterno (l’esperimento piuttosto che la prova o la testimonianza) che avvalori una data affermazione.

Stiamo parlando della gnosis cardias, la “conoscenza del Cuore” di cui già gli gnostici trattavano. Il vero gnostico non è un credente, il vero gnostico sa, anche se poi gli risulta difficile comunicare la sua comprensione diretta a chi è ancora identificato con la razionalità, perché il suo atteggiamento viene regolarmente scambiato per “credenza cieca” oppure “opinione personale”.
La conoscenza intuitiva – la sacra sophia – deriva dalla capacità, acquisita con la pratica, di guardare al nocciolo delle cose con “l’occhio illuminato”. Lo gnostico non crede in Dio, lo conosce.
Facciamo un esempio pratico: siamo nel medioevo e dobbiamo giudicare se un alto prelato si è macchiato del reato di omicidio. La Chiesa, che opera secondo la credenza, afferma che per il fatto stesso che il prelato riveste quella carica, lo Spirito Santo che è in lui non può avergli permesso di peccare, e a nulla valgono i testimoni che lo hanno visto commettere il fatto. La Chiesa è l’autorità indiscussa e quindi il sacerdote viene assolto.
Veniamo ai giorni nostri, dove si opera secondo la ragione e quindi vengono ascoltate le testimonianze, si raccolgono le prove e si pronuncia il giudizio: il prelato è colpevole e viene arrestato.
Come si opera invece nel mondo dell’intuizione? Il giudice guarda il sacerdote e sa – cioè sente con i suoi "sensi animici", grazie alla gnosis cardias – che è innocente e che qualcuno sta tentando di incastrarlo a causa di una sua attività che va a intralciare gli affari della mafia locale. Il giudice sente questo anche se tutte le prove sono a sfavore del prete! Siamo nella situazione in cui il giudice possiede una coscienza che lavora già sul piano intuitivo e pertanto avverte in maniera oggettiva quale è la verità circa la situazione, ma essendo circondato da persone la cui conoscenza è basata sulla razionalità... non può comunicarlo loro. Per convincere anche la giuria dovrebbe eventualmente trovare nuove prove che scagionino il sacerdote.
Dal 1973 negli Usa sono stati rilasciati 128 prigionieri dopo che erano stati condannati a morte. Questo significa che le prove e le confessioni dei testimoni avevano già portato a una condanna capitale! Fortunatamente sono in seguito emerse nuove prove che hanno invece stabilito la loro innocenza, talvolta poco prima dell’esecuzione. Già... in questi casi è andata così... ma per quanti altri invece si è arrivati all’esecuzione senza che nessuno si accorgesse della loro innocenza? Non lo sapremo mai.
Queste sono le incredibili conseguenze del tentare di stabilire la verità sul piano razionale e “per alzata di mano” anziché per intuizione diretta del Vero.

NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)
 http://infoliberaevera.blogspot.it/2012/05/i-3-livelli-di-conoscenza.html

Ho’oponopono: evolvi lasciando andare

 

Risorgo come la celeberrima Araba Fenice dopo quasi due mesi di silenzio. Se vi stavate chiedendo che fine avessi fatto (non avete di meglio da fare?), la risposta è che, da un mesetto e mezzo, sono in un periodo scazzo, diciamo, nel quale non ho una gran voglia di vedere/sentire troppa gente a parte la mia famiglia, e il mondo “esterno” dell’informazione non suscita in me chissà quale interesse. Niente di allarmante: ho notato che è una cosa ciclica, durante l’anno, e nelle ultime settimane sta andando costantemente scemando. Il fatto che sono qui a scrivere sul blog ne è una conferma.
Nota di servizio: se mi gira bene, è probabile che creerò un account Twitter, in modo da pubblicare i pensieri brevi che mi vengono al momento e che poi, normalmente, vanno persi. Non so se lo farò, ma probabilmente sì. In ogni caso vi avviserò a tempo debito…
Ma ora bando alle ciance, cari lettori e care lettrici! Qual è l’argomento odierno che andrò a sviscerare? Simbolismo? Monti e l’èlite? No, no, niente di tutto questo. E’ l’ennesimo tassello che si incastra perfettamente nel mio personale mosaico, lo amplia e lo rende estremamente più completo.
Nel corso degli anni, la mia visione sulla vita, l’universo e tutto quanto [cit.] è cambiata, e mi sono reso conto che
1) il caso non esiste;
2) corollario dell’assioma di cui sopra: tutto quello che ci succede, accade per la nostra evoluzione personale;
3) nulla di ciò che ci accade, succede contro la nostra volontà;
4) tutto è uno.
Qualche giorno fa, però, ho letto di un tipo di preghiera/tecnica/visione che ha completato il quadro. Si chiama “ho’oponopono”, letteralmente “mettere le cose al posto giusto”, “mettere in ordine” e ha origini antiche nelle Hawaii e nella tradizione huna.
Provo a riassumere i tratti principali. In pratica, è una preghiera e visione della vita che si basa sul fatto che l’Essere è composto di tre parti, da riequilibrare: la mente conscia (o ego), la mente sub-conscia (il bambino interiore), condivisa da tutti gli uomini, e il super-cosciente (la parte divina). Le nostre esperienze, in questa vita e nelle precedenti, sono memorizzate nel sub-conscio e queste vanno ad influenzare noi e, di conseguenza, il tipo di esperienze che viviamo ogni giorno. Altro punto fondamentale è che anche qui è sottolineata l’indivisibile unità di tutte le cose e di tutti gli esseri, ma l’idea è più approfondita e riassumibile in “non esiste nessun ‘là fuori’, ma solo il ‘qui dentro’. Il ‘là fuori’ è solo un riflesso del ‘qui dentro’”.
Cosa significa? Che ogni pensiero, parola, azione, avvenimento intorno a te succede perchè tu l’hai voluto. E’ una spinta ulteriore all’idea del punto 3, qui sopra, che mi ero già fatto io. Faccio un po’ fatica ad esprimere il tutto a parole, anche se nella mia testolina è molto chiaro. La tua ragazza ti ha mollato? Evidentemente c’è, nel sub-conscio, una cosiddetta “memoria erronea”, di cui quasi sicuramente non sei consapevole, che ha fatto sì che questa situazione si verificasse. Il che non significa necessariamente che la memoria erronea riguardasse specificamente te e la tua ragazza: è solo un “pizzico” di energia che si “sfoga”, in un certo senso, e che si manifesta, nella pratica, nel disastro amoroso.
Più semplice: una persona ti si rivolge in modo aggressivo? La tua energia ne attrae un tipo che porta alla manifestazione di questa situazione in questo modo. Con una tua energia diversa, diciamo più positiva, probabilmente quella persona non si sarebbe rivolta a te sbraitandoti addosso, ma sarebbe stata più gentile e garbata.
Metto degli estratti da un bel documento che ho trovato in Rete (io l’ho trovato qui, ma nel pdf si chiede di riportare la fonte originale, che è giopop.blogspot.com).
[…] Io sono al 100% responsabile nel creare il mio universo fisico come è. Io sono al 100% responsabile di correggere i pensieri negativi che creano una realtà indesiderata. Niente esiste al di fuori di me. Tutto esiste qui dentro me come pensiero nella mia mente. […]
[…] Attraverso  Ho’oponopono possiamo intervenire sulla causa che ha creato il problema, eliminandola. Tutto quello che ci succede nella nostra vita accade perchè noi lo permettiamo. Con Ho’oponopono possiamo evitare certe difficoltà o quelle che non siamo riusciti ad evitare possiamo fare in modo che siano meno gravi. La tecnica Ho’oponopono è una sorta di richiesta, la cui risposta è automatica. L’importante è solo sapere quello che stiamo facendo. Attraverso questa tecnica noi stiamo correggendo gli errori che noi stessi abbiamo commesso. Ma chi è che corregge gli errori? Siamo sempre noi che lo facciamo utilizzando la nostra energia divina a cui permettiamo di correggere la nostra realtà. Senza aspettative, senza suggerimenti solo con fiducia totale. L’io cosciente individua l’errore, l’Io Superiore corregge con l’aiuto dell’intelligenza Divina suprema, con la quale è in constante contatto: non sta alla razionalità agire, intervenire, suggerire! L’io cosciente dà l’input e poi resta ad osservare! Perché la tecnica funzioni dobbiamo restare puliti e centrati costantemente, finché per il nostro bambino interiore diventerà un atteggiamento automatico. Quando applichiamo Ho’oponopono per risolvere un problema, il subcosciente che ha creato il problema stesso si “resetta” per quanto riguarda le credenze che hanno generato “l’errore”. La cosa meravigliosa è che questa pulizia non riguarda solo le memorie a cui possiamo arrivare coscientemente, ma riguarda proprio tutto l’archivio del subconscio, cioè le credenze della nostra vita, delle vite passate e tutte le memorie ancestrali che caratterizzano la parte sommersa dell’iceberg e che spesso costituiscono le credenze limitanti più radicate e difficili da individuare.

[…] Ciò che io individuo come problema, lo posso risolvere, a condizione che io ne accetti al 100% la responsabilità. […] Nel nostro inconscio, nel nostro bambino interiore trovano spazio tutti, ma proprio tutti, i nostri ricordi. Le persone entrano nella nostra vita perché vengono attratte dalle memorie che abbiamo in comune ed è questo che principalmente ci unisce agli altri, anche se di questo non abbiamo consapevolezza. Certi legami sono labili e si sciolgono facilmente,  ma altri sono più radicati nel nostro sub-conscio e quindi sono più resistenti. Quando qualcuno o qualcosa mi ferisce o semplicemente mi disturba, posso lamentarmi, arrabbiarmi, affrontare la situazione, colpevolizzando gli altri o le circostanze, ma in realtà è molto più produttivo e soddisfacente capire che qualunque cosa accada non è altro che una proiezione di me stesso. Colpevolizzare gli altri è un po’ come se, guardando la televisione, ce la prendessimo con l’attore di un telefilm, e lo apostrofassimo dicendogli che è un cretino, o ci mettessimo a discutere con lui sul perché del suo comportamento! Piuttosto assurdo no?
E’ incredibile come tutto torni. Mi spiego. Ad esempio, ricordate Gregg Braden? Sì, sempre lui e la sua conferenza sulla fisica quantistica (se non sapete di cosa stia parlando, prego vedere qui). Il corpo emette campi magnetici, i quali vanno ad interagire con quelli del resto dell’esistenza intorno a noi. Questo scambio di energia, questo “dialogo”, è costante e i diversi campi si “mescolano”, si alterano a vicenda e generano onde sempre diverse. Ora, il campo magnetico più potente, nel nostro corpo, da quale organo è generato? Dal cervello? Nein! Dal cuore! E cos’è il cuore? E’ dove “risiedono” le emozioni. Quindi, cambiando le nostre emozioni, cambiano anche le onde magnetiche che generiamo tramite il cuore. Ma se cambiano le onde di energia che emaniamo, anche la loro interazione con il campo circostante sarà diversa. Ergo, la situazione che si viene a formare intorno a noi sarà diversa. Claro?
L’ho’oponopono non fa altro che cambiare le onde emesse dal cuore, andando a cancellare ciò che crea la brutta esperienza di turno. “Sì, tutto molto bello, maa… come si fa?” E’ semplice ma, per essere efficace, richiede fiducia totale nel processo (qualcuno potrebbe chiamarla “fede”). E’ una sorta di preghiera, ma non quella canonica di supplica, bensì del tipo di cui anche Gesù parlava nel Vangelo di Marco, ovvero: “tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato” (Marco 11:24).
Passando alla pratica, sono necessari soltanto un paio di passi. Come tutte le tecniche usate, in campo spirituale, per raggiungere lo scopo non deve necessariamente essere così: le parole usate, le immagini visualizzate nella mente eccetera servono soltanto per creare il giusto stato d’animo, la giusta “atmosfera” all’interno della persona. Quindi, queste sono linee guida, una specie di tecnica generale per creare lo stato d’animo di focalizzazione del problema, assunzione totale di responsabilità per quel problema, perdono, amore e ringraziamento. Il primo passo è “l’invocazione”, ovvero una cosa del tipo “Infinito (Creatore, Dio, Universo, Eterno, ecc. come più vi trovate meglio), aiutami a cancellare tutti i miei pensieri limitanti, i miei blocchi, le mie false credenze e le memorie erronee che impediscono che io abbia…” e aggiungete ciò che vi interessa, tipo “un bel rapporto con la mia famiglia”, o anche faccende inerenti al vostro corpo (alla fine del post, metto un bell’articolo, a riguardo) come ad esempio “un giusto funzionamento del rene”, quello che volete.
Ma, ripeto, le sole parole senza un sentimento sincero alle spalle, sono vuote. Quindi, farlo tanto per fare, anche se non è mai inutile, non serve a granchè: ci vuole convinzione.
Il secondo passo è rappresentato sostanzialmente da quattro parole: “Mi dispiace”, “Perdonami”, “Ti amo”, “Grazie”. E’ vero, sono 6 parole, non 4. Diciamo 4 gruppi di parole, ok?
Scritto così non se capisce ‘na mazza, no? Prendiamole una alla volta:
- “mi dispiace”: è l’assunzione di responsabilità. Il problema deriva da me e soltanto da me. C’è un qualcosa, nel mio sub-conscio, che genera problemi nella mia vita fisica e io me ne assumo la responsabilità.
- “perdonami”: in realtà, poi, è una richiesta di auto-perdono. Il problema lo creo io, chi mi dovrebbe perdonare? Io. Chiediamo aiuto al divino, all’Essenza, al nucleo dell’Essere, chiamatelo come volete, affinchè ci aiuti a perdonare i nostri errori. Ma in sostanza, ci aiutiamo ad auto-perdonarci. E poi, qui c’è solo Uno…
- “ti amo”: ora che abbiamo cancellato una memoria erronea, in qualche modo quello spazio lasciato va riempito. E riempirlo con l’amore mi sembra la cosa migliore, no?
- “grazie”: ecco la fede. Anche se non abbiamo ancora la possibilità di vedere il risultato sotto i nostri occhi, sappiamo che lo abbiamo raggiunto. E’ qui che bisogna avere meno dubbi possibile e confidare al massimo nel processo.
Potete fare anche un discorso, attorno questi concetti, in modo da aiutarvi ad entrare nei giusti stati d’animo, come per esempio “mi dispiace, so che qualcosa in me sta creando il problema e chiedo aiuto affinchè questo blocco energetico/memoria erronea/falsa credenza venga cancellato. Aiutami a perdonarmi per il male e il dolore che ho provocato a me e agli altri. Ti voglio bene, ti amo, riempi gli spazi lasciati vuoti con la tua luce. Ti ringrazio, perchè so che tutto andrà per il meglio”. Una cosa così. Fate vobis, non ci sono regole particolari. Ovviamente questo dopo “l’invocazione” di cui ho scritto sopra. Penso che poi, con la pratica, tutto diventi più veloce e si possano ridurre i giri di parole, andando quasi subito nello stato d’animo giusto… Ma tant’è.
Non so spiegarvi bene il perchè, ma appena ho approfondito un attimo questo tema, non so… Ha risuonato dannatamente giusto, ha preso praticamente tutto quello che ho imparato, a livello personal-spirituale, in questi quasi 3 anni, più qualcosa di precedente, l’ha unito, ci ha aggiunto dei pezzi qua e là e ha incastrato tutto perfettamente. Avevo già letto dell’ho’oponopono già l’estate scorsa, credo… Non mi ricordo bene… Comunque avevo letto solo le parole da usare e stop, senza entrare nel merito, e, infatti, l’avevo bellamente snobbato. Poi, “casualmente”, qualche giorno fa mi rientra in testa ho’oponopono e lo cerco su Google. Beh, il resto è storia…
Ora, come avevo anticipato in precedenza, ecco l’articolo che a quanto pare a dato visibilità all’ho’oponopono nel mondo. E’ scritto da tale Joe Vitale, che fa pure rima, e parla del suo incontro con un maestro hawaiano di ho’oponopono, il Dr. Ihaleakala Hew Len. L’ho’oponopono “moderna”, quella descritta qui sopra, è una revisione della tradizione operata da Morrnah Simeona, una guaritrice hawaiana, tra la seconda metà degli anni ‘70 e i primi anni ‘80. La differenza con la tradizione sta nel fatto che prima l’ho’oponopono era soltanto un rituale di perdono e, quindi, guarigione di gruppo, nel quale una famiglia, ad esempio, si riuniva e i vari membri si confessavano con gli altri in modo da ottenere la loro comprensione, il loro perdono e la guarigione dai mali fisici. Simeona ha rielaborato le idee e i concetti dietro questa modalità, rendendola più individuale, più intima, così che tutti la possano applicare nel proprio privato.
Tra parentesi, ho cercato informazioni su Joe Vitale e, onestamente, non mi ispira molta fiducia: mi sembra il solito tizio cialtronesco che scrive un libro di successo, fa i soldi e poi promette fama, successo e danaro se compri i suoi libri e i suoi dvd. E così son capaci tutti… Ciò, comunque, non toglie nulla all’articolo di cui sotto perchè l’esperienza descritta non è la sua ma quella del Dr. Len, il quale si rifà agli “insegnamenti” genuini dell’ho’oponopono di Morrnah Simeona e la tradizione huna. L’articolo è tratto dallo stesso documento in pdf di prima. Buona lettura!

HO-OPONOPONO - di Joe Vitale

Due anni fa, sentii parlare di un terapeuta che, alle Hawaii, curò un intero reparto di pazzi criminali, senza mai vederne nemmeno uno. Lo psicologo studiava la cartella di uno dei pazienti e guardava dentro  di sé per vedere come aveva creato la malattia di quella persona. Migliorando se stesso, il paziente migliorava.
Quando sentii questa storia per la prima volta, pensai fosse una leggenda urbana. Come potrebbe qualcuno guarire qualcun altro, guarendo sé stesso? Come potrebbe, anche il più grande maestro di auto-miglioramento curare un pazzo criminale? Non aveva alcun senso. Non era logico, quindi accantonai la storia. Ad ogni modo, la sentii nuovamente un anno dopo. Seppi che il terapeuta aveva usato un processo di guarigione Hawaiano chiamato Ho-oponopono. Non ne avevo mai sentito parlare, tuttavia non riuscivo a togliermelo dalla mente. Se la storia fosse stata vera, avrei dovuto saperne di più. Avevo sempre inteso la "responsabilità totale" nel senso che sono responsabile di ciò che penso e faccio. Quanto va oltre a ciò, è fuori dalla mia portata. Penso che la maggior parte della gente pensi alla responsabilità totale in questi termini. Siamo responsabili di ciò che facciamo, non di ciò che fa una qualunque altra persona. Il terapeuta Hawaiano che curava quelle persone malate di mente mi   avrebbe insegnato una nuova prospettiva avanzata riguardo alla responsabilità totale.
Il suo nome è Dr. Ihaleakala Hew Len. Abbiamo trascorso circa un'ora a parlare, durante la nostra prima telefonata. Gli chiesi di raccontarmi la storia completa del suo lavoro come terapeuta. Mi spiegò che aveva lavorato al Hawaii State Hospital per quattro anni. Quel reparto dove tenevano i pazzi criminali era pericoloso. Gli psicologi si dimettevano dopo un mese. I dipendenti si davano spesso per malati o si dimettevano direttamente. La gente attraversava il reparto con le spalle al muro, nel timore di essere attaccata dai pazienti. Non era un luogo piacevole in cui vivere, lavorare, o da visitare. Il Dr. Len mi disse di non aver mai visto i pazienti. Concordò di avere un ufficio e passare in rassegna le loro cartelle.
Mentre guardava le loro cartelle, lavorava su sé stesso. Mentre lavorava su se stesso, i pazienti iniziavano a guarire. Dopo alcuni mesi, ai pazienti che dovevano essere
legati, era concesso di camminare liberamente, mi disse. Altri, a cui venivano somministrate grandi quantità di farmaci, smettevano di prendere medicine. E quelli   che non avevano speranze di essere rilasciati, venivano liberati. Ero sgomento. Non solo, continuò, i dipendenti iniziarono a venire al lavoro volentieri. L'assenteismo ed il continuo ricambio di dipendenti ebbero termine. “Ci ritrovammo con più personale del necessario, perché i pazienti venivano dimessi, e tutti i dipendenti si presentavano al lavoro.” Oggi, quel reparto è chiuso.
A quel punto, feci la domanda da un milione di dollari: Cosa facevi dentro di te, che causava il cambiamento di quelle persone? - Curavo semplicemente la parte di   me che le aveva create, disse. Non capivo. Il Dr. Len spiegò che responsabilità totale per la propria vita significa che tutto nella tua vita, semplicemente perché è nella tua vita, è tua responsabilità. Letteralmente, il mondo intero è una tua creazione. E' dura da digerire! Essere responsabile di ciò che dico o faccio è una cosa. Essere   responsabile di ciò che dice o fa chiunque altro nella mia vita è un'altra! Tuttavia, la verità è questa: se ti assumi la completa responsabilità della tua vita, allora tutto ciò che vedi, senti, assaggi, tocchi, o sperimenti in qualche modo è tua responsabilità, perché è nella tua vita. Ciò significa che l'attività terrorista, il presidente, l'economia, qualunque cosa sperimenti e non ti piace è in attesa che tu la guarisca. Non esiste, in un certo senso, se non come proiezione da dentro di te. Il problema non è nella cosa stessa, ma in te, e per cambiarla, devi cambiare te stesso.
So che è duro da comprendere, accettare e vivere concretamente. Il biasimo è molto più facile della responsabilità totale, ma, mentre parlavo col Dr. Len, iniziai a rendermi conto che guarire, per lui e nell' Ho-oponopono significa amare te stesso. Se vuoi migliorare la tua vita, devi guarire la tua vita. Se vuoi curare qualcuno anche un criminale malato di mente lo fai guarendo te stesso. Chiesi al Dr. Len come facesse a curare sé stesso. Cosa faceva, esattamente, quando guardava le cartelle di   quei pazienti? “Continuavo semplicemente a dire Mi dispiace” e “Ti Amo, più e più volte”, spiegò.
Tutto qui?
Tutto qui.
Salta fuori che amare sé stessi è il miglior modo di migliorarsi, e mentre migliori te stesso, migliori il mondo.
Ecco un rapido esempio di come funziona: un giorno, qualcuno mi ha mandato un email che mi ha stravolto. In passato avrei affrontato la situazione lavorando sui miei tasti emotivi dolenti o cercando di ragionare con la persona che aveva mandato il brutto messaggio. Questa volta decisi di tentare il metodo del Dr. Len.
Continuai a dire in silenzio: Mi dispiace e Ti Amo. Non lo dicevo a qualcuno in particolare. Stavo semplicemente evocando lo spirito dell'amore affinché guarisse, dentro di me, ciò che stava creando la circostanza esterna. Dopo un'ora ricevetti un email dalla stessa persona. Si scusò per il suo precedente messaggio. Non   compii   alcuna   azione esterna per ricevere quelle scuse. Non gli avevo nemmeno risposto. Tuttavia, dicendo “Ti voglio bene” in qualche modo curai dentro di me ciò che
lo stava creando.
In seguito seguii un seminario condotto dal Dr. Len, che ora ha 70 anni, è considerato  uno sciamano benevolo e vive una vita appartata. Mi ha detto che mentre miglioro me stesso la vibrazione del mio libro s'innalza, ed ognuno lo sentirà leggendolo. In breve, mentre miglioro, migliorano i miei lettori. E per quanto riguarda i libri già venduti, là fuori, chiesi? “Non sono là fuori”, spiegò, dischiudendo nuovamente la mia mente con la sua saggezza mistica “Sono ancora dentro di te.” In breve, non c'è nessuno “là fuori”.
Ci vorrebbe un intero libro intero per spiegare questa tecnica avanzata con la profondità che merita. Basti dire che quando vuoi migliorare qualcosa nella tua vita, c'è un solo luogo in cui guardare: dentro di te. Quando guardi, fallo con amore.
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Oggi, “casualmente”, per vie traverse ho trovato questa canzone di un gruppo che non avevo mai sentito nominare, gli EarlyRise. Ho ascoltato qualche canzone e il loro genere è un hard rock gotico, tipo gli Evanescence. La canzone “Wasteland” linkata quasi a sproposito in un commento a un video dei Rage Against The Machine su Youtube è quella che più mi è piaciuta, specialmente a livello di testo (come musica, non me ne vogliano gli amanti del goth rock, è un genere che, dopo qualche canzone, mi stufa… Non dico che sia un brutto genere, per carità: è solo che non è proprio il mio preferito). A livello di testo, dicevo, c’è una parte in particolare, evidenziata in grassetto più sotto, che sembra lì apposta per richiamare all’ho’oponopono. Magari manco lo conoscono, ma è una bella “coincidenza”…

Quando l’uomo smise di vedere la magia



L’umanità è troppo forte. Si crogiola nella sua presunta sapienza sulle “cose” dell’universo e ancor più su quelle del mondo senza accorgersi dell’immensa trave di ignoranza conficcata nel suo occhio. Un paio di mesi mi chiedevo, a titolo d’esempio, perchè la gravità sia come è, sottolineando come la scienza, alla prova dei fatti, non comprenda effettivamente il funzionamento di tale forza (e di tutte le altre) ma si limiti soltanto a descriverne gli effetti esteriori. Aveva ragione il mio prof di fisica generale. In realtà non era propriamente il prof del mio corso, ma un altro venuto ad aiutare il suo collega per l’esame orale. Durante la mia interrogazione, dalla quale dovevo ricavare solo 1 punto per avere la sufficienza totale all’esame, mi chiese di spiegargli la legge di gravitazione universale e io gli recitai la formuletta, aggiungendo qualche parola per descrivere cosa indicassero i vari fattori. Al che lui mi interruppe e mi chiese: “Ma perchè è così?” Gelo totale. Ma come “perchè”? Cosa vuol dire? “In che senso?”, dissi. “Perchè è così, da dove viene questa formula?” Abbozzai una risposta. Più che altro ripetei all’incirca quello che avevo detto trenta secondi prima. No, non era la risposta giusta. Alla fine risolse lui l’imbarazzante arcano con una spiegazione che onestamente non ricordo, comunque era sempre un modo diverso di dire ciò che gli avevo già esposto io. Risultato: bocciato. Madonne e santi del calendario a nastro, terremoti e tempeste in Paradiso, muri spaccati a testate, bambini mangiati: insomma, non la presi troppo bene e le maledizioni lanciate al canuto bastardo avranno sicuramente fatto contento Satana.
Ora, a 5 anni di distanza, cazzo aveva ragione lui: perchè la gravità è così? La sua fu una risposta scientifica classica, quindi elusiva della questione e non risolutiva, ma la domanda fu quanto mai azzeccata.
Eppure abbiamo questa “cosa” davanti agli occhi tutti i giorni. Non ne conosciamo il funzionamento vero, men che meno il motivo per il quale è fatta così, ma nonostante ciò la consideriamo assolutamente normale, banale, ripetitiva, noiosa e ci sorvoliamo bellamente sopra invece di restarne esterrefatti e in contemplazione. E’ una magia, per noi, in quanto non ne comprendiamo il trucco ma, invece di restare a bocca aperta alla vista dello straordinario numero del “mago”, facciamo spallucce (quando va bene) e andiamo avanti come niente fosse, tronfi delle nostre (iper-superficiali) conoscenze.
Ecco il momento nel quale l’uomo ha iniziato a fare casini: quando ha smesso di entusiasmarsi dell’intima comprensione della natura, del mondo e dell’universo e ha invece iniziato ad analizzare, etichettare, spiegare mentalmente; quando ha smesso di essere un bambino (ricordate “lasciate che i bambini vengano a me”? Non fermatevi alle parole, provate a capirle); quando, non ho idea del come, ha cominciato a non comprendere più interiormente la magia dell’esistenza, sua personale e di tutto il resto; quando ha cominciato a parlare a vanvera di quante ne sapesse e, più in generale, quando ha cominciato ad attaccarsi troppo ai concetti, da Dio in giù. Un attaccamento quasi ossessivo, che ha portato alla perdita del vero significato nascosto nei concetti stessi. E’ come quando ripetete una parola decine di volte in pochi secondi: alla fine quella parola sembra perdere di senso, la dite ma non riuscite a richiamare il significato che fino a un attimo prima esprimeva chiaramente. Si è iniziato a dire “Quello lì accade perchè Dio, o gli Dei o vattelapesca, vogliono così”. Poi, come tutte le cose mentali, la cieca spiegazione divina ha stufato: ecco allora sorgere quella ancora più incasinata, quella scientifica moderna e contemporanea sempre più.
Quando un giovane nuovo arrivato nella comunità, parecchi millenni fa, chiese il perchè della natura fatta in questo modo a un membro più saggio di lui, questo avrebbe dovuto guardarlo negli occhi, invitarlo a sedergli accanto e, con un gesto della mano, portare la sua attenzione sull’immenso panorama di fronte a sè. E stop. Niente parole, solo silenzio, solo contemplazione. Invece no: quel cretino lo fece sì sedere, ma poi iniziò a rompere il cazzo con la sua saccenza, cominciò a dirgli che quella tal cosa è così per questo, questo e quest’altro motivo e gli descrisse così il mondo intero, non capendo l’impossibilità di descrivere a parole la Realtà con la “ R” maiuscola. Magari lui aveva pure la comprensione della natura ma, nel momento in cui la si esprime a parole, la si sta limitando pesantemente e la conoscenza che arriva all’altra persona è estremamente parziale. In più, il “ricevente” opererà delle interpretazioni personali di quelle parole, distorcendo maggiormente il messaggio originario. Il giovane, naturalmente, capì a modo suo, superficiale e pure distorto: ma credette di aver compreso esattamente il messaggio. Così andò predicando parole vuote agli altri, fino a che la realtà non fu più compresa ma solamente descritta. In quel momento sparì la magia, l’incanto, l’unicità delle cose, il mistero; sparirono l’osservazione (interiore in primis), il distacco, la contemplazione, la vita, la meditazione, il silenzio; nacquero nuovi concetti come “volontà di Dio”, “fede”, “giustizia divina”, “preghiera” e subito smisero di essere sinonimi dei precedenti, finendo per indicare istituzioni e dogmi inventati di sana pianta, figli degli iniziali malintesi.
Fortunatamente la vita sembra avere questa insana passione per l’auto-conoscenza e, quindi, non importa quanto a puttane possa essere il mondo e possiate essere voi stessi: avete sempre, in ogni istante, la possibilità di comprenderla (qualcuno chiama questa possibilità “amore di Dio incondizionato”). E lo capirete subito quando sarete nello stato d’essere “giusto”, quando sarete nella consapevolezza più “alta”, più “profonda”, perchè guarderete un semplice palo di ferro e ne vedrete la sua unicità, rimanendone divertiti e in ammirazione come un bambino al circo.
 
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BUONA DOMENICA A VOI E BUON ANNIVERSARIO A NOI

Buongiorno e buona domenica a tutti! Oggi è il nostro anniversario di matrimonio e quindi è una giornata speciale.Per noi lo è ancora.....Gabry


sabato 29 giugno 2013

AFORISMI E FRASI D'AMORE
















 






































 









































DI UNIVERSO E DI ALTRE COSE....



 


Negli ultimi   cento anni la scienza e la tecnica si sono evolute molto, molto velocemente, ma questo non ci ha dato, a mio modesto avviso, il tempo di "abituarci" a questi cambiamenti, ma, soprattutto, la Terra intesa come Pianeta non ha avuto il "tempo" per adeguarsi gradatamente all 'evoluzione in atto.

Tempo fa mi è capitato di assistere ad una trasmissione televisiva in cui  Margherita Hach  presentava l'ultimo parto letterario sul binomio favole e fisica.. in modo semplice ha iniziato ad esporre nozioni di fisica e matematica spiegando che, contrariamente alle previsioni dei calcoli matematici, l'Universo non è "finito" ma continua ad "espandersi" e per rendere comprensibile quanto affermato ha   portato come  esempio la pasta lievitata(Cosmo) nella quale sono impastati  dei pezzi di nocciole (Galassie). 

Più la pasta lievita (Cosmo) più aumenta la distanza fra le nocciole e di conseguenza  fra le Galassie.
Ma se l'Universo si "espande" significa che la "Creazione" è ancora in atto, o sbaglio? La Creazione non è "conclusa", è ancora in "espansione". Se non erro, però, dopo l'espansione, almeno osservando come respiriamo, dopo l'"Espansione", dicevo, si passa alla "Contrazione, si "Inspira" e si "Espira" in un moto continuo, perché se finiamo di produrre questi atti respiratori il corpo "muore".

Due polarità, quindi, se vogliamo leggerlo in altro modo, accogliere=respingere, polo+ positivo nelle batterie e polo- negativo, un emisfero destro del cervello ed uno sinistro, lo yin femminile e lo yang maschile, il bene e il male, insomma, potrei continuare all' infinito con gli esempi, ma il movimento è anche onda-particella, particella-onda.
Poi cifre sulla velocità della luce. Se ci trovassimo su una ipotetica terra lontana milioni di anni luce e disponessimo di un telescopio di potenza inimmaginabile, almeno per ora, potremmo osservare il Pianeta all’era preistorica perché le immagini viaggiano alla velocità della luce e questa velocità è la velocità massima che possiamo concepire. 

In Svizzera, come certo sapete, stanno portando avanti un esperimento  anche se, per il momento,   è stato sospeso a causa di un guasto ad una giuntura di un tubo di raffreddamento. Ma in cosa consiste questo esperimento?
Consiste nel cercare la materia oscura, l’antimateria, le supersimmetrie  o il bosone di Higgs, ipotetica particella elementare che il Nobel Leon Max Lederman ha chiamato (facendo storcere la bocca a molti colleghi) "la particella di Dio".

Più semplicemente stanno cercando la molecola che ipotizzano sia la madre di tutte le molecole pur non avendone la certezza perché potrebbe anche esserci un’altra molecola che ancora non conoscono. Tutto è ancora da scoprire e questo, almeno in me, suscita un notevole interesse.  Molti affermano che la scienza allontana da Dio, ma questo è il loro punto di vista in quanto molti autorevoli scienziati come il prof. Zichichi sono credenti, e più vanno avanti con i loro studi e più ancora affermano la loro Fede in Dio Padre e Creatore.

 Ma il discorso  di una evoluzione troppo rapida ci  sta portando ad una logica conclusione : siamo alla fine di una gestazione? Quando una donna è gravida il pancione aumenta tantissimo proprio nelle ultime settimane. Ad un certo punto la gravidanza arriva alla fine ed avviene la nascita, l'espulsione del neonato, la nuova vita, un nuovo inizio. Il bimbo "muore" alla vita interiore, ma "nasce" alla vita esteriore, vita che lo vedrà ancora crescere, espandersi e poi, al termine della propria vita terrena, contrarsi per morire a questo tempo. 

Dopo il "morire", cioè il "contrarsi" non sappiamo ciò che avviene, è ancora un mistero per la scienza, ma se tutto nell'Universo segue la legge della Materia-Antimateria, espansione-contrazione, per il credente la morte non è altro che "Rinascere" a una nuova Vita in una Nuova Dimensione che, per chi ha fede, è la Rinascita Spirituale con una Nuova Veste, la nascita al Regno del Padre, il ritorno a casa del Figlio. La nascita
Alla fine di un universo ci potrebbe benissimo essere un altro universo. Al di là di tutto il Tutto e il Tutto nel tutto.

Le particelle sono onde, ma nello stesso tempo sono corpuscoli che anche se si trovano a distanze per noi inimmaginabili mantengono la memoria dei lori incontri e questa "magia" la Fisica Quantica la  interpreta alla luce del "Principio di Indeterminazione" che stabilisce che non esiste una realtà "oggettiva" ed indipendente dal soggetto che la osserva perché osservatore ed osservato concorrono insieme a determinare l' immagine della realtà e in modo per cui non si può prescindere l' uno dall 'altro. l' osservatore  forma una sua "realtà", ma non tutta, solo ciò che egli è in grado di osservare e soprattutto di "concepire". 

Il termine "concepire", infatti, ci riporta al momento in cui "determiniamo" la nascita di un figlio, cioè "concepiamo" l' idea di avere un figlio, o un 'idea. o un punto di osservazione, inoltre la Fisica Quantica ci dice che la realtà che osserviamo si può spiegare solo se supponiamo l' esistenza di una realtà virtuale, che non è osservabile. Quindi, all 'interno di un metodo scientifico che pretende di limitarsi a ciò che osserva, emerge un' altra realtà costituita da variabili nascoste, da un "vuoto" creativo che poi non è affatto "vuoto". L'osservazione sperimentale si limita alla porzione osservabile che dipende dal nostro modo di osservare ed interpretare.

Il metodo logico-sperimentale richiede, per sua natura, l'oggettività e la ripetibilità in laboratorio, che corrisponde ad una realtà automatica, meccanica, dividendo il soggetto dall'oggetto di osservazione anche se si è scoperto che questo è impossibile proprio per il principio di indeterminazione che abbiamo richiamato prima: osservatore ed osservato concorrono a "concepire" la realtà.

Tutto questo ci porta allora ad una frase semplice: che noi, con il nostro modo di "vedere" e di "sentire" concorriamo a formare, a determinare la nostra realtà. La "concepiamo" e quindi avrà una evoluzione ed un tempo di attuazione che in qualche modo dovrebbe ricollegarsi al periodo di "gestazione" umano.  Ripercorriamo con il pensiero quanto dura e come è strutturata una gravidanza, le nausee e lo star male nel primo trimestre, un periodo di relativa crescita ed anche relativa tranquillità nel secondo trimestre, in cui però, verso la fine, il "feto" inizia a compiere dei movimenti, lo percepiamo, dapprima in modo lieve, poi sempre più forte, e che gioia quando, pur "sapendo" che dentro abbiamo un bambino che si sta formando, ci accorgiamo che si muove, si sposta, "danza" o scalcia all'interno della pancia. 

Poi arriva il terzo trimestre, in questo periodo la pancia inizia veramente a diventare grossa, specialmente nell'ultimo mese, e questo porta con sè stanchezza, la compressione sulla vescica fa aumentare lo stimolo ad urinare, "a piangere", gli ormoni viaggiano a mille perchè sono in continua trasformazione con continui sbalzi d'umore ed una eccessiva sensibilità. La notte si fa fatica a dormire, ci "agitiamo nel letto" per trovare una posizione, il bambino giorno per giorno acquista peso e, ad un certo punto, si "mette in posizione" pronto per la nascita. 

Mancano tre mesi però...la gestazione ne conta nove, o, come la saggezza antica, se non erro, 10 lune, e questi tre mesi sono quelli necessari a mettere in cantiere qualsiasi "progetto" si desideri compiere....e ragionando un momento si comprende quale è il periodo migliore di "incubazione" dell'Idea, del "Desiderio" che si desidera portare a termine e che segue degli schemi precisi, ma di cui solo noi abbiamo la "Chiave", quella che fa la differenza, quella che ci rende partecipi della "Creazione" dell'Universo dal nostro punto di Osservazione.

A volte le cose sono molto più semplici di come pensiamo.
 Vivere eterni in questa Terra, in questa dimensione,  per me corrisponde a   vivere già fuori dal tempo e dallo spazio. Se non fosse per i dolori che mi riportano alla mia corporeità direi che non mi son mai sentita così bene e libera. Il mio corpo utilizza una sedia a rotelle, soffre di dolori continui e sempre più forti, non trova tregua, eppure....Non sono forse doni anche questi di “vivere già fin d’ora nella comunione dei santi? E sentirsi parte viva del corpo mistico di Cristo? Sapere che Lui è vivo in noi, in mezzo a noi e che noi siamo in Lui? Non ti fa volare al di là dello spazio e del tempo vederti accucciata ai piedi di Nostra Signora, mentre le Sua mano materna ti accarezza la testa e tu provi una dolcezza ed un Amore in-finito, senza confini, e in quegli attimi non senti più nulla, solo un'estasi profonda ed una espansione nell'infinito? Non sono in grado di dare spiegazioni scientifiche, e nemmeno mi importa, ciò che "sento" a molti può apparire folle o addirittura da psichiatria, ma è solo una testimonianza diretta che è possibile, in ogni condizione, collegarsi all'Amore, quell'Amore che nulla chiede e tutto dona.
E quell'Amore  lo chiamo  con i primi nomi che un bimbo impara a pronunciare: Papà e Mamma, Padre e Madre.
Gabry Fogli 

A PROPOSITO DI TRAPIANTI...DAL PUNTO DI VISTA ESOTERICO



 

In certi ambienti che conosco si discute sempre molto sul "problema" dei trapianti.
Alcune "Scuole esoteriche" sono assolutamente contrarie alla donazione asserendo che, per tutta una serie di motivi che non posso riportare in questa sede, non si può nè donare nè ricevere nessun organo, quindi la natura deve fare il suo corso. Altri sostengono l'opposto e la discussione assume sempre toni "forti" perchè la questione è di estrema attualità. 


Proprio ieri sera parlavo con degli amici della visione duale e della visione unitaria.
Allora è chiaro che se guardo la persona che "dona" e "l'altra" che riceve, vedo due esseri distinti, due età, magari due sessi diversi, uno grande e l'altro più basso, ecc. ecc. cioè vedo due individui "DIVISI" ognuno con le proprie peculiarità, particolarità, storie.
 
Storie che si intrecciano...di dolore e di sofferenza...
Due persone che magari non si sono mai conosciuti prima, due famiglie che entrambe sono straziate, l'una che ha perso ogni speranza e l'altra che vive grazie alla speranza.
Se già osserviamo i due termini abbiamo una risposta:  persa - SPERANZA - ritrovata

Qual'è la definizione che porta gioia? Che porta vita? Che reca con se tanto, tanto Amore?
E' il DONO. IL DONO CHE PORTA LA SPERANZA CON SE'.
Sono consapevole che purtroppo esiste un mercato "degli organi", una autentica predazione che porta, a volte, ad uccidere esseri umani di "categorie" sociali invisibili ai più, barboni, bambini del terzo mondo, poveri che vivono nelle periferie intorno alle città in baracche in mezzo al fango ed agli escrementi, sfollati nei campi di raccolta ecc. ecc.

Vergogna, vergogna a noi che lasciamo che accada tutto questo, vergogna a chi, potendoselo permettere, "acquista organi" al mercato nero come pezzi di ricambio senza porsi la domanda "donde viene", facendo finta di ignorare. 

Questo è da condannare, il povero che vende un rene per sopravvivere e far sopravvivere la propria famiglia è una sconfitta per noi tutti come Genere Umano.

Ma il dono, il dono dell'Amore offerto al fratello, nell'attimo terribile in cui una famiglia, spezzata dalla sofferenza, trova il grande coraggio di compiere un gesto di Amore. 

Un Amore così grande che oltrepassa il dolore lancinante della perdita e con le lacrime negli occhi, in un ultimo disperato abbraccio, lascia andare il proprio amato verso un'altra vita che, in qualche modo, continuerà la Sua.

Già, cari Signori Esoteristi, tutte le Vostre teorie e lunghi giri di parole pieni di nulla, di aria, non conoscono l'unico sentimento che sconfigge il Male ed è l'Amore disinteressato.

Prendete  ad esempio le onde del mare. Ogni onda è diversa dall'altra...un'onda è più alta, un'altra più bassa... una più larga, l'altra più stretta esattamente come le persone di cui dicevo sopra

Ma, invece, se osserviamo le profondità del mare  e ne tocchiamo la dimensione intima,  in quel momento ci accorgiamo che tutte le onde, così come tutte le persone, in profondità sono tutti composti dalle stesse sostanze e tutte insieme fanno parte dello stesso mare, e non riesci più a distinguerle, non vedi più l'altezza, come si increspa....sono lo stesso mare che, per quanto differente ci appaia ogni onda quando la osserviamo "esternamente", internamente non si distingue più...è l'Uno, Uno con tutte le altre onde che come lei hanno danzato ed increspato il mare.
 
E guardando l'onda  ci accorgiamo che ogni onda si forma... cresce... e poi, piano piano,  arriva sulla battigia e lì...muore. Ma anche quando si dissolve non svanisce nel nulla, ma si trasforma e ritorna a essere mare, oceano.
L'una come l'altra.

Ritornano al mare da cui poi si formano ancora altre onde...si intessono, le une nelle altre, non esistono solo per sè stesse, ma per contribuire a formare l'oceano, l'immenso oceano di cui non conosciamo dove nasce nè dove finisce.

Ed anche l'Uomo non sfugge a questa legge, non è possibile perchè è una legge che regola l'Universo. All'apparenza, con una visione duale, tutti siamo diversi l'uno dall'altra, con alcuni ci conosciamo con la maggioranza ci ignoriamo, qualcuno è più sensibile altri più "duri", ma se osserviamo il tutto dall'alto, se riusciamo a toglierci da questa immagine di "divisione" ci rendiamo conto che le nostre vite sono tutte intrecciate, nasciamo..cresciamo, attraversiamo la maturità e poi, inevitabilmente, inizia il declino, per alcuni prima, per altri dopo, non siamo in grado di comprenderlo con la nostra visuale, ma tutti noi siamo parte dell'Oceano della Vita ed a questo Oceano ritorneremo, a riunirci all'Assoluto, all'Unico, che è composto da tutti noi, cellule di un Grande Corpo.

A questo livello non esiste più "MIO", "TUO",   non esiste il rifiuto e nemmeno l'atto di predazione.
Ed è così che si accetta un trapianto
Ci sono disegni più grandi di noi, singole onde, che non riusciamo a comprendere in una dimensione umana, ma solo come "coscienza" di essere una parte del "Tutto" e dato che nulla avviene per "caso" ma per "casualità" piano piano forse riusciremo a scoprire per quale motivo ci siamo trovati in un dato momento in un dato posto.
 
Ognuno segue una sua strada, un  percorso per giungere alla stessa meta, ma a volte, anzi, il più delle volte, si creano speculazioni mentali che rischiano di fare gravi danni a persone che sono psicologicamente più fragili, instabili emotivamente e dei punti di vista superficiali espressi per convinzione personale possono turbare molto chi non è preparato e si lascia abbindolare e manipolare.

Ma se vostro figlio potesse essere guarito da un trapianto lo rifiutereste? E per quale motivo lo condannate a morte? Ma si può onestamente pensare, se si è credenti, che Dio faccia distinzione tra un rene o un cuore?
Non ci viene detto che ritorneremo all'Uno? E se non crediamo a maggior ragione non abbiamo altra giustificazione che dire che non ci piace, che ci fa orrore.

Ma gli occhi di un bimbo che si aprono nuovamente alla vita incutono orrore?
NO, esiste solo AMORE, AMORE NEL DARE, AMORE NEL RICEVERE. Amore di chi prende, Amore di chi dà.
Credo che al di là di tutte le speculazioni intellettuali la Verità più semplice è questa.

Gabriella Fogli