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martedì 30 aprile 2013

LIVORNO: TRE FANTASMI IN CURIA E INTERVIENE L'ESORCISTA

Livorno – «Tre fantasmi, in Curia» e interviene l’esorcista

 
Una donna, un bambino e un frate, descritti in modo identico da tutti quelli che hanno avuto il dispiacere di incontrarli. Dove? Nella sede della Curia vescovile

LIVORNO— Il momento più oscuro è stato il venerdì notte di una ventina di giorni fa. Arrivato, gelido da far rabbrividire, dopo una giornata di visioni così reali da sembrare vere. «Ho visto un frate con il saio e l’antico cappello attraversare un muro spesso almeno cinquanta centimetri» , racconta una signora lucidissima che partecipa a un gruppo di preghiera. E non c’è solo lei a vedere «questi fantasmi» , ma almeno una decina di persone, tutte estremamente attendibili, credenti, e pure imbarazzate a raccontare l’esperienza extrasensoriale. C’è chi, per esempio, racconta di aver visto più di una volta un bambino, e subito dopo una donna e poi ancora il solito frate. Tre personaggi descritti in modo identico da tutti quelli che hanno avuto il dispiacere di incontrarli. Dove? Nella sede della Curia vescovile, un grande complesso costruito nella metà dell’Ottocento nel quartiere di Sant’Andrea, uno dei più popolari e degradati di Livorno, non lontano dal centro storico e dal seicentesco rione della Venezia.
Gli incontri ravvicinati pare accadano quasi sempre di giorno e hanno preoccupato non poco i fedeli e il gruppo che settimanalmente si riunisce per pregare per le anime del purgatorio. Tanto è vero che del problema è stato pure interessato l’esorcista: padre Giovan Battista Damioli. Che, dicono indiscrezioni, avrebbe fatto un primo sopralluogo per cercare di stabilire se queste presunte presenze siano o meno malvage. Damioli non conferma né smentisce: «Su queste cose non dico nulla. Chiedete direttamente al vescovo» , risponde. Ma dietro la laconica risposta sembra di poter scorgere qualche verità. Anche perché Padre Damioli, che è anche parroco della chiesa di San Sebastiano, conosce bene le subdole tentazioni del Maligno e sa distinguere tra esse e le comunissime suggestioni. Che certamente hanno un ruolo preponderante nelle strane visioni nelle stanze enormi della Curia vescovile e del seminario annesso. Una donna delle pulizie giura di aver trovato le impronte di un bambino scalzo, proprio come quello descritto da altre persone. Per non parlare poi di strani rumori, fruscii, colpi di vento, scricchiolii. Così, dopo essere stato protagonista dei fenomeni, qualcuno si è informato sulla storia del vescovado, costruito, si narra, sopra antichi cimiteri di ogni religione così come è accaduto alla vicina chiesa di Sant’Andrea. Livorno è stata una città tollerante per antonomasia, la prima ad approvare leggi, come le Livornine, sul libero culto. In città si trovavano chiese di ogni confessione, sinagoghe, moschee. E allo stesso tempo c’erano cimiteri per tutte le fedi.
Dunque gli ingrediente per il più classico dei thriller a sfondo paranormale ci sono tutti: chiese dove vivono i fantasmi, antichi cimiteri che nascondono chissà quale mistero, esorcisti. Ma torniamo al venerdì terribile. Che ha come protagonista un altro parroco: don Edoardo Medori alla guida di Sant’Andrea, la chiesa costruita davanti al Cisternone, cisterna d’acqua realizzata dall’architetto massone Pasquale Poccianti che alla libera muratoria e al suo tempio si ispirò nella progettazione. Don Edoardo, prete di base senza peli sulla lingua, avverso dal Palazzo e amatissimo dai suoi fedeli racconta un episodio. «Quel venerdì notte mi avvertirono, dopo una giornata di visioni di fantasmi, di uno strano accadimento — racconta — Io non ero in parrocchia ma a mezzanotte in punto le campane iniziarono a suonare» . Don Medori salì sul campanile per vedere e scoprì la verità. Quale? Avevo dimenticato acceso il meccanismo automatico che per Natale fa suonare le campane per la nascita del Bambino» , risponde con un sorriso. E i fantasmi? «In tanti mi hanno raccontato di averli visti — continua il parroco— e sono tutte persone al di là di ogni sospetto. Però, a volte, la suggestione gioca brutti scherzi. Chissà…» .
Fonte – Corriere Fiorentino, art. di Marco Gasperetti, 21 febbraio 2011

ANCORA A PROPOSITO DELLE MADONNE NERE....


 




“[…] Nei primi tre secoli dell’era cristiana si aveva sempre più l’impressione che un’adorazione generalizzata della Grande Dea potesse affermarsi come religione dominante dell’Impero Romano, che avrebbe incorporato addirittura i culti di Mithra e del Sol Invictus. Aveva dominato da Oriente a Occidente sotto un gran numero di nomi prima che gli elleni arrivassero in Grecia o i romani in Italia. Dopodiché, nonostante il formalismo dell’adorazione dell’imperatore e della religione ufficiale, un’ondata di devozione popolare la stava ormai riportando al ruolo preminente di cui aveva goduto prima dell’avvento della religione dell’Olimpo. (…) Nel Cristianesimo, il principio femminile era rappresentato dalle Madonne nere, dalle Vergini bianche e da una schiera di sante, ciascuna dotata di un suo simbolo e di una specifica natura. Man mano che il Cristianesimo si affermò, le grandiose statue di bronzo e di marmo delle divinità pagane vennero distrutte. Sopravvissero immagini domestiche più piccole oppure offerte votiva, nascoste nella terra, nelle fenditure delle rocce o dentro alberi cavi, specialmente nei luoghi di campagna più sperduti. Alcune andarono perdute, altre, forse, ancora visitate come alberi e pietre mitologiche, molto tempo dopo che la loro vera natura era stata dimenticata. […]

[…] Il Priorato insiste sull’idea che la Madonna nera, adorata sotto altri nomi quali Diana o Cibele, sia in realtà Iside, la vera dea di Francia, adesso conosciuta come Nostra Signora della Luce. Cinquecento anni circa prima che Dagoberto II si impegnasse, a quanto pare, a restaurare il culto della Madonna nera, Iside era già stata definita, nell’Asino d’oro di Apuleio, la dea universale per eccellenza, che riassumeva gli attributi di tutte le altre. (…) Più di qualunque altra dea, Iside viene rappresentata come una madre premurosa, con il piccolo Horus al seno o il piccolo Arpocrate sul grembo, a godersi il silenzio, sebbene allatti anche i faraoni, così come le Madonne nere di Chartres e di Chatillon concessero il loro latte a Fulberto e a Bernardo. In queste immagini risiedono le origini della Madonna con Bambino. L’ankh che Iside porta come suprema iniziatrice potrebbe spiegare alcune strane forme degli scettri impugnati dalle Madonne nere che, come Iside, spesso prediligono il colore verde. (…)
[…]

[…] è strano anche il fatto che le Madonne nere, che sono state con noi tanto a lungo e in così gran numero, così spesso nascoste e ritrovate, debbano adesso, per la prima volta, essere universalmente riconosciute come categoria a parte all’interno dell’iconografia della vergine in Occidente, “Stiamo vivendo”, scrisse Jung in PRESENTE E FUTURO, “in quello che i greci chiamavano il Kairòs – l’epoca giusta - per una metamorfosi degli dei, vale a dire dei principi fondamentali dei simboli”. Se è arrivato il momento, o il momento giusto, per scoprire la Madonna nera, come possiamo capire cosa stia cercando di dirci? (…)

Questi brani sono tratti dal libro
Il misterioso culto delle Madonne nere
di Ean Begg, EDIZIONI L’ETA' DELL’ACQUARIO, 2006

AFORISMI, PENSIERI E RIFLESSIONI DI UNO STRANO MARTEDI'







Le meraviglie si trovano ad ogni istante. Cerca di sentire, di percepire, invece di pensare. Il senso profondo della vita si trova al di là del pensiero.
(Enrique Barrio) ॐ Open Your Mind ॐ
— 





 
Voi siete i padroni di ogni attimo della vostra vita.
(Paramhansa Yogananda)
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__yoga-bhagavad-gita-yogananda.php?pn=1597










Volete cambiare il mondo?
Che ne dite di cominciare da voi stessi? Che ne dite di venire trasformati per primi? Ma come si ottiene il cambiamento? Attraverso l’osservazione. Attraverso la comprensione. Senza interferenze o giudizi da parte vostra. Perché quel che si giudica non si può comprendere.
(Anthony De Mello)
www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__messaggio_per_unaquila_che_si_crede_un_pollo.php?pn=1597
 












Coloro che guardano avanti aspettandosi grandi cose possono farle accadere.
(N. V. Peale)
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L'ENIGMA MARIA VALTORTA

L'ENIGMA MARIA VALTORTA

Dal bollettino valtortiano I semestre 2009 (parte Iˆ)
 
Traduzione dal francese di Claudia Vecchiarelli.

Più di sessant'anni fa, immobilizzata nel suo letto da un'infermità cronica, Maria Valtorta scrisse di proprio pugno, in appena quattro anni. migliaia di pagine manoscritte che sono già diffuse in più di venti lingue.
Trattandosi di una “Vita di Gesù”, quest'opera non lascia indifferenti e suscita sempre appassionate reazioni. L'opera è così eccezionale che merita di essere annoverata tra i capolavori della letteratura universale. Offre la materia per un’inesauribile enciclopedia della vita di Gesù. Infatti quest'opera non solo integra la totalità dei quattro evangeli, ma ne ricostruisce tutto il contesto socioculturale.
Quelli che conoscono l’opera classica Gesù nel suo tempo sono sorpresi. Leggendo Maria Valtorta, nel constatare che la realizzazione del disegno di Henri Daniel-Rops vi è di gran lunga superata. Maria Valtorta mostra una tale capacità nel far rivivere i personaggi e gli avvenimenti che alcuni dotti l'hanno paragonata al genio di uno Shakespeare. Questo si nota soprattutto nel realismo psicologico riguardante innumerevoli personaggi: agendo ognuno, per tutta l'opera, secondo l'età, il sesso, la professione, la sua situazione familiare e sociale, la sua formazione, le sue attitudini.
I più grandi autori si sforzano di raggiungere questo scopo, ma tutt'al più non vi pervengono che per il personaggio che rappresenta sé stessi e per qualcuno vicino. È così che l'eroe del romanzo David Copperfield rappresenta di fatto l'autore Charles Dickens, così come Tom Sawyer ci restituisce interamente l'infanzia di Mark Twain.
Inoltre, la successione degli avvenimenti riportati da Maria Valtorta trova molto naturalmente il suo posto nel quadro storico del primo secolo. Lo storico Elian Cuvillier, rendendosi conto che venti secoli di ricerche incessanti sulla cronologia della vita di Gesù sono apparsi poco fruttuosi, scrisse: "Lo storico ormai sa che è impossibile ricostruire con precisione la Vita di Gesù nel dettaglio ... Quanto a collocare questa o quella parola nel quadro della sua esistenza terrena, ciò è definitivamente impossibile". Chi legge la vita di Gesù nell'opera valtortiana ha la folgorante impressione di una cronologia coerente, completa e senza eguali: il puzzle è completato [È un miraggio?]
Per quanto concerne i testi sacri Maria Valtorta ne manifesta una conoscenza così approfondita che l'eminente biblista Gabriele Allegra (autore della prima traduzione integrale della Bibbia in cinese) si disse stupefatto per "la sorprendente cultura scritturistica" di lei che "si serviva di una semplice versione popolare della Bibbia" (relazione scritta a Macao nel giugno 1970).
Quanto alla geografia, per fissare le carte della Palestina ai tempi di Gesù gli eruditi (e specialmente i ricercatori ebrei) hanno dovuto consultare un cumulo di documenti tra i quali il Talmud, Giuseppe Flavio, le iscrizioni. le tradizioni, fonti archeologiche, ecc. Maria Valtorta nomina centinaia di luoghi e descrive con esattezza e forza dettagli di panorami, strade, corsi d'acqua, rilievi, monumenti, pur non disponendo praticamente di alcuna documentazione specializzata.
Il più sorprendente è che Maria Valtorta, pur avendo una viva intelligenza ed una eccellente memoria, non aveva neppure terminato i suoi studi secondari.

Alcuni dettagli
L’opera trabocca di dati esatti dal punto di vista storico, tipografico, architettonico, geografico, etnologico, cronologico ecc. Inoltre Maria Valtorta fornisce spesso precisazioni conosciute solo da qualche erudito, in certi casi perfino totalmente sconosciute al momento della loro redazione, e che l'archeologia, la storia o la scienza hanno poi confermato.
Lo studio di migliaia di dati, disseminati come per caso in quest'opera, ha permesso di costituire lungo gli anni la imponente base documentaria. Questa ricerca sistematica mette in luce la straordinaria precisione e l’insospettabile livello di coerenza e di credibilità di questa Vita di Gesù di Maria Valtorta.
Prendiamo, per esempio, il caso di Caecilius Maximus, graduato dell'armata romana semplicemente nominato da M. Valtorta [5.329] in un breve dialogo tra due soldati romani all'inizio dell'anno 29. Nell'opera egli non riveste alcun ruolo. Il suo nome, sconosciuto dagli storici quando l’opera fu pubblicata, sembra pura invenzione. Eppure l’esistenza storica del personaggio è oggi convalidata dalla scoperta di una tavoletta d'argilla presso Pompei nel 1959, menzionante la presenza di Caecilius Maximus a Pozzuoli (Puteoli) nel luglio dell'anno 29. Coincidenza?
Sorprendente è anche ciò che M. Valtorta chiama “le rovine ciclopiche dell'antica Hatzor" [3.160]. Certo, la scoperta del luogo risale al 1870, ma è stato necessario attendere la campagna di scavi iniziata nel 1955 (prosegue ancora nel 2008) per avere un'idea della sua estensione. Nessuno (prima di M. Valtorta nel 1945) ne aveva evocata la grandezza. Gli scavi coprono oggi una superficie di 80 ettari e costituiscono il più vasto cantiere archeologico di Israele!
Altrove M. Valtorta descrive a lungo il luogo in cui avviene l'elezione apostolica: " ... una gola fra le colline … Fra l'una e l'altra collina rocciosa, scabra, che si apre a picco come un fiordo ... " [3.164]; e nel capitolo successivo scrive che Gesù “... scende, perché la sua caverna è la più alta. entrando di volta in volta nelle grotte ... " [3.165]. La descrizione è così dettagliata che il ricercatore può localizzare queste grotte molto prima di sapere, circa mille pagine dopo [360.6], che si tratta delle grotte di Arbela.
Lo stesso per il monte del sermone sulla Montagna: “Poi il monte ha un altro balzo in altezza e sale con una salita piuttosto accentuata fino ad un picco, che poi si abbassa per rialzarsi di nuovo con un picco simile. in una bizzarra forma di sella" [3.169]. "La collina ha la vetta in forma di giogo, anzi, è più chiaro, in forma di gobba di cammello ... " [3.174]. La descrizione designa senza equivoco il luogo chiamato le Corna di Hattin.
Quando più oltre M. Valtorta menziona un monte che "alle spalle di Efraim è proprio un gigante verde che domina sugli altri" [8.552], non può essere che l'attuale Tel Asour", che con i suoi 1011 metri è il punto culminante della Giudea-Samaria.
Sono centinaia gli esempi che si raccolgono lungo tutta l'opera, sebbene questa scienza passi inosservata alla prima lettura. Tuttavia l'estrema esattezza geografica non è affatto il solo "enigma Valtorta".

La fuga in Egitto.
Quando Maria Valtorta descrive il soggiorno della Santa Famiglia in Egitto sembra dapprima che ne ignori l'esatta localizzazione. Scrive: "Il luogo è in Egitto. Non ho dubbi, perché vedo il deserto e una piramide" [1.036], e un po' oltre: " ... il sole cala verso le sabbie nude, e un vero incendio invade tutto il cielo dietro la piramide lontana"[1.036]. "La piramide sembra più scura" [1.036]. Bisogna arrivare al volume seguente per apprendere che la fuga era terminata a Matarea: " ... non Lui che era fuggito oltre Matarea" [2.119]; "E sarà più triste del tuo primo genetliaco in Matarea" [2.133]; e poi al volume 4°: "Per quanto la bontà del Signore ci avesse fatto men duro l'esilio a Matarea, in mille modi" [4.247].
Matarea (oggi EI Matariya) è un quartiere dell'antica città di Heliopolis, posta a 20 Km a nord/nord-est delle tre piramidi di Gizeh. Era una terra ospitale per gli ebrei perseguitati, e ai tempi di Gesù vi dimorava una importante colonia giudaica.
La menzione più antica di Matarea come rifugio della Santa Famiglia proviene dal vangelo gnostico detto "di Tommaso" del 2° secolo. Dopo quest'epoca, e fino ad oggi, si venera in questo luogo la "fontana della Vergine" e "l'albero di Maria", ricordati peraltro nel testo di M. Valtorta. Henri de Beauvau, nel Voyage au Levant (1615), nomina questo luogo: "La Matarea, luogo dove la Vergine si salvò con il suo caro figlio sfuggendo alla persecuzione di Erode ... ". Cornelis de Bruyn passa per Matarea nel 1685 e spiega: "È qui che si crede che Giuseppe e Maria scelsero la loro dimora quando si ritirarono in Egitto ... ".
Perché M. Valtorta vede in questo luogo una sola delle tre piramidi? Bisogna rilevare che le piramidi di Gizeh erano orientate a sud-ovest/nord-est. Matarea si trova esattamente sul loro asse e dunque, solo in questo stretto settore, la piramide di Cheope nasconde effettivamente quelle di Chefren e di Micerino, situate proprio dietro di essa! L'utilizzo di un semplice articolo al singolare - "la" piramide - apporta un forte indice di autenticità alla visione di questa scena da parte di M. Valtorta.
 
La foresta pietrificata.
Nel volume 4° [4.248], Gesù rievoca la sua prima infanzia in Egitto: " ... foreste pietrificate che si vedono sparse per la valle del Nilo e nel deserto egiziano. Erano boschi e boschi di piante vive ... Poi, per una ignota causa, come cose maledette, esse si sono non solo disseccate, come fanno le piante ... , ma pietra sono divenute. Pietra. La silice del suolo sembra essere salita per un sortilegio dalle radici al tronco, ai rami, alle fronde ... ".
Queste foreste fossili sussistono ancora ai nostri giorni e specialmente quella situata a 17 km a sud-est di Matarea. Si tratta di Al-Ghaba Al-Motahagguéra (la foresta pietrificata) presso El Maadi. Questa foresta fu riscoperta verso il 1840 ma è rimasta poco conosciuta in Europa fino ai nostri giorni. Essa è ora molto minacciata dall'urbanizzazione e la zona restante (7 kmq) è stata classificata luogo protetto nel 1989 e fu iscritta nel patrimonio dell'Unesco nel 2003. E la teoria detta "sostituzione dalla silice" è una delle due sole teorie ritenute oggi per spiegare la formazione di questa foresta!
Nuovi elementi del dossier dell' "enigma Valtorta"!

Indagine in Fenicia.
Maria Valtorta nella sua opera, a più riprese, menziona Alessandroscene, antica città molto poco conosciuta ai nostri giorni. Ella dà descrizioni precise e dettagliate della sua posizione.
"E la marcia continua per la pianura, che si restringe sempre più per l'avanzarsi delle colline verso il litorale, tanto che dopo un altro torrente, con l'indispensabile ponte romano, la strada in pianura diviene strada nel monte, biforcandosi al ponte con una meno ripida che si dilunga verso nord-est per una valle, mentre questa, scelta da Gesù, secondo l'indicazione del cippo romano: Alessandroscène - m. V°, è una vera e propria scala nel monte roccioso ed erto che tuffa il muso aguzzo nel Mediterraneo, che sempre più si spiega alla vista man mano che si sale. Solo pedoni e somarelli percorrono quella via, quella gradinata, sarebbe meglio detto ... " (Si può leggere il seguito in 5.328).
Tutte queste descrizioni sono perfettamente esatte e verificabili oggi.
Situato all'estremo nord di Israele, Roch Hanikra (o Ras el-Nakoura) spinge le sue falesie di gesso bianco nel Mediterraneo. I pellegrini cristiani avevano denominato questo luogo Scala Tyriorum, scale di Tiro. Alessandro il Grande avrebbe fatto scavare verso il 333 a.C. queste scale (o questi gradini) per i suoi soldati e le loro cavalcature. Poi esse furono usate dalle legioni romane e dai crociati. Luogo praticamente dimenticato ai nostri giorni, non ne rimane che qualche incisione del 190 secolo ... Proprio come M. Valtorta l'ha letto sul cippo romano, la città era effettivamente posta a 5 miglia romane (m. V°) (esattamente 7,5 km) dal luogo dove iniziano le scale di Tiro, come l'hanno confermato scavi recenti (a 4 km al nord della base militare dell'ONU di Naqurah).
Ecco come era descritta questa regione nel 2007 da una guida turistica di Tiro: "Tra due promontori della costa fenicia - Ras el Bayada e Ras en Naqurah - si trovano le rovine di una considerevole città senza storia. se non che Alessandro il Grande vi dimorò dopo la cattura di Tiro. In suo onore fu costruita una città e fu chiamata Alessandroscene". Perfetta coincidenza con Maria Va1torta!.
Questa città esisteva ai tempi di Gesù, dato che il pellegrino di Bordeaux, nel 333, menziona di avervi fatto tappa. Ma nel 19° secolo non ne restava che qualche pietra.
Una semplice foto di roch Hanikra giustifica quest'altra descrizione: "Il paese è raggiunto. Un mucchietto di case di pescatori messo a ridosso di uno sperone di monte che viene verso mare" [5.318]; e: "Gesù, guardando come fa da più lati, vede perciò una catena ondulata di monti che all'estremo nord-ovest e sud-ovest tuffa l'ultima propaggine in mare: a sud-ovest col Carmelo ... ; a nord-ovest con un capo tagliente come uno sperone di nave, molto simile alle nostre Apuane per vene rocciose biancheggianti al sole" [5.325].
Maria Valtorta ha descritto perfettamente nel 1945 la costa israelo-libanese, cosÌ come un'antica città dimenticata, figurante solo su qualche raro documento antico e conosciuta attualmente da pochi specialisti!
"L'enigma Valtorta" continua ...

Coccodrilli in Giudea?
Nella sua opera Maria Valtorta nomina in più occa­sioni, con molta giustezza e coerenza, la fauna e la flora della Palestina. Ma il lettore può essere sorpreso quando, venendo da Sicaminon e avvicinandosi a Cesarea, il grup­po apostolico vede dei piccoli sauri. Lo spazio qui non consente di riportare brani del gustoso dialogo suscitato dalla presenza di quei piccoli ma voraci coccodrilli, paragonati a "grossi lucertoloni". Rimandiamo il lettore al capitolo 254 dell'opera.
La presenza di coccodrilli nella pianura di Saron certamente meraviglia e può sembrare anacronistico. Ma Plinio, nella sua Storia naturale, ricorda in questo luogo il Crocodilum flumen, e il geografo Stradone parla delle rovine di una città chiamata Krokodeilon polis (che l'archeologo R. Stieglitz ha portato alla luce nel 1999).
L'esistenza di questi piccoli coccodrilli fu confermata da molti pellegrini nel corso dei secoli. Segnaliamo Jacques de Vitry (1230), R. Pockocke (1760), o Joseph Fr. Michaud che conferma nel 1831: "questi coccodrilli sono della specie più piccola". Poi Victor Guérin nel 1883 precisa: "ci sono dei piccoli coccodrilli in questo modesto fiume, e non bisogna bagnarcisi senza precauzione .... essi erano piccoli dai cinque ai sei piedi circa di lunghezza ... dei coccodrilli sarebbero stati trasportati un tempo dall'Egitto in Palestina".
La riva e il ponte descritti da M. Valtorta [4.254] esistono anch'essi. La riva si chiama il Nahr ez Zerqa, e in Lands oJ the Bible,1881, McGarvey rileva i resti di un ponte antico, a 1,5 km dalla foce di questo fiume. Si può dunque dare credito o attenzione al dialogo che segue a questo incontro inatteso e che evidenzia il terrore provato da Marta di Betania, alla quale Gesù sembra preconizzare un futuro di donna coraggiosa [4.254].
È un dettaglio che può passare inosservato o sembrare enigmatico a lettori non francesi, ma ha senso per chi in Francia conosce l'antica tradizione provenzale delle Saintes- Maries-de-Ia - Mel'.
La Legenda aurea (Giacomo da Varazze, 1255) vi racconta che Marta, superando la sua paura, liberò i rivieraschi del Rodano, nella valle d'Avignone, dalla Tarrasque, quel drago ne dalla lunga coda che divorava uomini e bestiame. Molti storici pensano che si trattasse probabilmente di un coccodrillo. Questo animale avrebbe raggiunto il Rodano dopo il naufragio di un battello che lo trasportava verso qualche vicino anfiteatro. La Tarrasque diwnne così il simbolo di Tarascona.
Con i suoi scritti M. Valtorta, nello svelarci una curiosità storica poco conosciuta, rafforza lo. credibilità di una leggenda provenzale. Semplice e geniale ispirazione d'autore?

Tanti altri luoghi "dimenticati".
La citazione o la descrizione di numerosi luoghi della Palestina, conosciuti nel 1944 solo da qualche raro erudito, furono una delle sorprese dell'eminente specialista Padre François Paul Dreyfus. Eccone alcuni dati:
Jotapata [5.315], attuale Tel Yodefat, è perfettamente localizzata e descritta dalla Valtorta, mentre il luogo è stato riscoperto dagli archeologi solo negli anni 1992-1994.
Magdalgad, piccolo paese sulla collina [3.220], è menzionato una sola volta nella Bibbia (Giosuè 15, 37). All'epoca della Valtorta l'ubicazione era ancora controversa. Identificata ora con la moderna AI-Majdal, a circa km. 4,8 a nord-est di Ascalona (in perfetta conformità con la descrizione valtortiana), il luogo è oggi inserito nel sobborgo di Ascalona.
Lesendam. Laishem Dan, la città di La'ish, appare sotto questo nome una sola volta nella Bibbia (Giosuè 19,47). La Valtorta rievoca il passaggio di Gesù nelle vicinanze [5.330 e 5.331]. Tuttavia la riscoperta dell'antica città di Tel Dan (Tell el-Qadi), attuale nome dell'antica La'ish, non ebbe luogo che nel 1966 grazie agli scavi israeliani.
Rohob. Antica capitale del regno aramaico, la città fu ostile a David. La Bibbia (Giudici 18,28) la situa nella regione di Laïsh, ma la posizione esatta resta ancora oggi sconosciuta. Alcuni congetturano che essa sarebbe l'attuale Hunin, ad una decina di chilometri a ovest di Banias, il che ben corrisponde alla menzione valtortiana per bocca di un pastore [5.330]: "lo pascolo tra Rohob e Lesemdan, proprio sulla strada che è di confine fra qui e Neftali".
Doco. Ecco una città oggi totalmente scomparsa e dimenticata. Eppure la Valtorta la menziona una quindicina di volte nella sua opera come luogo di passaggio o di in­contro per chi costeggia il Giordano da nord a sud, attra­versa la Giudea da Betel a Gerico, o va verso la Decapoli venendo da Gerusalemme. Si tratta senza alcun dubbio di A'im Duk, situata ai piedi nord-est del Jebel Karantal. C'era lì, ai tempi di Gesù, una fortezza chiamata Docus dai romani. Fu lì che Simone Maccabeo fu invitato ad un banchetto dal genero Tolomeo e fu trucidato nel 135 a.C. (1 Maccabei 16, 11-17).
Ramot. Ramoth en Galaad o Ramoth Gileat era, con Betser e Golan, una delle tre città di rifugio della Transgiordania date ai Leviti. Numerose volte menziona­ta nella Bibbia, l'ubicazione esatta di questa città è sempre stata discussa. Sono stati proposti tre siti principali: Tell er-Rumeith che fu scavata nel 1960 e comprende delle vestigia dell'Età del Ferro. Tuttavia alcuni pensano che il sito era troppo piccolo per corrispondere alla de­scrizione biblica. Tell el-Husn è un'altra possibilità, ma un cimitero mussulmano postovi sopra impedisce ogni scavo. La terza candidata è Ar-Ramtha, ma anche là, la città moderna sortavi sopra rende impossibili gli scavi. Nell'opera valtortiana Gesù con i suoi, venendo da Gerico e recandosi a Gerasa, fa tappa a Ramoth. Un mercante che li accompagna dice a Maria: "Vedi, o Donna, quel paese? È Ramot. Là ci fermeremo ... " [4.286]. Con la descrizione e uno schizzo manoscritto [4.287] la Valtorta situa Ramot nel luogo dell'attuale Es Salt, esattamente a metà percorso tra Gerico e Gerasa, tagliando questo percorso in due lunghe tappe di 33 km ciascuna. Ed è ancora più notevole quando si scopre che Es Salt è riconosciuta oggi dagli ar­cheologi come il luogo più probabile per Ramot!
Sarebbe sicuramente possibile moltiplicare tali esempi, ma gli argomenti "sorprendenti" in quest'opera sono ancora così tanti che è necessario fermarsi. Segnaliamo solo che Maria Valtorta menziona con il loro nome più di 300 località, monti, fiumi, regioni e altri dati geografici, e li localizza con esattezza, il che è già notevole. Un'analisi completa richiederà un'opera voluminosa.
Vorrei solo richiamare l'attenzione su un fatto ancora più inaspettato. Uno studio più approfondito sul testo dell'opera valtortiana permette di identificare numerosi altri luoghi senza storia e dei quali la Valtorta non conosce nemmeno il nome. Questi luoghi, sconosciuti dalle enciclopedie bibliche per il semplice fatto del loro anonimato, non possono dunque apparire nelle ricerche basate su una semplice indicizzazione del testo. Ora le descrizioni di questi luoghi anonimi si rivelano assolutamente esatte ogni volta che le nostre conoscenze attuali permettono di identificarli, sia che si tratti di corsi d'acqua, o di strade romane, o di monti, o delle più umili colline, o dei più modesti villaggi. Spesso la Valtorta, quando prova qualche difficoltà nel trovare le parole per descrivere ciò che "vede", aggiunge uno schizzo sul suo manoscritto. Tali disegni, benché tecnicamente molto maldestri, sono tuttavia preziosi per perfezionare certe descrizioni.
Maria Valtorta raggiunge anche un grado tale di precisione e di esattezza che io personalmente non ho mai riscontrato nei numerosi autori di racconti di viaggi in Terra Santa, da me consultati durante questo studio. Potrei fornirne molti esempi, ma per esigenze di spazio posso darne uno solo.
Nella primavera del secondo anno, Gesù con i suoi va in pellegrinaggio al Tempio per l'esame della maggiore età di Margziam e per la festa di Pasqua. Si avvicinano a Betel, venendo da Sichem: " ... una nuova salita molto ripida ... Giunti alla cima, ecco in lontananza splendere, già distintamente, un mare lucente, sospeso sopra un agglomerato bianco ... " [3.194]. Gesù dice allora a Margziam:
"Vedi quel punto d'oro? È la Casa del Signore. Là tu giurerai di ubbidire alla Legge". Sapendo che sono a 25 km da Gerusalemme, questa osservazione di Gesù potrebbe sorprenderci.
Ora, secondo i racconti dei pellegrini dei secoli passati, Gerusalemme (e dunque il Tempio) era visibile da molto lontano per chi veniva dal nord. Ma la testimonianza di Léonie de Bazelaire (Chevauchée en Palestine, 1899, p. 93) non lascia spazio al dubbio. Infatti, venendo da Nablus, dice di scorgere Gerusalemme come "massa biancastra in lontananza" da una collina che precede Betel, in esatta conformità con l'indicazione dataci dalla Valtorta.
Gli esempi, che si possono moltiplicare, permettono di comprendere ciò che disse Gesù a Maria Valtorta: "Giorni or sono dicesti che muori col desiderio inappa­gato di vedere i Luoghi Santi. Tu li vedi, e come erano quando lo li santificavo con la mia presenza. Ora, dopo venti secoli di profanazioni venute da odio o da amore, non sono più come erano. Perciò pensa che tu li vedi e chi va in Palestina non li vede" (I quaderni del 1944, 3 marzo).
Il lettore attento avrà notato che le descrizioni sono molto minuziose nei primi volumi e più contenute negli ultimi volumi, in conformità con le parole di Gesù alla scrittrice [5.297]: "Ti autorizzo ad omettere le descrizioni dei luoghi. Tanto abbiamo dato per i ricercatori curiosi. E saranno sempre 'ricercatori curiosi'. Nulla più. Ora basta. La forza fugge. Serbala per la parola. Con lo stesso animo col quale constatavo l'inutilità di tante mie fatiche, constato l'inutilità di tante tue fatiche. Perciò ti dico: serbati solo per la parola".
Non c'è dubbio che l'opera di Maria Valtorta possa perfino essere l'origine di nuove scoperte archeologiche, quando gli specialisti in questo ambito avranno più pienamente preso coscienza della pertinenza e della ricchezza delle sue descrizioni.

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/enigma.htm



LE PROFEZIE DI MARIA VALTORTA (2)

"Ti ho già detto che quanto è detto negli antichi libri ha un riferimento nel presente. È come se una serie di specchi ripetesse, portandolo sempre più avanti, uno spettacolo visto più addietro. Il mondo ripete se stesso negli errori e nei ravvedimenti, con questa differenza però: che gli errori si sono sempre più perfezionati con l’evoluzione della razza verso la cosiddetta civiltà, mentre i ravvedimenti sono divenuti sempre più embrionali. Perché?
Perché, col passare del mondo dall’età fanciulla ad età più completa, sono cresciute la malizia e la superbia del mondo. Ora siete nel culmine dell’età del mondo e avete raggiunto anche il culmine della malizia e della superbia. Non pensare però che avete ancora tanto da vivere quanto siete vissuti. Siete al culmine, e ciò dovrebbe dire: avete altrettanto da vivere. Ma non sarà.
La parabola discendente del mondo verso la fine non sarà lunga come quella ascendente. Sara un precipitare nella fine. [La fine dei tempi, la fine del tempo delle nazioni; poi verrà il Regno di Dio sulla Terra, un’unica Nazione, un unico popolo, un’ unica Fede]. Vi fanno precipitare appunto malizia e superbia. Due pesi che vi trascinano nel baratro della fine, al tremendo giudizio. Superbia e malizia, oltreché trascinarvi nella parabola discendente, vi ottundono talmente lo spirito da rendervi sempre più incapaci di fermare, col ravvedimento sincero, la discesa",
"I Quaderni del 1943", pagg. 226 - 227

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"La battaglia fra Me e lui non avrà fine altro che quando l'uomo sarà giudicato in tutti i suoi esemplari. E la vittoria finale sarà mia ed eterna. Ora la Belva infernale, sempre vinta e sempre più feroce per esser vinta, mi odia di odio infinito e sconvolge la Terra per ferire il mio Cuore. Ma Io sono il Vincitore di Satana. Là dove egli insozza, Io passo col fuoco dell’amore a mondare. E se con inesausta pazienza non avessi continuato la mia opera di Maestro e Redentore, ormai sareste tutti dei demoni".
"I Quaderni del l943", pag. 615

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"E in verità vi dico che ora è un momento in cui, per ordine del padre della menzogna, i suoi figli mietono fra le anime, che erano create per Me e che inutilmente ho fertilizzate col mio Sangue. Messe abbondante più che ogni diabolica speranza concepisse, e i Cieli fremono per il pianto del Redentore che vede la rovina dei due terzi del mondo dei cristiani. E dire due terzi è ancora poco".
"I Quaderni del 1943", pag. 395

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"Se il mondo fosse misericordioso!... Il mondo possederebbe Iddio, e ciò che vi tortura cadrebbe come foglia morta. Ma il mondo, e nel mondo specie i cristiani, hanno sostituito l’Amore con l’Odio, la Verità con l’Ipocrisia, la Luce con le Tenebre, Dio con Satana. E Satana, là dove lo seminai Misericordia e la crebbi col mio Sangue, sparge i suoi triboli e li fa prosperare col suo soffio d’inferno. Verrà la sua ora di sconfitta. Ma per ora viene Lui perché voi lo aiutate. Beati però coloro che sanno rimanere nella Verità e lavorare per la Verità. La loro misericordia avrà il premio in Cielo".
"I Quaderni del 1943", pag. 213

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"Le guerre vengono" da Satana che sa che i tempi stringono e che questa. [II guerra mondiale] è una delle lotte decisive che anticipano la mia venuta. Sì. Dietro il paravento delle razze, delle egemonie, dei diritti, dietro il movente delle necessità politiche, si celano, in realtà, Cielo e Inferno che combattono fra loro. E basterebbe che metà dei credenti nel Dio vero, ma che dico? meno di questo, meno di un quarto dei credenti,  fosse realmente credente nel mio Nome perché le armi di Satana venissero domate. Ma dove è la Fede?"
"I Quaderni del 1943", pagg. 24 - 25

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"Considera il mio Fulgore e la mia Bellezza rispetto alla nera mostruosità della Bestia. Non avere paura di guardare anche se è spettacolo repellente. Sei fra le mie braccia. Esso non può accostarsi e nuocerti. Lo vedi? Non ti guarda neppure. Ha già tante prede da seguire. Ora ti pare che meriti lasciare Me per seguire lui?.
Eppure il mondo lo segue e lascia Me per lui. Guarda come è satollo e palpitante. É la sua ora di festa. Ma guarda anche come cerca l’ombra per agire. Odia la Luce, e si chiamava Lucifero! Lo vedi come ipnotizza coloro che non sono segnati dal mio Sangue?! Accumula i suoi sforzi perché sa che è la sua ora e che si avvicina l’ora mia in cui sarà vinto in eterno. La sua infernale astuzia e intelligenza satanica sono un continuo operare di Male, in contrapposto al nostro uno e trino operare di Bene, per aumentare la sua preda.
Ma astuzia e intelligenza non prevarrebbero se negli uomini fossero il mio Sangue e la loro onesta volontà. Troppe cose mancano all’uomo per avere armi da opporre alla Bestia, ed essa lo sa e apertamente agisce, senza neppure più velarsi di apparenze bugiarde. La sua schifosa bruttezza ti spinga ad una sempre maggiore diligenza e a una sempre maggiore penitenza. Per te e per i tuoi disgraziati fratelli che hanno l’anima orba o sedotta e non vedono, o vedendolo, corrono incontro al Maligno, pur di averne l'aiuto di un’ora da pagare con una eternità di dannazione".
"l Quaderni del l943", pag. 224

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"Guai alla terra se venisse un giorno in cui l’occhio di Dio non potesse più scegliere fra i figli dell’uomo gli esseri predestinati ad essere i miei portatori di Luce e di Voce! Guai! Vorrebbe dire che fra i miliardi di uomini non vi e più un giusto e un generoso, poiché i predestinati sono fra i giusti che mai offesero Giustizia, e i generosi che hanno superato tutto, se stessi per primi, per servire Me".
"I Quaderni del 1943", pag. 409

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La Gerusalemme di cui parla Isaia è quaggiù la mia Chiesa, anticamera della celeste Gerusalemme. In essa è abbondanza non di ricchezze umane, ma di tesori divini di Perdono e di Scienza, come nella celeste Gerusalemme sono tesori divini di beatitudini. Nessuna forza umana potrà, come turbine, devastare la mia Chiesa al punto di distruggerla. Io sarò con lei, a far da piolo e da corda.
Quando l’ora sarà, in cui la terra cesserà d’essere, dagli angeli sarà trasportata in Cielo la mia Chiesa, che non può perire perché cementata dal Sangue di un Dio e dei suoi santi.
"I Quaderni del 1943", pag. 330 (vedi il capitolo "l’Anticristo").

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Un popolo, dice Isaia, sarà colpito dalla spada di Giustizia. Ma saranno molti di più, poiché il mondo ha fornicato col demonio in molte sue parti. Ed altre ancora sono in procinto di peccare, nonostante tutto quanto Io ho operato per tenerle nella via della Vita. Pregare, pregare, pregare molto per impedire nuove condanne, originate da nuove fornicazioni. I demoni... oh! i demoni sono già là dove Io punirò.Sono i demoni, insediati da padroni nei cuori, quelli che portano a morte le nazioni.
E vi sono popoli in cui pochi cuori non siano dimora dei demoni: legioni e legioni demoniache muovono, come  fantocci, intere nazioni. E come posso Io regnare là dove i cuori si sono fatti dimora dei figli di Lucifero? Altre applicazioni ha la parola profetica, ma Io ho voluto fartela vedere con riferimenti all’ora che vivete. Né dirti di più per non accasciarti di più. Prega. Il tuo Dio ti aprirà le porte prima che tu conosca il massimo orrore [infatti Maria Valtorta mori ne1 1961]".
"I Quaderni del 1943", pag. 330

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"... questa non è guerra di uomini ma di Satana contro gli spiriti. Né ne sono vittime unicamente chi perisce in battaglia o sotto le macerie di una casa. Sono vittime della lotta di Satana agli spiriti anche, e soprattutto, coloro che perdono fede e speranza e carità, e non la vita di un’ora mortale perdono, ma la Vita eterna, morendo alla Grazia di Dio".
"I Quaderni del l944", pag. 353

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"Vorreste che Io venissi e mi mostrassi per terrorizzare e incenerire i colpevoli. O miseri! Non sapete quello che chiedete! Purtroppo verrò. Dico: "Purtroppo", perché la mia sarà  venuta di Giudizio e giudizio tremendo. Avessi a venire per salvarvi non direi così e non cercherei di allontanare i tempi della mia venuta, ma anzi mi precipiterei con ansia per salvarvi ancora.
Ma il mio secondo avvento sarà avvento di Giudizio severo, inesorabile, generale, e per la maggior parte di voi sarà giudizio di condanna. Non sapete quello che chiedete. Ma se anche Io mi mostrassi, dove è nei cuori, e specie in quelli maggiormente colpevoli delle sciagure di ora, quel tanto residuo di fede e di rispetto che li farebbe curvare col volto a terra per chiedermi pietà e perdono?
No, figli che chiedete al Padre vendetta mentre Egli è Padre di perdono! Se anche il mio Volto balenasse nei vostri cieli e la mia Voce, che ha fatto i mondi, tuonasse da oriente ad occidente, le cose non muterebbero. Ma soltanto un nuovo coro blasfemo di insulti, ma soltanto una nuova ridda di ingiurie sarebbero lanciati contro la mia Persona. Ripeto: potrei fare un miracolo e lo farei se sapessi che poi voi vi pentite e divenite migliori.
Voi, grandi colpevoli che portate i piccoli a disperare e a chiedere vendetta, e voi, piccoli colpevoli che chiedete  vendetta. Ma né voi, grandi colpevoli, né voi, piccoli colpevoli, vi pentireste e non diverreste migliori dopo il miracolo. Calpestereste anzi, in una furia di gioia colpevole, i corpi dei puniti, demeritando subito al mio cospetto, e vi montereste sopra per opprimere, a vostra volta, da quel trono fondato su una punizione. Questo vorreste. Che Io colpissi per potere colpire a vostra volta.
Io sono Dio e vedo nel cuore degli uomini e perciò non vi ascolto in questo. Non voglio che vi danniate tutti. I grandi colpevoli sono già giudicati, Ma voi tento di salvarvi. E quest’ora, per voi, è vaglio di salvezza. Cadranno in potere del Principe dei demoni coloro che già hanno in loro la zizzania del demoni, mentre coloro che hanno in cuore il grano di frumento germinante l’eterno Pane, germoglieranno in Me in vita eterna".
"I Quaderni del 1943", pagg. 26 - 27

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LE PROFEZIE DI MARIA VALTORTA (1)

(I testi sono dell'edizione 1985)

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"Maria: è l’ora delle tenebre. Le cose si compiono come in sogno te le ho mostrate.
Non è arrivato fin troppo presto il momento della sicura conoscenza? Prega con tutta te stessa, perché il momento è tremendo per se stesso e per le conseguenze. Se le persone sapessero riflettere, si sforzerebbero ad essere buone per piegare la Bontà in loro favore. Invece e sempre la stessa parola che devo dire: l’egoismo le domina. Perciò preghiere, sacramenti e sacramentali, resi impuri dall’egoismo, non hanno potere contro Lucifero che sconvolge il mondo".
"I Quaderni del 1943", pag. 218

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Dice Gesù:
Se si osservasse per bene quanto da qualche tempo avviene, e specie dagli inizi di questo secolo che precede il secondo mille, si dovrebbe pensare che i sette sigilli sono stati aperti.
Mai come ora Io mi sono agitato per tornare fra voi con la mia Parola a radunare le schiere dei miei eletti per partire con essi e coi miei angeli a dare battaglia alle forze occulte che lavorano per scavare all’umanità le porte dell’abisso.
Guerra, fame, pestilenze, strumenti di omicidio bellico – che sono più che le bestie feroci menzionate dal Prediletto – terremoti, segni del cielo, eruzioni dalle viscere del suolo e chiamate miracolose a vie mistiche di piccole anime mosse dall’Amore, persecuzioni contro i miei seguaci, altezze d’anime e bassezze di corpi, nulla manca dei segni per cui può parervi prossimo il momento della mia Ira e della mia Giustizia.
Nell’orrore che provate, esclamate: ‘Il tempo è giunto; e più tremendo di così non può divenire!’. E chiamate a gran voce la fine che ve ne liberi.
La chiamano i colpevoli, irridendo e maledicendo come sempre; la chiamano i buoni che non possono più oltre vedere il Male trionfare sul Bene.
Pace miei eletti! Ancora un poco e poi verrò.
La somma di sacrificio necessaria a giustificare la creazione dell’uomo e il Sacrificio del Figlio di Dio non è ancora compiuta.
Ancora non è terminato lo schieramento delle mie coorti e gli Angeli del Segno non hanno ancora posto il sigillo glorioso su tutte le fronti di coloro che hanno meritato d’essere eletti alla gloria.
L’obbrobrio della terra è tale che il suo fumo, di poco dissimile da quello che scaturisce dalla dimora di Satana, sale sino ai piedi del trono di Dio con sacrilego impeto.
Prima della apparizione della mia Gloria occorre che oriente e occidente siano purificati per essere degni dell’apparire del mio Volto.
Incenso che purifica e olio che consacra il grande, sconfinato altare - dove l’ultima Messa sarà celebrata da Me, Pontefice eterno, servito all’altare da tutti i santi che cielo e terra avranno in quell’ora - sono le preghiere dei miei santi, dei diletti al mio Cuore, dei già segnati del mio Segno: della Croce benedetta, prima che gli angeli del Segno li abbiano contrassegnati.
E’ sulla terra che il segno si incide ed è la vostra volontà che lo incide.
Poi gli angeli lo empiono di un oro incandescente che non si cancella e che fa splendere come sole la vostra fronte nel mio Paradiso.
Grande è l’orrore di ora, diletti miei; ma quanto, quanto, quanto ha ancora da aumentare per essere l’Orrore dei Tempi ultimi!
E se veramente pare che assenzio sia mescolato al pane, al vino, al sonno dell’uomo, molto, molto, molto altro assenzio deve ancora gocciare nelle vostre acque, sulle vostre tavole, sui vostri giacigli prima che abbiate raggiunto l’amarezza totale che sarà la compagnia degli ultimi giorni di questa razza creata dall’Amore, salvata dall’Amore e che si è venduta all’Odio.
Che se Caino andò ramigando sulla terra per avere ucciso un sangue, innocente, ma sempre sangue inquinato dalla colpa d’origine, e non trovò chi lo levasse dal tormento del ricordo perché il segno di Dio era su di lui per suo castigo – e generò nell’amarezza e nell’amarezza visse e vide vivere e nell’amarezza morì – che non deve soffrire la razza dell’uomo che uccise di fatto e uccide, col desiderio, il Sangue innocentissimo che lo ha salvato?
Dunque pensate pure che questi sono i prodromi, ma non è ancora l’ora.
Vi sono i precursori di colui che ho detto potersi chiamare: ‘Negazione’, ‘Male fatto carne’, ‘Orrore’, ‘Sacrilegio’, ‘Figlio di Satana’, ‘Vendetta’, ‘Distruzione’, e potrei continuare a dargli nomi di chiara e paurosa indicazione.
Ma egli non vi è ancora.
Sarà persona molto in alto, in alto come un astro umano che brilli in un cielo umano. Ma un astro di sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.
Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato.
Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l’Oscuro.
L’Anticristo, per superbia di un‘ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.
A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti d’orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stessi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono, che fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono Io.
Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana ha dato ad esso ogni potere, e specie ogni potere di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo. Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana e cercherà altri aiuti nei nemici del Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare disperazione nelle folle, lo aiuteranno sinchè Dio non dirà il suo ‘Basta’ e li incenerirà col fulgore del suo aspetto.
Molto, troppo – e non per sete buona e per onesto desiderio di porre riparo al male incalzante, ma sibbene soltanto per curiosità inutile – molto, troppo si è arzigogolato, nei secoli, su quanto Giovanni dice nel Cap. 10 dell’Apocalisse. Ma sappi, Maria, che Io permetto si sappia quanto può essere utile sapere e velo quanto trovo utile che voi non sappiate.
Troppo deboli siete, poveri figli miei, per conoscere il nome d’onore dei ‘sette tuoni’ apocalittici.
Il mio Angelo ha detto a Giovanni: “Sigilla quello che han detto i sette tuoni e non lo scrivere”.
Io dico che ciò che è sigillato non è ancora ora che sia aperto e se Giovanni non lo ha scritto Io non lo dirò.
Del resto non tocca a voi gustare quell’orrore e perciò…
Non vi resta che pregare per coloro che lo dovranno subire, perché la forza non naufraghi in essi e non passino a far parte della turba di coloro che sotto la sferza del flagello non conosceranno penitenza e bestemmieranno Iddio in luogo di chiamarlo in loro aiuto.
Molti di questi sono già sulla terra e il loro seme sette volte sette più demoniaco di essi.
Io, non il mio angelo, Io stesso giuro che quando sarà finito il tuono della settima tromba e compito l’orrore del settimo flagello, senza che la razza di Adamo riconosca il Cristo Re, Signore, Redentore e Dio, e invocata la sua Misericordia, il suo Nome nel quale è la salvezza, Io, per il mio Nome e per la mia Natura, giuro che fermerò l’attimo dell’eternità. Cesserà il tempo e comincerà il Giudizio. Il Giudizio che divide in eterno il Bene dal Male dopo millenni di convivenza sulla terra.
Il Bene tornerà alla sorgente da cui è venuto. Il Male precipiterà dove è già stato precipitato dal momento della ribellione di Lucifero e da dove è uscito per turbare la debolezza di Adamo nella seduzione del senso e dell’orgoglio.
Allora il Mistero di Dio si compirà. Allora conoscerete Iddio. Tutti, tutti gli uomini della terra, da Adamo all’ultimo nato, radunati come granelli di rena sulla duna del lido eterno, vedranno Iddio Signore, Creatore, Giudice, Re.
"I Quaderni del 1943" 20.8.43. Pagine da 145 a 149

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AFORISMI, PENSIERI E RIFLESSIONI...IN ALLEGRIA E SERENITA'




E sii grato per tutto quello che hai, la gratitudine è importante. L’universo ama le persone grate, più siete grati, più l’Universo vi darà cose per cui ringraziare.
(Louise L. Hay, Puoi guarire la tua vita)
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Avete il pennello, avete i colori,
dipingete voi il paradiso e poi entrateci.
(Nikos Kazantzakis)
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__cromoterapia-guarire-colori.php?pn=1597







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Non disprezzate la sensibilità di alcuno.
La sensibilità di ogni uomo è il suo genio.
(Charles Baudelaire)
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__le-persone-sensibili-hanno-una-marcia-in-piu.php?pn=1597
 









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La nostra testa può funzionare al meglio
soltanto se abbiamo cura
del nostro corpo e del nostro stile di vita.
Tutti gli studi oramai confermano che tra mente e fisico
c'è un rapporto di interdipendenza molto forte,
a tal punto che molti disturbi psichiatrici
possono essere curati a livello corporeo.
La Medicina Funzionale e la Biologia dei Sistemi
sono le discipline sulle quali si fonda la Ultramind Solution,
il programma di guarigione del Dottor Hyman.
Questo programma, in sette tappe,
agisce sugli squilibri chimici all'origine di molti disturbi
come la depressione e l'ansia.
Il percorso ci insegna a prenderci cura
di tutti i componenti fisici del nostro equilibrio mentale: alimentazione, equilibrio ormonale, metabolismo e tanti altri.
La tua testa non è il problema.
Cura il sistema chimico generale del tuo corpo
e dona nuova vita al tuo cervello.
Grazie ai consigli del Dottor Hyman
puoi raggiungere uno stato di salute ottimale
senza dover fare ricorso alla dipendenza dalle medicine.
(Mark Hyman - La Soluzione per la Tua Testa)
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la-soluzione-per-la-tua-testa.php?pn=1597
 









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E' semplice rendere le cose complicate,
ma è complicato renderle semplici.
(Legge di Mayer)
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__l-arte-della-semplicita.php?pn=1597
 











Ogni persona è come un gioiello: alcuni sono come i diamanti allo stato grezzo e hanno bisogno di essere lucidati, altri brillano perfino nell'oscurità.
(Vianna Stibal) ♥♥♥
http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_vianna_stibal.php?pn=1597
 










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Consapevolezza è distacco da situazioni e persone che ci rubano troppa energia.
(Anthony De Mello)
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__messaggio_per_unaquila_che_si_crede_un_pollo.php?pn=1597











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Quando accade qualcosa
che fa soffrire profondamente
è facile sentirsi perduti.
Che si tratti della salute, del lavoro,
di un rovescio finanziario o della perdita degli affetti,
un'esperienza negativa
è vissuta spesso come una minaccia alla vita stessa:
genera sentimenti di inquietudine,
paura o delusione e induce a tentare di resistere
o di opporsi al cambiamento.
Neale Donald Walsch parla al cuore
di tutte le persone ferite
o disorientate dai mutamenti
che si sono trovate ad affrontare,
e a quanti vorrebbero aiutarle.
Con questa lunga e amichevole conversazione,
Walsch invita ognuno a compiere un cammino che,
attraverso tappe successive,
conduce a una nuova e piena consapevolezza
del significato del cambiamento
e delle opportunità di crescita che sempre racchiude,
anche quando si presenta come un ostacolo,
una pena, una difficoltà.
(Neale Donald Walsh - Quando Tutto Cambia, Cambia Tutto)
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__quando-tutto-cambia-cambia-tutto.php?pn=1597
 














Un Mattino Dio chiamò a se i suoi Dodici figli e in ognuno di essi cosparse il seme della mente Umana.
Uno dopo l’altro essi fecero un passo in avanti per ricevere il dono che era stato loro riservato:

A te Ariete per primo do il Mio Seme a te l’onore di poterlo piantare, Per ogni seme che pianterai più di un milione ne spunteranno nelle tue mani; Non avrai il tempo di raccoglierne i frutti, Sarai il primo a penetrare nei meandri delle menti Umane portando la Mia Idea ; non è tuo compito però nutrire tale Idea o metterla in dubbio. La tua Vita è Azione. Inizio; affinché tu possa eseguire bene il tuo compito ti farò dono della fiducia in te stesso; con Calma Ariete fece un passo indietro è tornò al proprio posto

A te Toro do il potere di trasformare il Seme in sostanza il tuo compito è grande e richiede molta pazienza ,dovrai portare a compimento tutto ciò che è stato iniziato o i semi saranno spazzati via dal vento, Adempiendo a ciò non dovrai fare domande e non dovrai cambiare idea giunto a metà del lavoro e sopratutto non dovrai dipendere da nessuno a questo scopo ti farò dono della Forza; usala saggiamente, e Toro fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

A te Gemelli do le domande senza darti anche le risposte cercherai con sforzo di comprendere l’alternanza, il vero e il falso; attraverso la tua faticosa ricerca troverai il mio dono: la Conoscenza; Gemelli fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

A te Cancro do il compito di conoscere e far conoscere la sensibilità emotiva, conoscerai il riso e il pianto e svilupperai la pienezza interiore, non temerla , non nasconderla , a questo scopo ti farò dono della Famiglia in modo che la tua pienezza possa moltiplicarsi; e Cancro fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

A te Leone do il compito di rivelare al mondo la mia Creazione in tutto il suo splendore , ma attento all’orgoglio si tratta della Mia creazione non della tua ,se ti scorderai di ciò provocherai competizione e qualcuno ti disprezzerà , ma vi sarà molta gioia nel lavoro che ti affido ma solo se imparerai la modestia per questo ti farò dono dell’Onore. E Leone fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

A te Vergine richiedo un esame dettagliato di tutto ciò che gli uomini fanno della mia creazione ,esamina minuziosamente i loro metodi e scopri i loro errori in modo che attraverso te, essi si
perfezionino sempre più ; a questo scopo ti farò dono della Purezza di Pensiero e Vergine tornò al proprio posto.

A te Bilancia affido la lezione di servire il prossimo in modo che l’uomo possa ricordarsi dei propri doveri nei confronti degli altri e attraverso te imparare a cooperare e a comprendere anche il lato negativo delle proprie azioni , Il tuo posto sarà ovunque vi sia discordia , per ricompensarti dei tuoi sforzi ti farò dono dell’ Amore; Bilancia fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

A te Scorpione affido un compito estremamente difficile dovrai imparare a conoscere la mente Umana, ma non ti permetto di poter comunicare ciò che apprenderai, molte volte sarai addolorato per ciò che vedrai e sentirai e nel tuo dolore ti allontanerai sempre più da Me, dimenticando che la causa del tuo dolore non sono Io ; ma la perversione Umana della mia Idea , conoscerai talmente tante cose dell’uomo che finirai per assomigliarlo ad una bestia , lotterai talmente tanto con gli istinti presenti in te stesso che finirai per smarrirti lungo la strada , ma quando finalmente tornerai a Me ti farò dono della Fermezza ; e Scorpione fece un passo indietro e tornò al proprio posto

A te Sagittario chiedo di divertire l’Uomo perché fraintendendo la mia Idea, egli, non debba finire con l’amareggiarsi. Attraverso la gioia infonderai nell’uomo la speranza e tramite essa l’uomo rivolgerà nuovamente lo sguardo verso di Me . Verrai in contatto con molte vite anche se solo per pochi momenti e conoscerai l’insoddisfazione che si cela in ognuna di esse . A te offrirò il dono dell’Abbondanza in modo che tu possa diffonderla portando luce in ogni angolo di oscurità ; e Sagittario fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

A te Capricorno, richiedo il sudore della tua fronte in modo che tu possa insegnare all’Uomo a lavorare Il tuo compito non è facile, poiché conoscerai l’irresponsabilità di alcuni , e la fatica di tutti gli esseri che mi servono , a te faccio dono della Responsabilità e Capricorno fece un passo indietro e tornò al proprio posto .

A te Aquario dono l’intuizione del significato di futuro , in modo che l’uomo possa comprendere che esistono molte possibilità , solleciterai l’Uomo a guardare verso nuove aperture ma soffrirai un poco di solitudine poiché non ti permetterò di personificare il mio Amore, ti farò dono della Libertà ,così potrai continuare a servire l’umanità ogni volta che avrà bisogno di te ; E Aquario fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

A te Pesci affido il compito più difficile, Le tue lacrime saranno le Mie lacrime, ma le pene che assorbirai in te sono l’effetto del fraintendimento della mia Idea da parte dell’Uomo , svilupperai la Compassione nei suoi confronti e gliela mostrerai in modo che esso possa capire di avere un’altra opportunità e ritentare nuovamente ; per questo compito così difficile sarai ricompensato con la capacità di Intuire il Mio disegno , ma questo dono è per te ; se cercherai di comunicarlo agli altri, essi non ti ascolteranno : Pesci fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

Allora Dio disse : Ognuno di voi possiede una parte della Mia Idea ma non dovete scambiare una parte con il tutto ,ne Desiderare di scambiarvi le parti gli uni con gli altri, Ognuno di voi è perfetto; ma sarete consapevoli di ciò solo quando sarete diventati UNO, solo allora la completezza della mi idea si paleserà ad ognuno di voi .
Essi se ne andarono ognuno determinato ad eseguire al meglio il proprio compito per il quale avevano ricevuto il dono ; Ma nessuno comprese pienamente ne il compito ne la portata del Dono, e quando tornarono imbarazzati al cospetto di Dio Egli disse : Ognuno di voi crede che il Dono degli altri sia migliore del proprio;dunque vi consentirò di scambiarli ,così almeno per il momento essi si sentirono esaltati considerando tutte le possibilità che venivano loro offerte con la nuova missione ;
Ma Dio sorrise entro di Se e disse : Tornerete da Me molte volte chiedendo di essere esonerati
dalla vostra missione ed ogni volta esaudirò il vostro desiderio. Passerete attraverso innumerevoli
incarnazioni prima di poter portare a termine la missione originaria che vi avevo affidato, per questo vi concederò un tempo illimitato,ma solo quando avrete portato a compimento le vostre missioni potrete restare con Me .
(Martin Schulman - Astrologia Karmica)
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“Da qualche parte l’oceano della vita ti sta chiamando: la tua sete di felicità ne è la prova....
L’unica cosa che serve è andare in profondità dentro di te, realizzare il cielo interiore, la libertà che lo accompagna e la fragranza del trascendente. Può accadere in un minuto! Può accadere in una frazione di secondo! Dipende solo da quanto è intenso lo sforzo per raggiungere il tuo centro.”
(Osho - Una Storia d'Amore con l'Esistenza)
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Il destino ti aspetta sulla strada che hai scelto per evitarlo.
(Proverbio Arabo)
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Per amare una donna il compagno deve amarne
anche la natura selvaggia.
Se si prende un compagno che non può o
non vuole amare questo lato,
sicuramente sarà in qualche modo demolita e
lasciata zoppicante a vagare.
Il compagno della donna selvaggia è quello
dotato di tenacia e resistenza,
che sa inviare la sua natura istintiva a
sbirciare sotto la tenda della vita-anima
della donna e comprendere quel che vede e ode.
Il buon compagno è quello che continua a
tornare e non si lascia scoraggiare.
Il compito selvaggio dell'uomo è quello di
non abusare di quella conoscenza che ella possiede
per impadronirsi della donna, ma piuttosto di
apprendere e comprendere la sostanza luminosa di lei,
di cui è fatta, e lasciare che ricada su di lui,
che lo sorprenda, lo traumatizzi,
persino che lo frequenti come fantasma,
ma che resti con quella sostanza.
Le farà brillare gli occhi,
e farà brillare anche i propri occhi.
(Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono con i Lupi)
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L’osservazione del proprio mondo esterno e degli eventi coi quali si viene confrontati è uno dei metodi migliori per conoscere se stessi, perché tutto quello che nel mondo esterno disturba indica semplicemente che non si è conciliati in se stessi......
(Thorwald Dethlefsen - Il Destino come Scelta)
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Gli esseri umani vivono in un perenne stato di sogno.
Sognano quando il cervello dorme, ma anche quando è sveglio. Hanno saputo creare un grande sogno esteriore, il "sogno della società", costituito da innumerevoli sogni personali, familiari e di comunità. Questo sogno esteriore possiede una grande quantità di regole che ci sono state inculcate fin dalla nascita.
Abbiamo così imparato come comportarci in una data società, cosa credere, cosa è bene e cosa è male, bello o brutto, giusto o sbagliato. Non abbiamo scelto queste credenze e queste regole; ci siamo nati e le abbiamo apprese secondo un processo di "addomesticamento" in cui le informazioni sono passate dal sogno esteriore a quello interiore, andando a formare il nostro personale sistema di credenze. A questo punto non c'è più bisogno di "istruttori" esterni, giacché diventiamo noi stessi i nostri giudici.
Tutto ciò che crediamo su noi stessi e sul mondo rientra in quel sogno interiore, che tuttavia ci è giunto dall'esterno e che ci impedisce di vederci per come siamo veramente.
In questo illuminante volume, don Miguel Ruiz ti indica come vivere una vita completamente nuova in cui sei libero di essere chi sei davvero.
(I Quattro Accordi - Don Miguel Ruiz)
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