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lunedì 28 giugno 2010

venerdì 25 giugno 2010







MESSAGGIO ALL'ANIMA

INTRODUZIONE AL NUOVO ORDINE MONDIALE




Introduzione

E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.
(Henry Ford)

Introduzione
A partire dalla fine della Seconda Guerra mondiale, l’evoluzione del sistema commerciale mondiale è caratterizzata da un costante utilizzo della retorica “sviluppista”.
Il commercio, da semplice strumento, è diventato un fine in sé, un’affascinante prescrizione politica, una panacea per risolvere con un colpo di bacchetta magica tutti i problemi.
Nonostante i vantaggi ottenuti nella nostra società, le ricette offerte dal sistema bancario, politico, da istituzioni nazionali e sovranazionali, dalla liberalizzazione commerciale hanno assunto una dimensione assoluta, che spesso trascende dalle specifiche condizioni economiche e sociali dei Paesi che sono chiamati ad applicarle.
Il presente lavoro è nato dall'esigenza di conoscere gli aspetti
economici della Banca d'Italia, del sistema bancario in generale e delle principali istituzioni del libero commercio.
L'argomento ha iniziato ad affascinarmi quando ho avuto il piacere di leggere un articolo in rete che elencava i cosiddetti partecipanti all’azionariato della Banca d’Italia e ne rimasi estremamente colpito, tanto da voler ampliare le mie conoscenze in merito. Nell’elenco risultavano, e risultano tuttora, le maggior banche italiane, generando così una sorta di conflitto di interesse, visto che da “controllante” la Banca d’Italia verrebbe delegata al ruolo di “controllata”, in pratica un’inversione di ruolo.
In seguito, documentandomi meglio, ho scoperto che tale conflitto riguardava anche altre banche centrali dei paesi esteri, tra cui anche la Banca Centrale Americana, ossia la Federal Reserve.
Appassionatomi all’argomento delle banche centrali, in seguito alle mie ricerche sono approdato inevitabilmente a un problema ben più grave di un semplice conflitto di interessi tra controllante-controllati, bensì a quello che alcuni definiscono un paradosso del sistema bancario, ossia il signoraggio.
Nel corso del mio lavoro, precisamente al secondo capitolo, ho cercato di illustrare le origini del signoraggio, i beneficiari e gli svantaggiati dell’attuale sistema economico.
Analizzando il signoraggio, mi sono soffermato sulla perdita della sovranità monetaria, sul concetto di valore indotto della moneta come espresso dal professore Auriti, sul metodo della riserva frazionaria usato dalla banche.
Concludo il capitolo esaminando il Trattato di Maastricht e in particolar modo determinati articoli in esso presenti, spunti di contabilità della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, la nascita del debito pubblico e l’alternativa delle monete complementari ed alternative.
Proprio cercando di capire chi fossero gli eventuali beneficiari che traevano il massimo profitto da tutto ciò, non ho potuto fare a meno di toccare determinate tesi che alludessero all’esistenza di una èlite globale, composta da esponenti dell’alta finanza, politici, petrolieri, imprenditori e tutti coloro che hanno o possono avere il potere di manipolare a sua volta il resto dell’umanità per ottenere essenzialmente dei vantaggi a favore della loro piccola cerchia di “eletti”, tutti nomi del resto molto spesso ben celati alle persone comuni all’interno dei consigli di amministrazione delle multinazionali o nei direttivi di istituzioni sovranazionali.
In seguito a determinate letture ho portato alla luce della mia conoscenza delle dissertazioni che inizialmente sembravano soltanto utopistiche, irrealizzabili (come ad esempio il PNAC, ovvero Project for the New American Century, che espongo in un paragrafo a sé), ma addentrandomi nell’argomento ho conosciuto i progetti che illustrano una sorta di futuro manipolato, come quello descritto in “1984” di Orwell. Lo scopo finale, secondo la presunta èlite, sarebbe quello di realizzare un’economia globale, sotto una specie di dittatura globale, con un unico esercito e un’unica moneta.
L’ultima parte della trattazione illustra obiettivi e struttura delle due istituzioni più importanti dell’economia globale, ossia il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio, e successive critiche poiché spesso le loro ricette hanno, il più delle volte, creato svantaggi e crisi economiche soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il lavoro termina con un breve giudizio sulla teoria economica del liberismo con dati prelevati dall’US Census Bureau e in base alle considerazioni del matematico Ralph Gomory e dell’economista
William Baumol.

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giovedì 24 giugno 2010

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LE REGIONI E LA "DIPLOMAZIA FAI-DA-TE". SPESE PAZZE PER 178 SEDI NEL MONDO

Le Regioni e la «diplomazia fai-da-te». Spese pazze per 178 sedi nel mondo
di Sergio Rizzo - 23/06/2010

Fonte: Corriere della Sera [scheda fonte]


Le Regioni e la «diplomazia fai-da-te» Spese pazze per 178 sedi nel mondo
Veneto, Lombardia e Piemonte sono al top della classifica.
E nessuno vuole rinunciare all'ufficio di Bruxelles

Seguendo le orme di Marco Polo anche i moderni Dogi del Veneto hanno fatto rotta a Oriente: puntando dritti alla Città Proibita. Magari, esagerando un tantino. Il leghista Luca Zaia si è quindi ritrovato a governare una Regione che ha 10 (dieci) uffici in Cina. Avete letto bene: dieci. Ma la moltiplicazione dei «baili», come si chiamavano anticamente gli ambasciatori della Serenissima, non si è certamente fermata lì. Poteva forse il Veneto rinunciare ad aprire un ufficetto in Bielorussia? O un appartamento in Bosnia? Un paio di punti d’appoggio in Canada? Tre in Romania? Quattro negli Stati Uniti e altrettanti in Bulgaria (sì, la Bulgaria)? Un pied à terre in Vietnam? Un appartamento in Uzbekistan? Una tenda negli Emirati arabi uniti? Un bungalow a Porto Rico? E un consolato in Turchia, alla memoria dell’ambasciata veneziana alla Sublime Porta, quello forse no?

Si arriva così a 60 sedi in 31 Paesi: alla quale si deve aggiungere, ovviamente, quella di Bruxelles. E si sale a 61. Irraggiungibile, il Veneto: a elencarle tutte, sarebbe già finito l’articolo e non ci sarebbe spazio per raccontare quello che combinano invece le altre Regioni italiane. Perché scorrendo i dati che sono in un dossier del Tesoro su questo incredibile fenomeno della diplomazia regionale «fai da te», il Veneto è soltanto in cima a una piramide molto più grossa. Le Regioni italiane hanno all’estero qualcosa come 157 uffici, ai quali si devono aggiungere i 21 di Bruxelles. Per un totale di 178. Già: a un’antenna nel quartier generale dell’Unione europea non ha voluto rinunciare proprio nessuna. «D’altra parte», ha spiegato il governatore lombardo Roberto Formigoni, «è importante avere un presidio a Roma e Bruxelles. Non è affatto un lavoro inutile quello che i nostri funzionari svolgono organizzando a esempio numerosissimi incontri istituzionali per aziende, centri culturali, organizzazioni non governative e così via, che vengono supportati nel dialogo con le autorità nazionali ed europee». La Lombardia, che ha quasi 10 milioni di abitanti: ma il Molise? Che senso ha per una Regione con 320 mila abitanti come quella di Michele Iorio mantenere un ufficio a Bruxelles, peraltro pagato un milione 600 mila euro, oltre ai due di Roma?

Per non parlare dei valdostani, che sono 124 mila. Peccato però che la Lombardia non abbia solo un presidio Roma e uno a Bruxelles. Bensì, secondo il Tesoro, altri 27 sparsi in giro per il mondo. Ce n’è uno in Argentina, un paio in Brasile e Cina, quattro in Russia (esattamente come la Regione Veneto), e poi uno in Giappone, Lituania, Israele, Moldova, Polonia, Perù, Uruguay, Kazakistan... E il Piemonte? Che dire del Piemonte? La Regione appena conquistata da un altro leghista, Roberto Cota, presidia 23 Paesi esteri. Con la bellezza di 33 basi. Frutto di scelte apparentemente sorprendenti. Per esempio, ce ne sono due in Corea del Sud. Altrettanti in Costa Rica (perché il Costa Rica?). Altri due in Lettonia (perché la Lettonia?). Roba da far impallidire i siciliani, che avevano riempito mezzo mondo di «Case Sicilia»: dalla pampa argentina a Boulevard Haussmann, Parigi. Poi la Tunisia, e New York, Empire state building. Ma volete mettere il fascino della Grande Mela? Dove gli uomini dell’ex governatore Salvatore Totò Cuffaro si ritrovarono in ottima compagnia. Quella dei dipendenti della Regione Campania, allora governata da Antonio Bassolino, che aveva preso in affitto un appartamento giusto sopra il negozio del celebre sarto napoletano Ciro Paone. Nientemeno.

Costo: un milione 140 mila euro l’anno. A quale scopo, se lo chiese nell’autunno del 2005 Sandra Lonardo Mastella, in quel momento presidente del Consiglio regionale, visitando una struttura il cui responsabile, parole della signora, «viene solo alcuni giorni ogni mese ». Struttura per la quale venivano pagati tre addetti il cui compito consisteva nell’organizzare, per promuovere l’immagine regionale, eventi ai quali non soltanto non partecipava «alcun esponente americano », ma nessuno «che parlasse inglese». Quello che colpisce, però, sono sempre i luoghi. La Regione Marche, tanto per dirne una, ha nove basi all’estero. Di queste, ben quattro nella Cina. Il Paese decisamente più gettonato: alla Corte di Hu Jintao ci sono ben sette enti locali italiani, con addirittura ventitrè uffici. Il doppio che nella federazione russa. Quattro, in Cina, ne ha pure il Piemonte. Regione che si distingue da tutte le altre per avere attivato anche una sede a Cuba. Oltre a due in India, dove hanno un punto d’appoggio pure le Marche. Ma non l’Emilia-Romagna, che paradossalmente ha meno presidi esteri della piccola Regione confinante: cinque anziché nove, numeri a cui bisogna sempre aggiungere quello di Bruxelles. Quasi tenerezza fanno gli ultimi in classifica. Il Friuli-Venezia Giulia, che si «accontenta» (si fa per dire) di tre «consolati» oltre a quello europeo: in Slovacchia, Moldova e Federazione russa.

La Basilicata, andata in soccorso ai lucani dell’Uruguay e dell’Argentina. La Valle D’Aosta, che non sazia della sede di Bruxelles ne ha pure una in Francia. Ma dove, altrimenti? Infine la Puglia: come avrebbe fatto senza un comodo rifugio dai dirimpettai albanesi? Quello che non dice, il dossier del Tesoro, è quanto paghiamo per tale gigantesca e incomprensibile Farnesina in salsa regionale. Per saperlo bisognerebbe spulciare uno a uno i bilanci degli enti locali. Dove intanto non è sempre facile trovare i numeri «veri». E soprattutto non è spiegato a che cosa serva tutto questo Ambaradam. A favorire gli affari delle imprese di quelle Regioni? Al prestigio dei governatori presenti o passati? A mantenere qualche stipendiato illustre? Il sospetto, diciamolo chiaramente, è che nella maggior parte dei casi l’utilità di tutte queste feluche di periferia sia perlomeno discutibile. Come quel Federico Badoere, nel 1557 ambasciatore veneziano a Madrid presso la corte di Filippo II, autore di una strepitosa relazione spedita al Senato della Serenissima nella quale liquidava come una trascurabile quisquilia ciò che stava succedendo dopo la scoperta dell’America, evento che un suo predecessore si era addirittura «dimenticato» di riferire a Venezia: «Sopra le cose delle Indie non mi pare di dovermi allargare, stimando più a proposito compatire il tempo che mi avanza a narrare le cose degli altri stati di Sua Maestà».


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mercoledì 23 giugno 2010

GOLFO DEL MESSICO: VERSO LA LEGGE MARZIALE?

Golfo del Messico: verso la legge marziale?

Articolo tratto dall'ottimo blog di Tom Bosco

La preziosa testimonianza del coraggioso giornalista e documentarista James Fox dalla Lousiana tratteggia uno scenario degno dei nostri peggiori incubi: è in corso una vasta operazione apperentemente (e illegalmente, aggiungerei) gestita dalla stessa BP insieme, pare, alla Chevron, attorno alla quale è stata stesa una cortina di protezione quasi impenetrabile.

È impossibile avvicinarsi alle zone del disastro, o parlare con qualcuno degli addetti alle operazioni, vincolati al segreto più totale. Nessuno può filmare o fotografare nulla (pena la confisca degli apparecchi), lo spazio aereo sopra la chiazza è stato virtualmente chiuso (quindi non è possibile effettuare riprese dall’alto che aiutino a capire la situazione) e sono state segnalate truppe in pieno assetto da combattimento nonché l’arrivo presso l’aeroporto militare di Jacksonville di un gran numero di veicoli bianchi delle Nazioni Unite.

Tutto lascia ipotizzare che stia per essere dichiarato lo stato di emergenza con conseguente Legge Marziale. In altre parole, un altro insano passo avanti verso la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale.



Il corexit, solvente usato in quantità industriali per dissolvere le chiazze di petrolio (e occultare in tal modo la magnitudine della catastrofe in corso) sta provocando danni enormi, non solo all’ambiente marino ma anche all’atmosfera, in numerose aree letteralmente velenosa.

Qualcuno ritiene possa ricadere sotto forma di piogge tossiche, addirittura per anni! (vedi anche l'articolo sul giornale examiner).

Senza dimenticare il benzene.

Il petrolio ormai sembra fuoriuscire direttamente da alcune crepe sul fondo marino, come mostrato da questo video che sembrerebbe confermare i timori espressi più di un anno fa da numerosi geologi, secondo i quali il fondo marino oggetto delle trivellazioni della BP è marcatamente instabile se non decisamente pericoloso a causa della presenza di un’enorme sacca sotterranea di gas metano, in pressione a 100.000 libbre per pollice quadrato (PSI), e date le premesse che l’incidente alla piattaforma Deep Horizon era un evento praticamente scontato, il quale ora ha messo in moto una catena di conseguenze irreversibili.

Due membri del Congresso, in un rapporto inviato all’amministratore delegato della BP, Tony Hayward, hanno affermato: “Sembra che la BP abbia continuato a prendere, una dopo l’altra, decisioni per risparmiare tempo e denaro che hanno aumentato il rischio di un’esplosione.” Fatto sta che ora esiste il rischio concreto che dalle fessure sul fondo si formino enormi bolle di gas metano in pressione che risalendo alla superficie potrebbero devastare navi e piattaforme di trivellazione nella zona e uccidere un gran numero di persone.

Ma questo è ancora niente: lo scenario peggiore prevede che se queste bolle dovessero fratturare ulteriormente il fondo marino, si verificherebbe un’esplosione di una potenza assimilabile alla devastante eruzione di Mt Saint Helens, nel Pacifico nord-occidentale, avvenuta nel 1980. Un enorme flusso di gas si farebbe strada attraverso chilometri di roccia sedimentaria, strato dopo strato, esplodendo con una pressione stimata di 50 tonnellate per pollice quadrato che squarcerebbe varie miglia di fondo marino con una detonazione gigantesca, uccidendo tutto ciò con cui entra in contatto e innescando un’ondata di tsunami quasi supersonica con velocità fra i 650 e 950 chilometri orari e alta oltre trenta metri. (vedi helium.com e anche washingtonsblog.com)

Florida, Lousiana, Texas… devastazione totale, con decine, forse centinaia di migliaia di vittime. Come ciliegina sulla torta, sembra che il petrolio che continua a fuoriuscire sia anche moderatamente radioattivo! (vedi rense.com_1) Apparentemente questo fattore è legato, guarda caso, proprio alla forte presenza di metano. (vedi rense.com_2)

Ho molto apprezzato una mail speditami appena rientrato dal Giappone dal mio amico e collaboratore Andrea Rampado, che occupandosi tramite la sua azienda Biokavitus di tecnologie di cavitazione e nanobolle mi ha segnalato una brillante soluzione per il recupero del petrolio nel Golfo del Messico proposta da una loro concorrente statunitense. Sono d’accordo con lui che la massima divulgazione dell’esistenza di queste soluzioni è vitale in situazioni come questa. Potete scaricare a questo link l’interessantissimo documento (in inglese).

Vi aggiornerò quanto prima sulla situazione, condendo il tutto con interessanti notizie su quanto sta accadendo al Sole…

 http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/06/40-milioni-di-persone-negli-stati-che.html

Importante articolo sulle scie chimiche pubblicato dal settimanale Oggi

Domenica 20 giugno 2010

Importante articolo sulle scie chimiche pubblicato dal settimanale Oggi

GiustificaNel numero 24 dell'anno 2010 del settimanale Oggi è stato pubblicato un interessante articolo sulle scie chimiche firmato dalla giornalista Gaia Passerini (l'articolo è disponibile adesso anche on line sul sito di oggi).

In tale articolo oltre ad essere state riportate le dichiarazioni fatte dal fisico Corrado Penna in un suo articolo relativo alla recente puntata di "mistero" ed altre dichiarazioni del ricercatore indipendente Rosario Marcianò (gestore assieme al fratello Antonio del blog tankerenemy), sono state riportare (per par condicio immaginiamo) le dichiarazioni di alcuni negazionisti delle scie chimiche.

A dire il vero sono scontate le negazioni di enti e personalità istituzionali (vedi gli ufficiali dell'aeronautica militare), che evitano di toccare argomenti scomodi come l'assoluta irregolarità della frequenza dei voli (diurni e notturni) rilevabili nei nostri cieli ed il fatto che in certe giornate (in cui il cielo è all'origine azzurro e terso) le scie cancellino completamente la luce del sole espandendosi ed intersecandosi le une con le altre.

Immaginiamo bene come dovrebbero lambiccarsi il cervello per inventare una scusa per giustificare ciò che avviene nei nostri cieli: giornate in cui vediamo 100 aerei con scia e giornate in cui non si vedono volare in cielo che una decina di aerei, oppure altri giorni (specie in primavera ed estate) in cui durante le ore diurne non si vedono quasi aerei nel cielo (tranne i pochi aerei di linea che atterrano e decollano al più vicino aeroporto) e poi di colpo sul far del tramonto gli aerei passano uno dietro l'altro rilasciando scie persistenti nel cielo, offuscandolo. Per non parlare della notte, quando al riparo di occhi indiscreti, furtivi come ladri, gli aerei passano a volo basso ogni 3 minuti.

Uno all'ora di giorno e uno ogni 3 minuti di notte: normale trafico civile? Ma fatemi il piacere!

E che dire ancora di quanto avviene nei giorni nuvolosi, quando ancora una volta al riparo dagli occhi indiscreti gi aerei passano con frequenza davvero esasperante, facilmente rilevabile dal rombo continuo dei motori che ne indica la presenza a bassa quota?

Ma è molto interessante anche quanto dice una di queste persone , ovvero il professor Vincenzo Levizzani, dirigente di ricerca presso l’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima di Bologna, il quale, dopo aver detto di non potere escludere che "qualcuno in giro per il mondo conduca esperimenti più o meno autorizzati, immettendo sostanze nell’atmosfera" ha dichiarato che:

"In realtà, la maggior parte delle volte che si avvistano scie anomale, si tratta di aerei che effettuano prove di ghiacciamento delle ali. Un aereo vola davanti a un altro e sparge acqua liquida (è il termine tecnico), che a contatto con le ali del secondo velivolo si solidifica. Serve per studiare il ghiacciamento in volo, uno dei fattori di rischio più critici per gli aerei."

Ciò vuol dire innanzitutto che le scie anomale esistono, per sua stessa ammissione, e che qualche volta (la maggior parte delle volte è ben diverso dal dire tutte le volte) le scie anomale sono causate da qualche altro fenomeno diverso dal supposto studio sul ghiacciamento, ergo stanno spruzzando qualcosa!

Ma possiamo davvero credere che che quelle scie anomale che trasformano una giornata di cielo azzurro in un giornata di cielo velato da strature biancastre, che pian piano si espandono oscurando totalmente il sole, siano tutte causate dallo studio sul ghiacciamento? E che dire quando ci si confronta con persone che abitano in altre città e paesi o si guardano le mappe satellitari e si scopre che il fenomeno interessa mezza nazione? Che qualche azienda sta sperperando al vento miliardi di euro per effettuare centinaia e centinaia di test sul ghiacciamento delle ali contemporanemanete su ogni parte del cielo italiano? E poi se fosse vero non dovremmo vedere tutti questi aerei muoversi in coppia uno dietro l'altro?

Sull'altro fronte risulta interessante il richiamo al meteorologo Karsten Brandt il quale intervistato sull'emittente televisiva RTL, ha testimoniato la presenza di scie anomale lasciate da velivoli militari e contenenti tonnellate di polveri finissime, a base di frammenti di alluminio.

Così come è interessante anche la dichiarazione dell'ex europarlamentare Giulietto Chiesa riguardo ad una ventina di strisce lattiginose sopra il cielo di Bruxelles che formavano un reticolato regolare: "nessuno ha saputo dimostrarmi che si trattasse di segni lasciati dai voli di linea, Di più questi aerei non sono stati nemmeno rilevati da ssistemi dicontrollo quali l'Eurocontrol, che monitora il traffico civile aereo".

Peccato soltanto che Giulietto Chiesa sia membro di uno dei tanti gruppi internazionali che lavorano per la realizzazione di un governo unico mondiale (Nuovo Ordine Mondiale) e fanno piani e progetti che prevedono esattamente ciò che le scie chimiche stanno già facendo adesso, ovvero attuare forme di geoingegneria spruzzando particolato metallico nell'atmosfera, con la scusa della "lotta all'effetto serra causato dall'anidride carbonica"; vedi a tal proposito l'articolo Il World Political Forum, Giulietto Chiesa e le scie chimiche.

Non vi meravigliate, è uno dei trucchi preferiti da chi gestisce il potere occulto quello di infiltrarsi tra i possibili gruppi di oppositori o di creare addirittura le opposizioni in modo da essere sicuri di controllarle; in tal modo le opposizioni abilmente pilotate non vanno a fondo nell'azione di denuncia, impediscono una profonda presa di coscienza dei meccanismi del potere e del loro modo di operare realtà, ed evitano di proporre delle serie iniziative di per contrastare le nefandezze del potere.

Non per niente il sito sciechimiche.org (purtroppo l'unico citato nell'articolo di Oggi) è in realtà una sorta di specchietto per le allodole, dato che il suo forum è gestito da tristi personaggi delle scie chimiche che deridono e insultano chi si adopera per una più seria azione di denuncia del fenomeno delle scie chimiche. Consiglio a tal proposito la lettura dell'articolo I "gate-keepers ", ossia i falsi ricercatori indipendenti.

Riteniamo ad ogni modo molto importante che su un giornale a diffusione nazionale venga citato un altro elemento incontrovertibile di prova dell'esistenza delle scie chimiche, ovvero la risposta del quirinale ad una cittadina preoccupata che chiede chiarimenti riguardo al fenomeno delle scie. Tale risposta, ammette senza ombra di dubbio la realtà delle scie chimiche.

E' importante anche il fatto che sul settimanale (in un "sotto-articolo" firmato da Edoardo Rosati, medico, giornalista scientifico e vicecaporedattore di OGGI) venga descritta l'orrida piaga del Morgellons (causata dei nanosensori diffusi con le scie chimiche) precisando che non si tratta di una malattia inventata da persone appassionate di fantascienza nè di un insieme di sintomi inventati da persone paranoiche, ma di un nuovo male diffusosi negli ultimi 15 anni ed ormai riconosciuto (dopo lunghi tentennamenti e tentativi di nascondere la realtà del fenomeno) persino dall'ente istituzionale statunitense CDC (Center for Disease Control).

Se volete esprimere la vostra gratitudine a chi ha permesso che questa scomoda verità venisse a galla potete ringraziare gli autori ed il direttore del giornale tramite il seguente link:

http://blog.oggi.it/posta/scrivici/
 
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martedì 22 giugno 2010

RISVEGLIATI DAL SOGNO DELLA MORTALITA'


Risvegliati dal sogno della mortalità
Di Roy Eugene Davis
(Tratto da “Studies in Truth” lesson – Luglio 2008)





Come ci riposiamo e risvegliamo un po’, per poi dormire ancora, così, sotto la copertura dei sogni fugaci di nascita e morte, ci alziamo
per un po', ci addormentiamo di nuovo e sogniamo un altro sogno terreno di lotta. Sognando, su un carro di fuoco astrale, rotoliamo di
vita in vita. Sognando, …..passiamo attraverso fallimenti e vittorie….navighiamo per mari tempestosi, vortici di risate, mulinelli di
indifferenza, acque di eventi importanti, morti e nascite. E’ solo in Te (Dio) che mi sono risvegliato. Arrivato a quel punto, ho saputo che
stavo sognando, benché avessi pensato (in precedenza) di essere sveglio - Paramahansa Yogananda (1893 – 1952): Sussurri
dall’eternità, edizione del 1929.
I saggi illuminati affermano che gli stati ordinari della coscienza umana, sperimentati comunemente, sono
come sogni che cambiano in continuazione. Benché essi sembrino reali a chi li sperimenta, sono invece
prodotti da emozioni disturbate, pensieri agitati, influenze subcoscienti ed idee errate che annebbiano la
consapevolezza. Le persone che sperimentano abitualmente stati ordinari di coscienza, sono inclini a pensare
a se stesse come a creature mortali con poca o nessuna speranza di essere in grado di risvegliarsi alla libertà
spirituale che possono aspirare ad avere. Confusione ed incertezza - o quelle che, invece, loro possono
credere essere chiarezza e convinzione – le mantengono limitate a condizioni insoddisfacenti che riflettono i
loro stati annebbiati di coscienza e pensieri disordinati.
Puoi reclamare la conoscenza della tua essenza immortale e della relazione eterna che hai
con l’infinito.
Il vero Sé non è mai nato, né può morire. Essendo venuto ad esistere, non può cessare quest’esistenza. Permanentemente senza età,
non muore al trapasso del corpo – Bhagavad Gita 2:20
I corpi fisici nascono e muoiono. La tua essenza pura e cosciente dell’essere fu individualizzata grazie alla
mescolanza del piano radiante della Coscienza suprema e il suo potere vibratorio proiettato (Om). Poiché
non sei mai nato, non cesserai mai di esistere. Poiché sei un’unità perfetta di Coscienza suprema, la
conoscenza dei processi della vita e della capacità di esprimersi all’interno di essa è anche dentro di te. Man
mano che la tua conoscenza innata si svelerà e si svilupperanno le tue capacità espressive, sarai pienamente
cosciente della tua essenza immortale e della relazione eterna che hai con l’infinito. Al livello più profondo
del tuo essere, sai che questo è vero. E’ per questa ragione che aspiri ad essere spiritualmente illuminato,
ossia ad avere la conoscenza completa e permanente di ciò che sei.
Il valore spirituale di una vita lunga, vissuta in salute
Essere un filosofo non significa semplicemente avere pensieri sottili, né fondare una scuola, ma amare la saggezza così tanto da vivere
secondo i suoi dettami, ossia semplicità, indipendenza, magnanimità e fiducia. – Henry David Thoreau (1817 – 1862)
Considera il mondo fisico come una scuola di addestramento che ti dà l’opportunità di:
• Nutrire le tue qualità spirituali: serenità, gioia, nonviolenza, verità, autocontrollo, inclinazione a fare
ciò che è giusto, compassione.
• Aumentare le tue capacità di utilizzare i poteri intellettuali ed intuitivi che hai, comprendere i
processi ordinati della vita, essere ricettivo alla sperimentazione di stati più elevati di coscienza ed
essere realizzato nel Sé e in Dio.
• Migliorare le tue capacità di vivere in modo creativo, con abilità ed efficacia e di raggiungere scopi di
valore per te, gli altri e l’ambiente che ti circonda.
Ciò che impari sui processi della vita, le capacità migliorate di percezione che acquisisci e la crescita
spirituale che sperimenti, ti serviranno bene in questo mondo e oltre.
Non smettere mai di imparare e crescere.
Se sei un giovane adulto, preparati adesso per gli anni che hai davanti a te. Se sei nel periodo intermedio
della tua incarnazione, studia per migliorare la tua comprensione delle realtà superiori e segui fedelmente le
tue pratiche spirituali, mentre rimani attento a doveri, sforzi di valore e relazioni con gli altri. Se sei nello
stadio avanzato della vita, condividi la tua conoscenza acquisita con gli altri, quando puoi. Contempla con
maggiore intensità la tua relazione con l’infinito. La crescita spirituale può essere continuativamente
progressiva. Evita di pensare che le tue capacità mentali ed intellettuali diminuiranno con l’età. Continua a
vivere in modo produttivo come l’essere immortale spirituale che sei!
Non permettere a te stesso di essere distratto dal tuo scopo principale nella vita, prestando eccessiva
attenzione a ricordi, eventi attuali o attività (e relazioni) senza scopo. Fai ciò che migliora la tua vita di tutti i
giorni e la consapevolezza spirituale che hai. Evita pensieri, sentimenti e circostanze che possono interferire
con la tua alta risoluzione di essere pienamente sveglio a livello spirituale.
Scegli, durante la tua attuale incarnazione, di essere pienamente sveglio riguardo alla
realizzazione del Sé, di Dio e la liberazione della coscienza
Conducimi dall’irreale al reale!
Conducimi dall’oscurità alla luce!
Conducimi dalla (falsa nozione della) morte all’immortalità.
(Brihadaranyaka Upanishad)
La dedizione incrollabile ad essere spiritualmente illuminato ti darà la capacità di fare ciò che è necessario
per chiarirti la consapevolezza e permettere alla tua radianza innata di emergere. Quando c’è disordine a
livello mentale, la consapevolezza è annebbiata o frammentata e mantieni un senso errato di identità
personale, la tua vera natura è oscurata. Quando, invece, la mente è calma, i pensieri sono razionali e la
consapevolezza è chiara, la conoscenza cosciente del Sé può prevalere.
Conoscendo la tua vera natura, puoi conoscere più facilmente la Realtà conosciuta comunemente come
“Dio”. L’unica Realtà non è separata da te. In qualità di unità individualizzata di questa stessa Realtà, dimori
sempre al suo interno. Puoi migliorare la tua consapevolezza ed imparare a relazionarti consapevolmente ad
essa.

In qualità di devoto sul percorso spirituale, dai poco peso alle prove che ti mettono alle strette. Sii equilibrato. Cammina con coraggio.
Vai avanti di giorno in giorno con calma fede interiore. Alla fine passerai oltre ogni ombra di cattivo karma, oltre ogni prova e difficoltà e
vedrai l’alba del completamento divino. In quello stato di coscienza supremo, sarai liberato da tutti gli ultimi vapori striscianti di cattiva
sorte. – Paramahansa Yogananda (da uno scritto degli anni trenta).
Risposta a domande sul tema di questa lezione (estratti)
Qual è l’ostacolo principale alla realizzazione del Sé?
E’ il senso errato di identità personale: l’egocentrismo. Esso causa la sensazione dell’essere limitati a mente,
corpo e caratteristiche della personalità. Quando si è in quello stato, si tende a pensare ed agire come esseri
fisici, piuttosto di creature spirituali. Lo scopo della pratica spirituale consiste nel distaccare la
consapevolezza dal senso limitato del (piccolo) sé, nel discernere in modo accurato la differenza tra la
propria vera natura e ciò che non si è e sperimentarlo (realizzarlo) direttamente.
Mi è stato insegnato (e ho pensato per molti anni) che Dio fosse separato da me o che, in ogni caso, fosse
qualcosa di diverso da me. Come posso liberarmi di questa abitudine di pensare?
Puoi farlo conoscendo ciò che è vero e lasciando da parte ciò che non lo è. Alcuni insegnanti spirituali che
sanno a livello intellettuale ed intuitivo che cos’è Dio, si ricolgono allo stesso come a “Lui” e utilizzano termini
che tendono a confondere la mente dei devoti sinceri.
Essi raccomandano di agire e pensare in modi che “compiacciono” Dio o dicono che se le persone pregano in
modo fervente, “Dio verrà a loro”. Questi commenti sono dualisti, ossia suggeriscono erroneamente che Dio
e le anime sono entità separate che devono essere connesse o riunite1.
1 Chi legge abitualmente gli scritti di Paramahansa Yogananda, troverà spesso riferimenti a Dio fatti in modo personale e, quindi,
quest’affermazione del sig. Davis può sembrare in contrasto con la visione del suo guru. Non è così. Gli scritti di Paramahansa
Yogananda furono intesi - da lui stesso - come diretti ad un pubblico vasto, di comprensione (almeno all’inizio) limitata (negli anni venti
e trenta, negli Stati Uniti, la cultura religiosa popolare era – ed è ancora oggi – di matrice fondamentalista). Ovviamente Yogananda
La mia aspirazione ad essere spiritualmente illuminato è solitamente costante. Quando il mio progresso
spirituale non è soddisfacente, a volte mi scoraggio. Come posso evitare quei momenti di disperazione?
Coltiva la contentezza dell’anima. Essere autorealizzato è il tuo destino. Fai del tuo meglio per pensare,
sentire ed agire in modi giusti per il tuo bene supremo. Attraverso lo sforzo persistente di suscitare (tirare
fuori, rendere manifeste) le tue qualità spirituali innate, espandere le tue capacità di comprendere le realtà
superiori e migliorare le tue abilità funzionali, ti risveglierai completamente fino a raggiungere il livello dove
tutta la conoscenza dell’infinito e dei suoi processi è sempre presente. Essere illuminato su qualcosa,
significa conoscerla. Conoscere la tua essenza dell’essere e la relazione che hai con l’infinito, significa essere
spiritualmente illuminato. Quando l’illuminazione spirituale sarà perfetta e permanente, sarai liberato
(rimosso per sempre) dalle condizioni che confinavano precedentemente la tua consapevolezza e limitavano
la tua capacità di vivere in modo libero.
Desidero avere una vita lunga, in salute, produttiva e spiritualmente cosciente. Quali sono alcune delle cose
pratiche che posso fare per supportare la mia risoluzione?
Aspira ad essere in salute, produttivo e spiritualmente cosciente per il resto della tua vita immortale: durante
la tua incarnazione e oltre. Un’incarnazione è ciò che alcuni filosofi hanno definito come “una parentesi
nell’eternità”, poiché inizia con la nascita fisica e finisce al momento del trapasso. Le anime esistono
permanentemente come unità individualizzate di un’unica Coscienza suprema. Durante la tua attuale
incarnazione, coltiva la consapevolezza spirituale, mentre vivi saggiamente con scopo intenzionale. Evita di
vagabondare nel tempo e nello spazio, sperando che le condizioni future miglioreranno senza la tua
partecipazione o il tuo interessamento, circa la conoscenza della tua vera natura e della relazione che hai
con l’infinito.
Nella tua attuale incarnazione, nel tempo presente, puoi rendere manifesta la tua conoscenza innata e vivere
in modo libero e godibile.

Affermazione
Sono pienamente risoluto ad essere pienamente sveglio, a conoscere i fatti della vita e a sperimentare
coscientemente la vita immortale.
Pensate per un momento a cosa intendesse dire Gesù quando affermò: “lasciate che i morti seppelliscano i loro morti” (Matteo 8:22).
Egli volle dire che la maggior parte delle persone è morta senza saperlo. Quelle persone non hanno iniziativa, entusiasmo spirituale o
gioia nella vita. A cosa serve vivere in quel modo? La vita dovrebbe essere un’ispirazione costante. Vivere in modo meccanico significa
essere morti dentro, benché il corpo stia ancora respirando. - Paramahansa Yogananda (tratto da uno scritto degli anni trenta).
Traduzione e note di Furio Sclano
Giugno 2008
scelse una linea comunicativa che fosse compatibile con il livello di comprensione delle persone con le quali entrava in contatto. Nel suo
libro “Paramahansa Yogananda così come l’ho conosciuto”, Davis racconta che quando Yogananda faceva conferenze pubbliche,
esprimeva concetti di Dio più semplici e personali mentre, quando si rivolgeva a discepoli più avanzati, utilizzava terminologie differenti.

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STRESS? NO GRAZIE! Come vivere sereni e rilassati senza bisogno di vacanze...

 

Stress? No grazie! Come vivere sereni e rilassati senza bisogno di vacanze......

di Stefano Bresciani

Stress: qual’è il tuo livello attuale? Bisogno di vacanza, di aria nuova, di “staccare la spina”, di rigenerarti dopo le prime giornate di questa che si preannuncia la solita calda e afosa estate?
stress
Tutti lavoriamo e siamo sottoposti quotidianamente ad attività impegnative fisicamente e/o mentalmente, mentre chi non ha un lavoro di certo non se ne sta con le mani in mano con l’aria rilassata e spensierata, anzi, a meno di poter vivere di rendita compresi i miliardari sono perennemente alla ricerca di momenti no-stress. E di problemi indipendenti dalla quantità di soldi o proprietà che uno ha, ce ne sono a iosa.
Mai come negli ultimi anni stiamo assistendo a un’escalation di persone che tentano di fuggire dalla realtà quotidiana, di cercare un posto dove rilassarsi, farsi fare un bel massaggio o tuffarsi in limpide acque per rigenerare il corpo, oserei direi più volte la mente.
Questo perché la mente dell’uomo moderno é sempre alle prese con mille pensieri, caricata da dubbi, preoccupazioni, sulla crisi che c’è stata e continua a perdurare, sul proprio  futuro o su quello delle generazioni future, sull’inquinamento del nostro pianeta o più banalmente sui risultati delle partite di calcio.
Ora basta!” sembra dire a volte il mio cervello, “rilassati un pochino Stefano, goditi il momento...”, ma non è cosa facile, lo so benissimo. Spesso vengo coinvolto anch’io in questo tunnel di stress psico-fisico: famiglia, casa, lavoro, hobbies, internet e sarebbe bello ogni tanto concedersi una vacanza ma non è questo il punto e nemmeno quello che ho cercato sinora. Per carità anch’io adoro le vacanze - più per cultura che per rilassarmi - ma amo molto di più il posto in cui vivo ogni giorno e cerco di renderlo sereno e positivo sforzandomi di “non sforzare” troppo il corpo e la mente.
Questo perchè, giusto per capire il concetto di stress, ho analizzato con attenzione quest’ottima definizione fornita da Wikipedia:
Lo stress rappresenta la “pressione” di eventi psicologici che causano, nell’organismo, una reazione generale di adattamento agli stessi. L’adattamento può prendere varie forme, più funzionali o più disfunzionali, e si articola a vari livelli: cognitivi, emotivi, comportamentali, psicofisiologici. Attualmente  si utilizza il termine generico stress per significare la dinamica di pressione ambientale/ adattamento dell’organismo, specificando poi in distress lo stress “negativo” e disadattativo, che può condurre anche a reazioni patologiche, ed in eustress lo stress “positivo”, che deriva dall’attivazione ed energia che gli impegni derivanti dalle pressioni ambientali stimolano nel soggetto.
Analizzando la mia situazione attuale, in cui cerco di trarre il massimo da ogni situazione o attività, forse carico di troppa energia il mio organismo, troppo stress positivo può nuocere alla salute che, infatti, negli ultimi mesi ha fatto un po’ le bizze. Troppo stroppia, si suol dire, ed è bene non far pendere l’ago della bilancia né in senso negativo né in quello positivo.
taichiQuesto perchè, come ben sa chi conosce il significato della filosofiaYin-Yang, non c’è negativo senza positivo, tutto si deve equilibrare nella vita.
Il famoso simbolo del Tai Ji (qui a lato) è una colonna portante della mia filosofia di vita e di chi sposa il concetto di benessere in corpo, mente e spirito. Questa teoria è molto antica e i filosofi cinesi se ne servivano per spiegare l’origine dell’universo, in cui yang indicava il sole mentre yin la sua assenza, cioè l’ombra. In seguito presero l’attuale significato di principi o forze naturali, in cui yang è quella maschile, di segno positivo e yin quella femminile, di segno negativo.
D’accordo Stefano, ti starai forse chiedendo, tante belle parole, teorie, ma nella pratica? Come posso rilassarmi se lavoro ogni giorno e magari nel week-end piove e devo pulire casa o badare ai miei figli? Dipende se queste attività sono fonte di stress… positivo o negativo?
Dipende da te trovare il giusto equilibrio, nelle cose che fai e come impieghi il tuo tempo. Sai benissimo che non è sufficiente quella vacanza o due per stare bene tutto il resto dell’anno, che i benefici di un massaggio o di un centro termale sono talmente riduttivi che spesso non valgono i soldi spesi, ma sai benissimo che non posso di certo io trovare il modo per bilanciare il tuo livello di stress.
Sei tu che dovresti dire “Stress? No, grazie!” io posso solo mostrarti quali metodi mi sono serviti in pochi anni a trovare un’armonia di vita, un percorso all’insegna della serenità non priva di giorni negativi è chiaro (come ho spiegato nel mio precedente post “10 modi per ritrovare la motivazione dopo una giornata di m....”).
Ecco i miei “segreti”, anche se ora non lo sono più visto che con immensa gioia li sto per condividere con te:
  • Diventa consapevole del tuo respiro, ascoltalo, soprattutto nei momenti ansiosi (leggi il mio post “Ansia: superarla in un respiro“) e focalizzati sul tuo centro energetico situato internamente circa 3 cm al di sotto dell’ombelico
  • Scrivi ciò che pensi ora del tuo futuro, prendi appunti,  schiarisciti le idee, pianifica la tua vita, prova le cosìdette mappe mentali se le conosci (sono utilissime) metti nero su bianco ciò che desidereresti fare, imparare, conoscere nella tua vita (una sorta di “brain storming”) e dai spazio alla tua fantasia… i sogni possono diventare degli obiettivi a lungo termine!
  • Cerca di capire cosa hai bisogno ora per sentirti felice, non rimandare con le tipiche frasi “quando potrò permettermi quello, allora…” o “se diventerò qualcuno…” o “il giorno in cui troverò l’anima gemella saro felice“, sprecare il tempo con la speranza (che significa “porsi in fiduciosa attesa”, quindi aspettare!) aiuta ben poco nella ricerca della felicità, devi percepirla ora, durante il viaggio che ogni giorno compi nel cammino della vita
  • Pensa ai lati positivi della tua vita, ciò che ti ha dato sinora, ai bisogni che riesci a soddisfare, ad esempio l’amore, la sicurezza o la varietà delle tue giornate o del tuo lavoro, il bisogno di crescere e formarti in continuazione (anche attraverso il piccolo grande contributo di Piùchepuoi), magari anche aiutando gli altri
  • Pensa a quanto sei importante per le altre persone,  soprattutto per te stesso perché ogni volta che che sei stressato il tuo “io” soffre, il tuo corpo soffre e la tua mente è in balia degli eventi, prendi il controllo della tua vita partendo dal presupposto che sei importante semplicemente perchè esisti, perché sei qui sulla terra per vivere e non per sopravvivere… ha quindi senso sentirsi bene, giocare un ruolo (marito, impiegato, allenatore, mamma, figlio, studente) che di per sé é già molto importante per chi ci circonda, chi ci vuole bene ma in primis dobbiamo capire che siamo importanti per la nostra vita
  • Fai qualcosa che ti piace più volte possibile, magari a giorni alterni, in modo da far diventare la tua passione sporadica in una bellissima abitudine e poter coltivare/crescere con amore qualcosa che ti fa stare bene, ti fa divertire, ti rende sereno e indubbiamento ricco di soddisfazioni a lungo termine. Per me ad esempio lo sono molte cose (extra famiglia e lavoro), come le arti marziali, il ben-essere, la difesa personale femminile e alcuni aspetti della cultura orientale ma non voglio annoiarti con le mie passioni, se ci fosse comunque qualcosa in comune non hai che da contattarmi
  • Amati per quello che sei, nei momenti IN e in quelli OUT, perché ogni esperienza di vita, ogni scelta fa parte del tuo carattere, io amo molto la definizione “sono fatto così” ma adoro ancor di più “posso migliorarmi ogni giorno” e quindi, con pazienza e determinazione, punto a migliorarmi, a imparare dai miei errori o dalle giornate no… l’essenza dell’amore per se stessi è essere, sempre, se stessi
  • Rispetta gli altri ed evita di giudicare, so che non è facile ma almento provaci, parlare male delle altre persone è assai più semplice, lo so benissimo… ma se mandiamo energie negative a persone che in quel momento non assistono alla conversazione, allo “spetegulès” del giorno, prima o poi ci ritornano e stiamo male pure noi (conosci una certa “legge d’attrazione”?)
  • Saluta le persone con sincerità, non per atto dovuto ma in segno di “piacere vederti, ti auguro una buona giornata!“, se saluto un collega ad esempio, per il punto descritto prima, se il mio augurio è corredato mentalmente da un “chemmenefrega a me della sua giornata, l’importante che sia buona la mia” di certo non gioverà all’energia che si respira nell’aria sul posto di lavoro
  • Sorridi il più possibile, per questo segreto ho già scritto un altro post che ha avuto una grandissimo successo (”Benessere: stare bene ogni giorno è possibile?”), prova a darci un’occhiata (anche se l’hai già letto non vuol dire che l’hai applicato)
  • Medita osservando la tua vita, come se fosse un film dall’esterno, anche per soli 5 minuti al giorno, è un’ottimo metodo per non prendersi troppo sul serio o riflettere sullo scorrere degli eventi, come i fotogrammi di un film appunto. Semplicemente stai a guardare cosa succede attorno a te quando senti di “scoppiare”!
  • Pratica un’attività sportiva o una disciplina no-stress, da solo o in compagnia di persone che la pensano come te, ad esempio in questa splendida stagione puoi fare jogging, trekking, ciclismo, nuoto, Tai Chi, Yoga o stretching all’aria aperta senza metterti in competizione con nessuno, nemmeno con te stesso, almeno un’oretta un paio di volte a settimana e vedrai come ti sentirai meglio, non solo nel week-end
  • Associati ad un gruppo che ha interessi simili ai tuoi, l’ideale sarebbe crearne uno tuo da condividere con altri come ho fatto io con la Bushidokai ShinGiTai A.S.D. e il mio blog, ma non è così semplice come al solito, occorre impegno, sacrificio e una costante attenzione nei confronti del gruppo stesso
Cosa’altro aggiungere se non un semplice PROVARE PER CREDERE e poi fammi sapere.  Se ne funziona almeno uno anche con te non posso che esserne felice.



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Calderan 

AROMATERAPIA (SECONDA PARTE)

(di Irene Balloi)
(seconda parte)
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
  LA DIFFUSIONE NELL’AMBIENTE
I modi per diffondere gli oli essenziali nell’ambiente sono diversi e
andrebbero
scelti in base alle necessità.
Umidificatori
Il metodo più semplice consiste nel versare alcune gocce nella vaschetta
d’acqua
che è comunemente appesa al calorifero per aumentare il grado d’umidità
dell’aria.
In questo modo per effetto del calore, l’olio essenziale evaporerà
lentamente e
potrà diffondersi nell’ambiente. Questo metodo è adatto per diffondere oli
molto
volatili. Sembra strano, ma la familiarità e il sapere utilizzare al meglio
gli oli
permette in cucina l’eliminazione degli odori che si formano dopo aver
cucinato
piatti, senz’altro buoni, ma un pò troppo sgradevoli come odore.
SCHEDE AROMATICHE
Qui di seguito la descrizione e la carta d’identità degli oli essenziali
(circa
sessanta), abbiamo volutamente escluso i più tossici.
- Identificazione della pianta (nome botanico, famiglia, descrizione,
distribuzione geografica , climatica, eventuali specie simili).
- Le parti utilizzate per estrarre l’olio essenziale con la modalità
estrattiva (
per distillazione, spremitura, per mezzo di solventi ecc…).
- I componenti chimici prevalenti nell’olio essenziale (con riferimento al
tipo
specifico di molecole presenti e al gruppo chimico di riferimento).
- Le qualità organolettiche dell’olio essenziale (profumo, con riferimento
alla
nota di testa, cuore o base; colore).
- Le caratteristiche energetiche dell’olio essenziale (con riferimento alle
categorie yin-yang e alle simbologie planetarie.
- Le proprietà terapeutiche dell’olio essenziale e le principali
indicazioni.
- Le eventuali avvertenze (effetti collaterali, precauzioni).
----------------
Nella parte che segue, approfondiremo la conoscenza della pianta stessa, la
sua
profonda natura, la sua personalità, il rapporto più intimo con l’uomo: ci
si
avvalerà di contributi etimologici, riferimenti mitologici, medicina antica,
gli utilizzi
tradizionali che si ritrovano presso diversi paesi e culture, aspetti
simbolici, gli
impieghi degli oli stessi: spiegando e insegnando l’utilizzo degli oli per
le varie
problematiche ed infine, ci sarà un paragrafo sull’uso “curioso”, in cui
vengono
spiegate le utilizzazioni insolite dell’olio essenziale trattato.
  La scelta degli oli
essenziali descritti, ne comprende un’ampia gamma per le più diverse
esigenze, le
piante aromatiche da cui si estraggono gli oli sono centinaia. Qui vedremo i
più
poliedrici, facilmente reperibili, più interessanti e utili. Sono esclusi
gli oli
potenzialmente tossici. Gli oli essenziali sono efficaci a dosi minime.
Iniziare con
le dosi più basse indicate è una regola valida per tutti gli oli essenziali
e per tutti i
trattamenti, perché è molto importante valutare la sensibilità e la
tollerabilità
individuale, che può variare da persona a persona. E’ consigliato l’utilizzo
preferenziale della via esterna rispetto a quella orale, perché è più sicura
e meno
esposta ai rischi di tossicità e sovradosaggio. Per nessun motivo bisogna
interrompere di propria iniziativa una terapia medica per sostituirla con
quella a
base d’oli essenziali. L’eventuale utilizzo d’oli essenziali in associazione
con farmaci
va valutato dal medico curante.
  La scelta degli oli
essenziali descritti, ne comprende un’ampia gamma per le più diverse
esigenze, le
piante aromatiche da cui si estraggono gli oli sono centinaia. Qui vedremo i
più
poliedrici, facilmente reperibili, più interessanti e utili. Sono esclusi
gli oli
potenzialmente tossici. Gli oli essenziali sono efficaci a dosi minime.
Iniziare con
le dosi più basse indicate è una regola valida per tutti gli oli essenziali
e per tutti i
trattamenti, perché è molto importante valutare la sensibilità e la
tollerabilità
individuale, che può variare da persona a persona. E’ consigliato l’utilizzo
preferenziale della via esterna rispetto a quella orale, perché è più sicura
e meno
esposta ai rischi di tossicità e sovradosaggio. Per nessun motivo bisogna
interrompere di propria iniziativa una terapia medica per sostituirla con
quella a
base d’oli essenziali. L’eventuale utilizzo d’oli essenziali in associazione
con farmaci
va valutato dal medico curante.
ABETE BIANCO
- Sinonimi: abete comune, abete vero, pino bianco, abete europeo
- Nome botanico: Abies alba
- Famiglia: pinacee
Descrizione: albero sempreverde che può raggiungere i 50 -60 metri di
altezza e che viene considerato, assieme all’abete rosso, la conifera più
grande di tutte quelle diffuse in Europa. La chioma è slanciata e conica, i
rami crescono orizzontalmente rispetto al tronco. Una volta raggiunti i 100
anni, (vive fino a 300), l’albero smette di crescere in senso longitudinale
e i
rami cominciano a crescere verso l’alto, avvolgendosi su se stessi. Le
foglie
sono grossi aghi di colore verde scuro sopra e con due strisce bianche
sotto.
I coni, le pigne, sono allungati e a disposizione eretta in verticale.
- Distribuzione: forma foreste pure nelle regioni montane dell’Europa
centrale
dai Pirenei, attraverso le Alpi, fino ai Balcani. Anche gli abeti si sono
notevolmente rarefatti a causa dell’ormai diffusa “moria dei boschi” che ha
colpito praticamente tutte le specie di alberi esistenti.
- Altre specie: Abete canadese (a.balsamea), abete siberiano (a.siberica) i
cui
oli essenziali hanno caratteristiche simili a quelle dell’abete bianco.
Parti utilizzate per estrarre l’olio essenziale: foglie e rametti per
produrre
l’olio essenziale la secrezione del tronco per produrre l’oleoresina.
- Componenti principali dell’olio essenziale: pinene, limonane
(monoterpeni),
acetato di bornile (esteri terpenici), (dell’oleoresina: pinene, cafene)
- Profumo: balsamico, fresco, dolce; (nota di base)
Colore: incolore o giallo chiaro
- Energia: yang-yin
- Simbologia planetaria: sole, saturno luna
- Proprietà: tonico stimolante generale, antisettico delle vie respiratorie,
antispasmodico espettorante febbrifugo antireumatico.
- Indicazioni principali: malattie da raffreddamento, raffreddore, sinusite,
bronchite, artrosi, stanchezza, dolori muscolari.
Avvertenze: l’uso non diluito può irritare la pelle; se ne sconsiglia l’uso
orale.
Gli abeti crescono dove la terra è povera e l’inverno è lungo, scelgono per
svilupparsi luoghi montagnosi difficili e poco ospitali e posizioni
ombreggiate; con
le loro robuste radici si abbarbicano su un suolo povero di nutrimento e
creano,
con i loro aghi che cadono un minimo di terra per avere nutrimento. Chi
entra per
la prima volta in un bosco di abeti rimane impressionato dal vedere il
particolare
rapporto dei rami con la luce: la luce solare viene assorbita e filtrata dai
rami e
arriva molto smorzata al suolo, creando un’atmosfera raccolta e quasi
magica, una
cattedrale naturale.
L’abete è uno degli elementi principali dell’atmosfera natalizia
in quanto rappresenta il classico “albero di Natale”, che viene addobbato in
occasione delle festività. Si tratta di una tradizione molto antica di
origine nordica,
che prende origine dai culti celtici legati al solstizio d’inverno. Nel
calendario celtico
l’abete era consacrato al giorno della nascita del Fanciullo divino giorno
supplementare che seguiva al solstizio d’inverno.
E’ quindi legato strettamente a
tematiche solari e all’eterna dicotomia tra vita e morte: nella lunga notte
invernale
nordica questo albero, sempreverde e immutabile, aveva in sé tutta la forza
simbolica di qualcosa di più forte della morte. Per la sua maestà, veniva
considerato dalle popolazioni dell’Asia settentrionale (insieme con la
betulla degli
sciamani siberiani) “l’ Albero Cosmico”, che in ogni tradizione rappresenta
la
manifestazione divina del cosmo, asse del mondo, punto d’incontro dell’alto
con il
basso, unione di due opposti, le profondità della terra e l’inaccessibilità
del cielo,
fermo sostegno dell’universo. Presso tutti i popoli dell’Europa
settentrionale è
documentato il legame tra l’abete e il solstizio d’inverno. Nel Medioevo,
poco prima
di questo giorno, i contadini si recavano nel bosco per tagliare un abete,
che
veniva portato a casa e decorato con ghirlande, candele e dolciumi,
assumendo il
significato di “albero di luce”.
Nei paesi latini quest’usanza penetrò molto tardi,
dopo l’ottocento: il significato dell’abete natalizio si è esteso a
simboleggiare la
nascita di Cristo, luce che illumina il mondo; i dolcetti e i regalini
appesi diventano
allora il simbolo dell’amore che Egli ci offre, il raccogliersi attorno
all’albero
significa essere illuminati dalla Sua luce e pervasi dal Suo amore. Nei
paesi del
Sud dell’Europa la festa del solstizio era associata al culto del dio Mitra,
figlio del
Sole. L’abete è portatore anche di significati meno consueti: non mancò a
questa
pianta l’attribuzione di un significato materno, connesso con il suo
riprodursi
spontaneo e con il suo aspetto sempreverde, che vince ogni immagine di morte
e
sterilità.
Con le sue lunghe fronde che si allargano orizzontalmente assume un
aspetto protettivo: i piccoli abeti bianchi hanno bisogno per crescere
dell’ombra
dell’albero madre, perché troppa luce nuocerebbe loro. Questa funzione di
protezione si estende anche ai piccoli animali che vivono in montagna e che
possono trovare riparo sotto i suoi ampi rami. Nelle culture rurali era
simbolo di
prosperità; in una località della Germania c’era l’usanza una volta
all’anno, di
battere le donne con rami di abete per favorirne la fecondità. In Grecia
l’abete
bianco era sacro alla dea Artemide, cioè alla Luna, protettrice delle
nascite, ed è
collegato a riti primaverili in onore della Grande Madre e della rinascita
della
natura.
- L’impiego degli oli essenziali (estratto dalle foglie) -
L’aroma d’abete è stimolante ed energico, soprattutto nella stagione
invernale
quando le giornate si accorciano e sono povere di luce. Il richiamo alla
luce non è
però lo stesso delle essenze agrumate (limone, mandarino, arancio) che si
associano alla luce radiante dei raggi solari e sono corroboranti,
dolcemente
riscaldanti ed energetiche; per l’abete, simbolo del solstizio invernale, si
tratta di
una luce condensata e raccolta, della promessa della luce come annuncio
della fine
delle tenebre invernali.
E’ per questo che alla simbologia solare si aggiunge quella
di Saturno, della notte, della dissoluzione, della fine del vecchio ciclo,
che, però
contiene in sé anche la promessa e l’inizio della rinascita e del nuovo
ciclo. L’abete
con la sua altezza, distende lo sguardo su grandi distanze. Analogamente il
suo
olio essenziale, diffuso nell’ambiente e percepito attraverso l’olfatto, dà
la
percezione di ciò che è oltre e dee ancora venire: quando la visione del
proprio
cammino è buia o offuscata e si dubita di poter progredire, questa essenza
aiuta
ad aprirsi alla fiducia di un futuro più luminoso, dà la consapevolezza dei
progressi
compiuti nel proprio percorso esistenziale, conferisce forza interiore nelle
difficoltà.
Sotto forma di vapori balsamici decongestiona le vie respiratorie e calma la
tosse
durante le malattie da raffreddamento. In questo caso sono utili anche i
bagni
caldi aromatici e le applicazioni sul petto, diluito in olio vettore. Sempre
diluito in
olio vettore e applicato durante un messaggio, stimola la circolazione,
de-contrae i
muscoli dolenti e irrigiditi, attenua i dolori reumatici e dell’artrosi.
Curiosità
Usato come profumo (per esempio applicato sugli abiti) aiuterebbe a sentirsi
più
forti e protetti in situazioni o con persone ostili.
  ALLORO
- Sinonimi: lauro nobile,lauro dolce.
- Nome botanico: LAURUS NOBILE.
- Famiglia: lauracee.
Descrizione: pianta sempreverde dalla chioma densa e conica, che raggiunge
l’altezza massima di 20 metri, è coltivata anche in vaso e come arbusto. Ha
foglie lanceolate, di colore verde scuro, piccoli fiori gialli, poco
appariscenti e
bacche nere lucenti (potenzialmente tossiche). Le sue foglie, dal profumo
molto aromatico, sono utilizzate per condire i cibi. Bisogna fare attenzione
a
non confondere l’alloro con il lauroceraso (una pianta di aspetto piuttosto
simile), le cui foglie sono velenose.
- Distribuzione: è tipico delle regioni mediterranee ed è largamente
coltivato
in Spagna, Francia, Italia, Medio Oriente.
- La parte utilizzata per estrarre l’olio esenziale sono le foglie.
- Componenti principali: 1,8 – cineolo (ossidi), linalolo, geraniolo
(alcoli)
pinene (monoterpeni), eugenolo, metileugenolo (fenoli).
- Profumo: fresco, legnoso, speziato, con tonalità canforacea.
- Colore: giallo verdastro.
- Energia: moderatamente yang.
- Simbologia planetaria: Sole.
- Proprietà: antisettico, antispasmodico, espettorante, sudorifero,
antireumatico, analgesico, digestivo, riequilibrante del sistema nervoso,
ispettorepellente.
- Indicazioni generali: dolori reumatici e muscolari, tosse influenze e
infezioni
delle prime vie aeree, disturbi digestivi, inappetenza, pelle grassa, acne,
caduta di capelli, allontanamento degli insetti.
- Avvertenze: può essere potenzialmente allergizzante per la pelle; da
usarsi
moderatamente a causa dei possibili effetti narcotici attribuiti al
metileugenolo; per questo motivo se ne sconsiglia l’uso per via orale, da
evitarsi in gravidanza.
L’alloro è una pianta solare, per i Greci e i Romani era consacrato ad
Apollo e
associato a una ninfa, Dafne (in greco “lauro” nome femminile). Nel mito
classico
narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, si racconta che Dafne era una
ninfa,figlia di
un fiume, Peneo. Questa di consacrò alla casta Artemide, rifiutava tutti i
pretendenti che la chiedevano in sposa, preferendo vivere nei boschi. Un
giorno
Apollo, che si era preso gioco di Eros, il dio dell’amore, per vendetta fu
colpito da
una sua freccia d’oro che lo fece ardere di passione per Dafne, mentre
questa fu
colpita da una freccia di piombo, che la rese insensibile alle sue
profferte. Rincorsa
da Apollo che già la sta per raggiungere, Dafne invoca il padre affinché la
salvi e
questi la tramuta in arbusto d’alloro.
  Apollo promette allora che, non potendo
essere sua sposa, sarebbe stata per sempre la sua pianta e se ne orna i
capelli, la
lira e la faretra. Dafne, colpita dalla freccia di piombo, è la metafora
della psiche
umana, incatenata al proprio Io e alle proprie pulsioni, riluttante al
processo di
evoluzione e trasformazione. Nella metamorfosi Dafne perde la sua natura
“plumbea” e si trasforma in pianta, ovvero, aria, perché ogni albero dalla
vasta
chioma è collegato all’elemento aria. Dafne-lauro, diventando la pianta
d’Apollo,
cede infine al dio e diventa aria impregnata del fuoco dello spirito, ossia
sapienza.
L’albero di Apollo, dio luminoso, associato al simbolismo dell’intelletto
terso, puro,
non può essere profetico: nel tempio di Delfi consacrato ad Apollo, la sua
sacerdotessa, la Pizia, masticava foglie di alloro per favorire lo stato di
trance in
cui vaticinava. Nell’antichità l’alloro era, infatti, chiamato “pianta
profetica”, poiché
era attribuita al dio che “sa quel che sarà, che fu ed è”. Rami d’alloro
venivano
bruciati per ipnotizzarsi al loro crepitio e intuire il futuro. Il fuoco
ottenuto
dall’alloro era anche un fuoco purificante, che poteva allontanare gli
spiriti
perversi.
Alberi d’alloro erano piantati attorno ai templi, affinché il loro profumo
purificasse il corpo e lo spirito. Molti rituali religiosi di purificazione
e d’iniziazione
imponevano la presenza dell’alloro. I medici dell’antichità consigliavano a
chi era
sofferente di passeggiare in questi sacri boschetti, respirando
profondamente il
profumo delle piante e toccando le foglie affinché l’energia risanatrice
connessa al
sole, apportatore di vita e di luce, penetrasse nel sangue e aiutasse ad
aumentare
le forze e a combattere le malattie. Infatti, Apollo è anche il dio della
medicina e la
sua pianta non poteva non possedere qualità terapeutiche.
Apollo è anche il supremo ispiratore delle arti, maestro delle Muse che,
secondo
Esiodo, tenevano in mano un ramoscello d’alloro e lo concedevano solo a
quelli che
si rendevano degni d’onore con la loro arte. L’alloro apollineo è simbolo di
vittoria;
nei giochi olimpici celebrati a Delfi in onore del dio, ai vincitori delle
gare si offriva
una corona d’alloro.
  Nella Roma antica il generale vittorioso che entrava trionfante
in città, giungeva con fasci d’alloro in mano e con la fronte cinta dei suoi
rami. Con
l’avvento dell’impero, la corona d’alloro fu riservata agli imperatori.
Questo
simbolo della vittoria fu poi assunto dai primi cristiani per alludere,
sulle tombe dei
martiri, alla loro vittoria spirituale.
Ai nostri giorni la laurea, dal nome latino
dell’alloro (laurus), rappresenta il massimo riconoscimento che si ottiene
al
compimento degli studi universitari e segna il raggiungimento di un titolo
ambito,
a volte anche da esibire come corona del vincitore. Nel Medioevo, nei
periodi delle
grandi epidemie, si riteneva che il fuoco magico d’arbusti d’alloro potesse
fermare
le pestilenze e bruciare ciò che era infetto. Nel seicento si prescriveva
agli
adolescenti gracili di strofinarsi con foglie d’alloro le mani e i polsi
tutti i giorni,
quando il sole era alto nel cielo. Questo concetto secondo cui questa pianta
sempreverde cara al dio Apollo poteva aiutare l’uomo a rinforzare le sue
difese e a
guarire è sempre stata viva e si è tramandata in molte culture popolari.
Anche in
Oriente troviamo l’usanza di massaggiare con olio d’alloro la spina dorsale
per
rinforzare il sistema nervoso.
Nei giochi olimpici celebrati a Delfi in onore del dio, ai vincitori delle
gare si offriva
una corona d’alloro. Nella Roma antica il generale vittorioso che entrava
trionfante
in città, giungeva con fasci d’alloro in mano e con la fronte cinta dei suoi
rami. Con
l’avvento dell’impero, la corona d’alloro fu riservata agli imperatori.
Questo
simbolo della vittoria fu poi assunto dai primi cristiani per alludere,
sulle tombe dei
martiri, alla loro vittoria spirituale.
  Ai nostri giorni la laurea, dal nome latino
dell’alloro (laurus), rappresenta il massimo riconoscimento che si ottiene
al
compimento degli studi universitari e segna il raggiungimento di un titolo
ambito,
a volte anche da esibire come corona del vincitore. Nel Medioevo, nei
periodi delle
grandi epidemie, si riteneva che il fuoco magico d’arbusti d’alloro potesse
fermare
le pestilenze e bruciare ciò che era infetto. Nel seicento si prescriveva
agli
adolescenti gracili di strofinarsi con foglie d’alloro le mani e i polsi
tutti i giorni,
quando il sole era alto nel cielo.
  Questo concetto secondo cui questa pianta
sempreverde cara al dio Apollo poteva aiutare l’uomo a rinforzare le sue
difese e a
guarire è sempre stata viva e si è tramandata in molte culture popolari.
Anche in
Oriente troviamo l’usanza di massaggiare con olio d’alloro la spina dorsale
per
rinforzare il sistema nervoso.